Calcio
IL PARERE - Rea: "Lucca sta avendo pochissime possibilità, non è ancora pronto come vice Lukaku, il mercato è stato economicamente importante ma l'impatto dei nuovi è stato negativo"
15.01.2026 12:28 di Napoli Magazine
aA

A “1 Football Club”, programma radiofonico cin onda su 1 Station Radio, è intervenuto il giornalista Vincenzo Rea. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Conte ha mortificato Lucca facendolo entrare al minuto 89?

“Giusto il tempo di prendersi una catena di fischi per aver tentato una rovesciata, diciamo, un po’ impertinente per non dirla più cruda, insomma. Sì, purtroppo è così, perché anche ieri sono stati concessi davvero pochi minuti a Lucca, nonostante il Napoli fosse sullo 0-0 e con l’uscita di Neres avesse bisogno di trovare più presenza in area. Però conosciamo le idee del mister, probabilmente in questo momento Lucca non è ancora pronto per essere, a tutti gli effetti, il vice Lukaku. Questa è stata la conseguenza anche ieri. In pochi minuti poi è complicato incidere davvero. Quel tentativo di rovesciata, al di là del gesto tecnico, magari non era la scelta più giusta, forse era meglio appoggiarla a un compagno. Però non mi sento di giudicare la prestazione del ragazzo per quei pochi minuti, perché sta avendo pochissime possibilità".

Il pareggio di ieri pesa, anche se resta l’imbattibilità al Maradona. Però è una statistica che lascia il tempo che trova, perché i due pareggi interni contro Verona e Parma incideranno sulla classifica: è d’accordo?

“Assolutamente sì. Purtroppo sono quattro punti lasciati per strada e sappiamo bene quello che è accaduto col Verona. Ieri il Napoli ha pagato anche la stanchezza di un calendario fitto e degli impegni ravvicinati, con una rosa corta. Il problema è proprio questo, l’Inter può permettersi di fare turnover, il Napoli molto meno. Anche ieri l’Inter ha avuto difficoltà, ma è riuscita a sbloccarla alla fine, però ha una rosa più ampia e più profonda rispetto al Napoli, che è stato martoriato dagli infortuni e quei quattro punti, alla lunga, peseranno, perché avrebbero consentito al Napoli di restare attaccato all’Inter nonostante tutte le difficoltà. Adesso a -6 si complica tutto, anche perché gennaio è un mese lungo e pieno di impegni e ci saranno partite complicate, come quella con la Juventus a Torino. Si rimette tutto in discussione, non solo ci si allontana dalla prima, ma bisogna guardarsi anche dietro, perché la Juventus non sembra mollare".

La rosa è corta soprattutto perché si sono infortunati in tanti contemporaneamente, è una situazione quasi unica, non trova?

“Sì, è un discorso legato agli infortuni. Se vogliamo guardare solo al centrocampo, per un certo periodo sono mancati giocatori fondamentali. Io penso che la rosa del Napoli, ai nastri di partenza, fosse abbastanza completa e omogenea. Però l’imprevedibilità di questi infortuni ha reso tutto più difficile e sono d’accordo con le parole di Conte, togli contemporaneamente tanti titolari a una squadra, che sia Napoli, Inter, Milan o Roma ed è normale che vai in difficoltà. In questo momento l’unico appello che posso fare è quasi “mistico”: sperare che rientrino tutti il prima possibile. Però, tornando seri, bisogna fare un applauso a questa squadra e a questo allenatore, perché anche in un momento di grande difficoltà il Napoli ha comunque provato a tirare fuori prestazioni importanti. Contro l’Inter, per esempio, la prestazione è stata davvero maiuscola. Il problema è che contro le “piccole”, soprattutto quando vengono al Maradona e si chiudono, si fa fatica, il possesso palla a volte diventa sterile, non trovi la via del gol e finisci per lasciare punti e così il Napoli è scivolato a -6 dalla capolista e come dicevi tu bisogna anche guardarsi dietro per evitare di scivolare ancora. Il campionato è lungo, ma si spera che rientrino almeno gli infortunati più importanti, perché poi tutto dipende anche da quello, oltre che dall’Inter. Certo, poi c’è anche la Champions e la gestione delle energie diventa fondamentale".

