Patrick Vieira, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del suo futuro: "Senza dubbio mi piacerebbe allenare ancora in A. Non ho dato tutto, ho lasciato un lavoro in sospeso. Questa volta porterei la famiglia, anche mia figlia che a 14 anni è alta 1.79 e gioca a pallavolo in un centro di formazione della federazione francese". Sul rapporto con il Genoa: "Ero convinto che si salvasse. Questo non toglie nulla a De Rossi, che ha fatto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per le belle parole nei miei confronti, sono contento che il Genoa si sia salvato".
L'allenatore francese ha riconosciuto un modello particolare nel suo modo di vedere il calcio: "Dalla mia squadra voglio che sia proattiva, aggressiva. Alleno un calcio verticale, ammiro il Liverpool di Klopp. E dico sempre la verità ai giocatori, come faceva Mourinho con noi". Proprio sul rapporto con il portoghese, Vieira ha raccontato un retroscena particolare: "Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: 'Mi servi titolare, giocherai 60 minuti'. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: 'Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”' Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione".
Nel suo passato da calciatore in Italia, Vieira ha indossato anche la maglia dell'inter, lasciandola proprio a pochi mesi dal Triplete: "Volevo fare il Mondiale 2010 con la Francia e con Mou giocavo poco. Al Mondiale non sono andato comunque ma dovevo provare, non me lo sarei perdonato".
Il francese non nasconde un rimpianto: "Non essere andato al Real Madrid. Mi ha cercato per quattro anni di fila, quando ero all’Arsenal. L’ultimo anno ho detto sì, c’erano tutti gli accordi ma ci ho ripensato. Amavo troppo l’Arsenal".
Da calciatore, Vieira ha condiviso lo spogliatoio sia con Chivu che con Fabregas, diventati poi avversari da allenatore: "Chivu ha vinto perché è intelligente, lo si vedeva già da giocatore. Sembrava introverso ma aveva personalità.". Sullo spagnolo, invece: "A Cesc l’ho sempre detto, scherzando: 'Se sono andato via dall’Arsenal, è colpa tua'. A 17 anni, quando ha cominciato con noi, non aveva fisico ma compensava con la comprensione del gioco. Allora me ne sono andato: non potevo accettare di stare in panchina".
Il francese ha commentato anche il tema della discriminazione nel calcio: "Quanti dirigenti neri ci sono in Italia? C’è un problema e il punto è capire come risolverlo: dobbiamo avere preparazione e credibilità. Se ci fossero più allenatori neri solo per dare una quota a una minoranza, non sarebbe giusto".
di Napoli Magazine
22/05/2026 - 13:44
Patrick Vieira, intervistato da La Gazzetta dello Sport, ha parlato del suo futuro: "Senza dubbio mi piacerebbe allenare ancora in A. Non ho dato tutto, ho lasciato un lavoro in sospeso. Questa volta porterei la famiglia, anche mia figlia che a 14 anni è alta 1.79 e gioca a pallavolo in un centro di formazione della federazione francese". Sul rapporto con il Genoa: "Ero convinto che si salvasse. Questo non toglie nulla a De Rossi, che ha fatto un ottimo lavoro. Lo ringrazio per le belle parole nei miei confronti, sono contento che il Genoa si sia salvato".
L'allenatore francese ha riconosciuto un modello particolare nel suo modo di vedere il calcio: "Dalla mia squadra voglio che sia proattiva, aggressiva. Alleno un calcio verticale, ammiro il Liverpool di Klopp. E dico sempre la verità ai giocatori, come faceva Mourinho con noi". Proprio sul rapporto con il portoghese, Vieira ha raccontato un retroscena particolare: "Marzo 2009, Man United-Inter. Io rientro da un infortunio e Mourinho mi dice: 'Mi servi titolare, giocherai 60 minuti'. Io dopo 4 minuti perdo la marcatura di Vidic, che fa gol, e all’intervallo vedo i cambi sulla lavagna: fuori io, dentro Muntari. Il giorno dopo sono andato nel suo ufficio, non aveva rispettato la promessa dei 60 minuti. E lui: 'Non hai giocato bene, devo fare il bene della squadra”' Oggi, da allenatore, dico che aveva ragione".
Nel suo passato da calciatore in Italia, Vieira ha indossato anche la maglia dell'inter, lasciandola proprio a pochi mesi dal Triplete: "Volevo fare il Mondiale 2010 con la Francia e con Mou giocavo poco. Al Mondiale non sono andato comunque ma dovevo provare, non me lo sarei perdonato".
Il francese non nasconde un rimpianto: "Non essere andato al Real Madrid. Mi ha cercato per quattro anni di fila, quando ero all’Arsenal. L’ultimo anno ho detto sì, c’erano tutti gli accordi ma ci ho ripensato. Amavo troppo l’Arsenal".
Da calciatore, Vieira ha condiviso lo spogliatoio sia con Chivu che con Fabregas, diventati poi avversari da allenatore: "Chivu ha vinto perché è intelligente, lo si vedeva già da giocatore. Sembrava introverso ma aveva personalità.". Sullo spagnolo, invece: "A Cesc l’ho sempre detto, scherzando: 'Se sono andato via dall’Arsenal, è colpa tua'. A 17 anni, quando ha cominciato con noi, non aveva fisico ma compensava con la comprensione del gioco. Allora me ne sono andato: non potevo accettare di stare in panchina".
Il francese ha commentato anche il tema della discriminazione nel calcio: "Quanti dirigenti neri ci sono in Italia? C’è un problema e il punto è capire come risolverlo: dobbiamo avere preparazione e credibilità. Se ci fossero più allenatori neri solo per dare una quota a una minoranza, non sarebbe giusto".