Calcio
IL COMMENTO - Alvino: "Basta con la solita litania sul blocco basso di Allegri, ci si difende dove ti porta l’avversario"
27.10.2026 12:39 di Napoli Magazine
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Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, è tornato sulle critiche rivolte a Massimiliano Allegri per l'atteggiamento difensivo del Napoli. Il giornalista ha contestato le analisi che attribuiscono al tecnico azzurro una scelta sistematicamente rinunciataria, spiegando come la posizione della squadra in campo sia spesso determinata dalle caratteristiche e dalle iniziative degli avversari.

«Sono giorni, settimane, per qualcuno addirittura mesi, che continua la solita litania sul blocco basso di Massimiliano Allegri e la difesa arretrata. Senza voler fare il saccente, senza voler fare il presuntuoso, ma persino chi non segue il calcio capisce una verità elementare: ci si difende là dove ti porta l'avversario, soprattutto quando l'avversario talvolta è anche più forte di te».

Il commentatore ha quindi approfondito il concetto, evidenziando come una squadra sia costretta ad adattare la propria disposizione difensiva allo sviluppo dell'azione avversaria. Una pressione esercitata sulle corsie laterali o attraverso passaggi in profondità può infatti obbligare anche una formazione inizialmente schierata alta ad abbassare il proprio baricentro.

Ha poi criticato un certo modo di interpretare il calcio, a suo giudizio troppo legato agli schemi teorici e poco attento alle dinamiche concrete delle partite.

«Sentiamo continuamente una serie di inesattezze da parte di chi ha poca o nessuna dimestichezza con il calcio. Ma parlo di calcio, quello vero, quello che si gioca sul rettangolo verde, non sulle lavagne tattiche o davanti ai monitor».

Nella parte conclusiva dell'editoriale, Alvino ha individuato nella capacità di riconquistare rapidamente il pallone e mantenerne il possesso due aspetti fondamentali per valutare il rendimento di una squadra, al di là della posizione assunta durante la fase difensiva.

«In fin dei conti esiste una sola fase che fa davvero la differenza tra una squadra e l'altra, ed è l'aggressione: in quanto tempo riesco a riconquistare il pallone? A questa si lega il possesso: per quanto tempo, una volta recuperato il pallone, riusciamo poi a gestirlo?».

Dunque, Il dibattito sul Napoli di Allegri dovrebbe concentrarsi maggiormente sull'efficacia del recupero palla e sulla gestione del possesso, senza trascurare un elemento che continua a incidere in maniera decisiva sulle partite: la qualità individuale dei calciatori.

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IL COMMENTO - Alvino: "Basta con la solita litania sul blocco basso di Allegri, ci si difende dove ti porta l’avversario"

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27/10/2026 - 12:39

Carlo Alvino, nel corso del suo editoriale “Dillo ad Alvino”, in onda alle ore 12 su Teleclub Canale 77, è tornato sulle critiche rivolte a Massimiliano Allegri per l'atteggiamento difensivo del Napoli. Il giornalista ha contestato le analisi che attribuiscono al tecnico azzurro una scelta sistematicamente rinunciataria, spiegando come la posizione della squadra in campo sia spesso determinata dalle caratteristiche e dalle iniziative degli avversari.

«Sono giorni, settimane, per qualcuno addirittura mesi, che continua la solita litania sul blocco basso di Massimiliano Allegri e la difesa arretrata. Senza voler fare il saccente, senza voler fare il presuntuoso, ma persino chi non segue il calcio capisce una verità elementare: ci si difende là dove ti porta l'avversario, soprattutto quando l'avversario talvolta è anche più forte di te».

Il commentatore ha quindi approfondito il concetto, evidenziando come una squadra sia costretta ad adattare la propria disposizione difensiva allo sviluppo dell'azione avversaria. Una pressione esercitata sulle corsie laterali o attraverso passaggi in profondità può infatti obbligare anche una formazione inizialmente schierata alta ad abbassare il proprio baricentro.

Ha poi criticato un certo modo di interpretare il calcio, a suo giudizio troppo legato agli schemi teorici e poco attento alle dinamiche concrete delle partite.

«Sentiamo continuamente una serie di inesattezze da parte di chi ha poca o nessuna dimestichezza con il calcio. Ma parlo di calcio, quello vero, quello che si gioca sul rettangolo verde, non sulle lavagne tattiche o davanti ai monitor».

Nella parte conclusiva dell'editoriale, Alvino ha individuato nella capacità di riconquistare rapidamente il pallone e mantenerne il possesso due aspetti fondamentali per valutare il rendimento di una squadra, al di là della posizione assunta durante la fase difensiva.

«In fin dei conti esiste una sola fase che fa davvero la differenza tra una squadra e l'altra, ed è l'aggressione: in quanto tempo riesco a riconquistare il pallone? A questa si lega il possesso: per quanto tempo, una volta recuperato il pallone, riusciamo poi a gestirlo?».

Dunque, Il dibattito sul Napoli di Allegri dovrebbe concentrarsi maggiormente sull'efficacia del recupero palla e sulla gestione del possesso, senza trascurare un elemento che continua a incidere in maniera decisiva sulle partite: la qualità individuale dei calciatori.