Hasan Salihamidzic, ex giocatore della Juventus e della nazionale bosniaca, ex dirigente del Bayern Monaco, si sofferma a parlare della sua nazionale, avversaria dell’Italia nella finale dei playoff di qualificazione al Mondiale: “Non so da quanti anni ci mancava una notte così speciale, per una nazionale come la nostra è qualcosa di più di una singola partita. In campo andrà una generazione di talenti, ma con due giocatori d’esperienza alla guida: Kolasinac e Dzeko, in Italia li conoscete bene. Siamo una squadra interessante, con un grande ct come Sergej Barbanez: io e lui abbiamo vissuto serate di questo tipo, in una decisiva per la qualificazione a Euro 2004 contro la Danimarca potevamo chiudere in vetta al girone, ma finì 1-1 e arrivammo quarti…Nessuno vuole rivivere quella delusione”.
Lo stadio di Zenica? “Sarà pure uno stadio piccolo, a capienza ridotta, ma ci sarà un’atmosfera unica: non la dimenticherete. Il popolo sarà un giocatore in più, poi parlerà il campo: anche se qualcuno pensa il contrario, ci sarà qualità”.
La crisi del calcio italiano? “Il termometro del calcio si chiama Juventus. Quando la Signora non è al massimo – ha concluso – anche la Nazionale la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona al contrario. Sono sicuro che Juve e Italia torneranno in cima, ma spero accada dopo questo playoff e che possa risalire presto, ma da domani: per la nostra gente è troppo importante andare in America”.
di Napoli Magazine
31/03/2026 - 14:32
Hasan Salihamidzic, ex giocatore della Juventus e della nazionale bosniaca, ex dirigente del Bayern Monaco, si sofferma a parlare della sua nazionale, avversaria dell’Italia nella finale dei playoff di qualificazione al Mondiale: “Non so da quanti anni ci mancava una notte così speciale, per una nazionale come la nostra è qualcosa di più di una singola partita. In campo andrà una generazione di talenti, ma con due giocatori d’esperienza alla guida: Kolasinac e Dzeko, in Italia li conoscete bene. Siamo una squadra interessante, con un grande ct come Sergej Barbanez: io e lui abbiamo vissuto serate di questo tipo, in una decisiva per la qualificazione a Euro 2004 contro la Danimarca potevamo chiudere in vetta al girone, ma finì 1-1 e arrivammo quarti…Nessuno vuole rivivere quella delusione”.
Lo stadio di Zenica? “Sarà pure uno stadio piccolo, a capienza ridotta, ma ci sarà un’atmosfera unica: non la dimenticherete. Il popolo sarà un giocatore in più, poi parlerà il campo: anche se qualcuno pensa il contrario, ci sarà qualità”.
La crisi del calcio italiano? “Il termometro del calcio si chiama Juventus. Quando la Signora non è al massimo – ha concluso – anche la Nazionale la segue ma, ovviamente, la stessa cosa funziona al contrario. Sono sicuro che Juve e Italia torneranno in cima, ma spero accada dopo questo playoff e che possa risalire presto, ma da domani: per la nostra gente è troppo importante andare in America”.