A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Antonio Giordano, giornalista de La Gazzetta dello Sport: "Cosa c'è oltre questi sette punti nelle prime cinque giornate? Tante perplessità. Mentre aspettavamo che accadesse qualcosa, gli altri investivano. Mentre pensavamo che alcuni valori si potessero modificare, si sono modificati sì, ma in peggio. Non sai più se puoi contare con Anguissa. Ora potenzialmente nell'orizzonte c'hai una delusione. Non dipende più da nessun altro. Poi il problema più serio è un altro. Credo che sia il momento più difficile dal punto di vista societario. Non ricordo un periodo analogo, neanche post Scudetto. Perché il Napoli è arrivato in un momento di debolezza economica. È una società sana ma ha sprecato 400 milioni di euro. Nell'ultimo mercato ha speso meno della Cavese, più o meno (sorride, ndr). Ora il Napoli ha bisogno che l'amministratore delegato sia lì in tribuna, allo stadio. Una squadra deve essere governata con presenza e le figure che contano. Questo è il primo mercato in cui vai in campo con 4 milioni di euro. Se c'è clima di rassegnazione e inerzia? Il Napoli non è questo, ma dipende dai giocatori. Basta con Lucca, basta con Lang, basta con De Bruyne. Si gioca a calcio. Si corre. Si prova a tirare. In campo si dà tutto. Si fa i Politano, i Di Lorenzo...Politano ha fatto una partita dal punto di vista dello sforzo da standing ovation. Poi l'elemento centrale non può essere il mancato inserimento di Vergara. Ho ancora speranza che De Bruyne ci faccia vedere suo 'fratello'. Il Napoli non ha sbagliato due mercati, ma si è demolito dal punto di vista economico. Il Napoli ha fatto dei capolavori all'incontrario. Nessuno dei grandi colpi internazionali di questa estate è paragonabile a Kvara e Osimhen. Ma su tutti e due si è incassato molto poco".
di Napoli Magazine
21/09/2026 - 16:34
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te è intervenuto Antonio Giordano, giornalista de La Gazzetta dello Sport: "Cosa c'è oltre questi sette punti nelle prime cinque giornate? Tante perplessità. Mentre aspettavamo che accadesse qualcosa, gli altri investivano. Mentre pensavamo che alcuni valori si potessero modificare, si sono modificati sì, ma in peggio. Non sai più se puoi contare con Anguissa. Ora potenzialmente nell'orizzonte c'hai una delusione. Non dipende più da nessun altro. Poi il problema più serio è un altro. Credo che sia il momento più difficile dal punto di vista societario. Non ricordo un periodo analogo, neanche post Scudetto. Perché il Napoli è arrivato in un momento di debolezza economica. È una società sana ma ha sprecato 400 milioni di euro. Nell'ultimo mercato ha speso meno della Cavese, più o meno (sorride, ndr). Ora il Napoli ha bisogno che l'amministratore delegato sia lì in tribuna, allo stadio. Una squadra deve essere governata con presenza e le figure che contano. Questo è il primo mercato in cui vai in campo con 4 milioni di euro. Se c'è clima di rassegnazione e inerzia? Il Napoli non è questo, ma dipende dai giocatori. Basta con Lucca, basta con Lang, basta con De Bruyne. Si gioca a calcio. Si corre. Si prova a tirare. In campo si dà tutto. Si fa i Politano, i Di Lorenzo...Politano ha fatto una partita dal punto di vista dello sforzo da standing ovation. Poi l'elemento centrale non può essere il mancato inserimento di Vergara. Ho ancora speranza che De Bruyne ci faccia vedere suo 'fratello'. Il Napoli non ha sbagliato due mercati, ma si è demolito dal punto di vista economico. Il Napoli ha fatto dei capolavori all'incontrario. Nessuno dei grandi colpi internazionali di questa estate è paragonabile a Kvara e Osimhen. Ma su tutti e due si è incassato molto poco".