Massimo Mauro, ex centrocampista, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport: "Se fossi una squadra tradizionale non alla De Zerbi, ma alla Mourinho, alla Allegri o alla Klopp, prenderei Bremer, è una certezza. Una parziale scommessa sarebbe invece Thuram: penso che abbia delle potenzialità enormi e una scommessa su di lui la farei se fossi un allenatore di un'altra grande squadra. E poi Yildiz è certamente un giocatore che stuzzica l'interesse. Ho grande fiducia che diventerà fortissimo e penso che dovrà diventare una punta, un finalizzatore da 20 gol all'anno, perché non mi sembra il giocatore che a centrocampo può illuminare il gioco. Con un po' più di esperienza, di partite e di personalità, è più facile che diventi un grande attaccante che un grande numero 10. Esattamente quello che gli è riuscito a Napoli: creare la consapevolezza di essere forti e dimostrarlo umilmente partita dopo partita. Alla Juventus c'è un ambiente che ti tiene sempre coi piedi per terra, quindi dovrebbe essere più facile rispetto a quanto accaduto al Napoli. Questo vale, però, a patto che si azzecchino i quattro acquisti fondamentali: perché Kim, Anguissa, Lobotka e Osimhen sono stati determinanti per vincere lo scudetto insieme a Kvaratskhelia, erano l'ossatura della squadra. Ecco, alla Juve c'è bisogno di trovare proprio questi quattro".
di Napoli Magazine
10/04/2026 - 17:02
Massimo Mauro, ex centrocampista, ha rilasciato alcune dichiarazioni a La Gazzetta dello Sport: "Se fossi una squadra tradizionale non alla De Zerbi, ma alla Mourinho, alla Allegri o alla Klopp, prenderei Bremer, è una certezza. Una parziale scommessa sarebbe invece Thuram: penso che abbia delle potenzialità enormi e una scommessa su di lui la farei se fossi un allenatore di un'altra grande squadra. E poi Yildiz è certamente un giocatore che stuzzica l'interesse. Ho grande fiducia che diventerà fortissimo e penso che dovrà diventare una punta, un finalizzatore da 20 gol all'anno, perché non mi sembra il giocatore che a centrocampo può illuminare il gioco. Con un po' più di esperienza, di partite e di personalità, è più facile che diventi un grande attaccante che un grande numero 10. Esattamente quello che gli è riuscito a Napoli: creare la consapevolezza di essere forti e dimostrarlo umilmente partita dopo partita. Alla Juventus c'è un ambiente che ti tiene sempre coi piedi per terra, quindi dovrebbe essere più facile rispetto a quanto accaduto al Napoli. Questo vale, però, a patto che si azzecchino i quattro acquisti fondamentali: perché Kim, Anguissa, Lobotka e Osimhen sono stati determinanti per vincere lo scudetto insieme a Kvaratskhelia, erano l'ossatura della squadra. Ecco, alla Juve c'è bisogno di trovare proprio questi quattro".