Francesco Totti, ex attaccante, ha rilasciato un'intervista a Cronache di Spogliatoio in occasione del Meet&Greet in Iliad: "Rigore contro l’Australia ai Mondiali 2006? Non dico che ci ha consacrato, ma è quel calcio di rigore che dopo aver segnato abbiamo detto: Arriviamo fino alla fine. Una partita un po’ particolare, eravamo rimasti in 10 per l’espulsione di Materazzi. Se fossimo andati ai supplementari non so come sarebbe andata, l’Australia era una squadra compatta e con bei giocatori. Quel pallone era un macigno, dopo aver segnato abbiamo capito che potevamo vincere il Mondiale. Ricordo di aver fatto 70 metri infiniti per arrivare al dischetto. Ho pensato: Mo gli faccio il cucchiaio. Poi mi son detto: Lascia perdere. Parlavo tra me e me, come fossi un matto: cercavo delle risposte che non riuscivo a darmi. Il portiere era bello grosso, prendeva quasi tutta la porta. Ho detto: Lo tiro come al solito, forte e in alto, come va va. Devo dire che è andata benissimo. Per me è stato un Mondiale ad alto rischio, 3-4 mesi prima avevo avuto un bruttissimo infortunio alla caviglia e c’era una grande possibilità di non poterlo giocare. Con forza, determinazione, voglia e lo stimolo di mister e compagni mi ci sono messo e ho spinto sull’acceleratore per poter essere tra i 23. Come avrei tirato il rigore contro la Francia? Uguale a quello contro l’Australia. Da un lato ero contento di non tirarlo, ogni tanto qualche responsabilità te la tieni. Se fossi stato in campo avrei tirato e così, sicuramente. Avevamo fatto la semifinale con la Germania con i tempi supplementari, giocati tutti: è stata tosta. Di fronte in finale avevamo la Francia, i principali vincitori. Era una bella lotta, anche noi eravamo una grande squadra. Era una finale giusta, infatti è andata ai rigori. Sento ancora Lippi e ogni tanto organizziamo qualche cena con tutta la squadra. Ci ritroviamo, sono quelle cose che non potrai mai dimenticare. Siamo uniti per sempre, abbiamo ancora la chat di squadra. Non conviene entrarci. Scrive chi non ha niente da fare, ma fanno quasi tutti gli allenatori quindi qualcuno stuzzica, è divertente. Ci siamo tutti, tranne il mister".
di Napoli Magazine
27/03/2025 - 22:52
Francesco Totti, ex attaccante, ha rilasciato un'intervista a Cronache di Spogliatoio in occasione del Meet&Greet in Iliad: "Rigore contro l’Australia ai Mondiali 2006? Non dico che ci ha consacrato, ma è quel calcio di rigore che dopo aver segnato abbiamo detto: Arriviamo fino alla fine. Una partita un po’ particolare, eravamo rimasti in 10 per l’espulsione di Materazzi. Se fossimo andati ai supplementari non so come sarebbe andata, l’Australia era una squadra compatta e con bei giocatori. Quel pallone era un macigno, dopo aver segnato abbiamo capito che potevamo vincere il Mondiale. Ricordo di aver fatto 70 metri infiniti per arrivare al dischetto. Ho pensato: Mo gli faccio il cucchiaio. Poi mi son detto: Lascia perdere. Parlavo tra me e me, come fossi un matto: cercavo delle risposte che non riuscivo a darmi. Il portiere era bello grosso, prendeva quasi tutta la porta. Ho detto: Lo tiro come al solito, forte e in alto, come va va. Devo dire che è andata benissimo. Per me è stato un Mondiale ad alto rischio, 3-4 mesi prima avevo avuto un bruttissimo infortunio alla caviglia e c’era una grande possibilità di non poterlo giocare. Con forza, determinazione, voglia e lo stimolo di mister e compagni mi ci sono messo e ho spinto sull’acceleratore per poter essere tra i 23. Come avrei tirato il rigore contro la Francia? Uguale a quello contro l’Australia. Da un lato ero contento di non tirarlo, ogni tanto qualche responsabilità te la tieni. Se fossi stato in campo avrei tirato e così, sicuramente. Avevamo fatto la semifinale con la Germania con i tempi supplementari, giocati tutti: è stata tosta. Di fronte in finale avevamo la Francia, i principali vincitori. Era una bella lotta, anche noi eravamo una grande squadra. Era una finale giusta, infatti è andata ai rigori. Sento ancora Lippi e ogni tanto organizziamo qualche cena con tutta la squadra. Ci ritroviamo, sono quelle cose che non potrai mai dimenticare. Siamo uniti per sempre, abbiamo ancora la chat di squadra. Non conviene entrarci. Scrive chi non ha niente da fare, ma fanno quasi tutti gli allenatori quindi qualcuno stuzzica, è divertente. Ci siamo tutti, tranne il mister".