Negli ultimi minuti e nelle ultime settimane si è acceso anche un altro dibattito, il mercato estivo è stato in parte fallimentare? Perché alcuni giocatori che sembravano pronti a essere titolari oggi sembrano già con la valigia in mano. Lei che ne pensa?

“Napoli, il mercato è stato economicamente importante, ma l’impatto dei nuovi è, ad oggi, negativo. Sì, è vero. Anche Conte ha detto che è stato fatto un mercato importante, però ha ribadito più volte in conferenza stampa che certi giocatori devono inserirsi gradualmente, perché forse non erano ancora pronti per il suo sistema di gioco. Sta di fatto che, ad oggi, dei nuovi vediamo un impiego molto ridotto. Quindi sì, il bilancio del mercato estivo, per ora, non è positivo. Prendiamo l’esempio de Lucca, è un giocatore su cui si è investito tanto e l’idea era che potesse essere davvero una soluzione concreta come alternativa a Lukaku. Purtroppo, però, al momento non sta trovando spazio e non sta riuscendo a incidere. Poi chiaramente ci sono anche le difficoltà legate agli infortuni e alla gestione della squadra, però sì: fino a oggi non è stato un mercato che ha cambiato il volto del Napoli".

Sul fuorigioco secondo lei è una questione di prospettiva oppure c’è stato realmente un errore?

“Guarda, con il regolamento purtroppo dobbiamo attenerci a quello che viene applicato. Però io mi chiedo, ha senso annullare un gol per centimetri o millimetri quando la parte “in fuorigioco” è una parte del corpo con cui non puoi segnare? Questo è il mio punto di vista. Secondo me andrebbe rivisto il regolamento sul fuorigioco: se è piede, testa o comunque una parte del corpo con cui puoi fare gol, ok. Ma se parliamo di braccio, sappiamo tutti che col braccio non puoi segnare, e quindi annullare un gol così mi sembra assurdo. Oggi sul regolamento c’è tanta confusione, non voglio entrare nel discorso rigori, perché lì le decisioni spesso non sono uniformi però almeno sul fuorigioco bisognerebbe avere un criterio chiaro e condiviso. Secondo me quello era un gol da convalidare, perché è davvero assurdo annullarlo in quel modo". 

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15/01/2026 - 12:28

A “1 Football Club”, programma radiofonico cin onda su 1 Station Radio, è intervenuto il giornalista Vincenzo Rea. Di seguito, un estratto dell’intervista.

Conte ha mortificato Lucca facendolo entrare al minuto 89?

“Giusto il tempo di prendersi una catena di fischi per aver tentato una rovesciata, diciamo, un po’ impertinente per non dirla più cruda, insomma. Sì, purtroppo è così, perché anche ieri sono stati concessi davvero pochi minuti a Lucca, nonostante il Napoli fosse sullo 0-0 e con l’uscita di Neres avesse bisogno di trovare più presenza in area. Però conosciamo le idee del mister, probabilmente in questo momento Lucca non è ancora pronto per essere, a tutti gli effetti, il vice Lukaku. Questa è stata la conseguenza anche ieri. In pochi minuti poi è complicato incidere davvero. Quel tentativo di rovesciata, al di là del gesto tecnico, magari non era la scelta più giusta, forse era meglio appoggiarla a un compagno. Però non mi sento di giudicare la prestazione del ragazzo per quei pochi minuti, perché sta avendo pochissime possibilità".

Il pareggio di ieri pesa, anche se resta l’imbattibilità al Maradona. Però è una statistica che lascia il tempo che trova, perché i due pareggi interni contro Verona e Parma incideranno sulla classifica: è d’accordo?

