Calcio
IL PARERE - Parolo: "Col Napoli ci sarà la solita Inter aggressiva e dominatrice, non cambierà modulo"
28.02.2025 15:17 di Napoli Magazine

Marco Parolo, ex centrocampista, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport:

Inzaghi come si approccia a sfide di questo livello? 

"Alza sempre il livello di concentrazione e ricorda chi sei e cosa hai fatto, da dove sei partito e qual è l'obiettivo: vincere. E poi enfatizza i punti di forza dell’avversario facendo leva sull’orgoglio. Inzaghi ha voglia di dimostrare che il campione in carica è lui e vorrà dominare il gioco".

Come si comporta con i giocatori, invece? 

"Alla Lazio andava dai giocatori chiave e li prendeva sottobraccio. Era solito fare una battutina, stimolarli e tenerli sul pezzo con chiacchiere in campo, in palestra o nello spogliatoio, ma mai nel suo ufficio. Lo faceva anche solo per un paio di minuti, col suo modo di fare da amico. Un segnale di estrema fiducia che veniva apprezzato. Ricordo un Crotone-Lazio dove mi sostituì a fine primo tempo perché ero stato ammonito. Il giorno dopo mi disse che ero stato il migliore in campo. Lo apprezzai e feci nella gara successiva, contro lo Zenit. A volte, poi, ci faceva delle promesse: ‘Se vincete vi do due giorni liberi’». E poi ce li dava".

Su cosa si concentra? 

"Sulle palle inattive. È maniacale. Questione di atteggiamento, non di strategia. Col Napoli, comunque, sarà la solita Inter aggressiva e dominatrice. E non credo nel cambio di modulo: una volta, contro la Juve, mi adattò a esterno per non stravolgere tutto".

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IL PARERE - Parolo: "Col Napoli ci sarà la solita Inter aggressiva e dominatrice, non cambierà modulo"

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28/02/2025 - 15:17

Marco Parolo, ex centrocampista, ha rilasciato un'intervista a La Gazzetta dello Sport:

Inzaghi come si approccia a sfide di questo livello? 

"Alza sempre il livello di concentrazione e ricorda chi sei e cosa hai fatto, da dove sei partito e qual è l'obiettivo: vincere. E poi enfatizza i punti di forza dell’avversario facendo leva sull’orgoglio. Inzaghi ha voglia di dimostrare che il campione in carica è lui e vorrà dominare il gioco".

Come si comporta con i giocatori, invece? 

"Alla Lazio andava dai giocatori chiave e li prendeva sottobraccio. Era solito fare una battutina, stimolarli e tenerli sul pezzo con chiacchiere in campo, in palestra o nello spogliatoio, ma mai nel suo ufficio. Lo faceva anche solo per un paio di minuti, col suo modo di fare da amico. Un segnale di estrema fiducia che veniva apprezzato. Ricordo un Crotone-Lazio dove mi sostituì a fine primo tempo perché ero stato ammonito. Il giorno dopo mi disse che ero stato il migliore in campo. Lo apprezzai e feci nella gara successiva, contro lo Zenit. A volte, poi, ci faceva delle promesse: ‘Se vincete vi do due giorni liberi’». E poi ce li dava".

Su cosa si concentra? 

"Sulle palle inattive. È maniacale. Questione di atteggiamento, non di strategia. Col Napoli, comunque, sarà la solita Inter aggressiva e dominatrice. E non credo nel cambio di modulo: una volta, contro la Juve, mi adattò a esterno per non stravolgere tutto".