“Assolutamente sì. Purtroppo sono quattro punti lasciati per strada e sappiamo bene quello che è accaduto col Verona. Ieri il Napoli ha pagato anche la stanchezza di un calendario fitto e degli impegni ravvicinati, con una rosa corta. Il problema è proprio questo, l’Inter può permettersi di fare turnover, il Napoli molto meno. Anche ieri l’Inter ha avuto difficoltà, ma è riuscita a sbloccarla alla fine, però ha una rosa più ampia e più profonda rispetto al Napoli, che è stato martoriato dagli infortuni e quei quattro punti, alla lunga, peseranno, perché avrebbero consentito al Napoli di restare attaccato all’Inter nonostante tutte le difficoltà. Adesso a -6 si complica tutto, anche perché gennaio è un mese lungo e pieno di impegni e ci saranno partite complicate, come quella con la Juventus a Torino. Si rimette tutto in discussione, non solo ci si allontana dalla prima, ma bisogna guardarsi anche dietro, perché la Juventus non sembra mollare".

La rosa è corta soprattutto perché si sono infortunati in tanti contemporaneamente, è una situazione quasi unica, non trova?

“Sì, è un discorso legato agli infortuni. Se vogliamo guardare solo al centrocampo, per un certo periodo sono mancati giocatori fondamentali. Io penso che la rosa del Napoli, ai nastri di partenza, fosse abbastanza completa e omogenea. Però l’imprevedibilità di questi infortuni ha reso tutto più difficile e sono d’accordo con le parole di Conte, togli contemporaneamente tanti titolari a una squadra, che sia Napoli, Inter, Milan o Roma ed è normale che vai in difficoltà. In questo momento l’unico appello che posso fare è quasi “mistico”: sperare che rientrino tutti il prima possibile. Però, tornando seri, bisogna fare un applauso a questa squadra e a questo allenatore, perché anche in un momento di grande difficoltà il Napoli ha comunque provato a tirare fuori prestazioni importanti. Contro l’Inter, per esempio, la prestazione è stata davvero maiuscola. Il problema è che contro le “piccole”, soprattutto quando vengono al Maradona e si chiudono, si fa fatica, il possesso palla a volte diventa sterile, non trovi la via del gol e finisci per lasciare punti e così il Napoli è scivolato a -6 dalla capolista e come dicevi tu bisogna anche guardarsi dietro per evitare di scivolare ancora. Il campionato è lungo, ma si spera che rientrino almeno gli infortunati più importanti, perché poi tutto dipende anche da quello, oltre che dall’Inter. Certo, poi c’è anche la Champions e la gestione delle energie diventa fondamentale".

Negli ultimi minuti e nelle ultime settimane si è acceso anche un altro dibattito, il mercato estivo è stato in parte fallimentare? Perché alcuni giocatori che sembravano pronti a essere titolari oggi sembrano già con la valigia in mano. Lei che ne pensa?

“Napoli, il mercato è stato economicamente importante, ma l’impatto dei nuovi è, ad oggi, negativo. Sì, è vero. Anche Conte ha detto che è stato fatto un mercato importante, però ha ribadito più volte in conferenza stampa che certi giocatori devono inserirsi gradualmente, perché forse non erano ancora pronti per il suo sistema di gioco. Sta di fatto che, ad oggi, dei nuovi vediamo un impiego molto ridotto. Quindi sì, il bilancio del mercato estivo, per ora, non è positivo. Prendiamo l’esempio de Lucca, è un giocatore su cui si è investito tanto e l’idea era che potesse essere davvero una soluzione concreta come alternativa a Lukaku. Purtroppo, però, al momento non sta trovando spazio e non sta riuscendo a incidere. Poi chiaramente ci sono anche le difficoltà legate agli infortuni e alla gestione della squadra, però sì: fino a oggi non è stato un mercato che ha cambiato il volto del Napoli".

Sul fuorigioco secondo lei è una questione di prospettiva oppure c’è stato realmente un errore?

“Guarda, con il regolamento purtroppo dobbiamo attenerci a quello che viene applicato. Però io mi chiedo, ha senso annullare un gol per centimetri o millimetri quando la parte “in fuorigioco” è una parte del corpo con cui non puoi segnare? Questo è il mio punto di vista. Secondo me andrebbe rivisto il regolamento sul fuorigioco: se è piede, testa o comunque una parte del corpo con cui puoi fare gol, ok. Ma se parliamo di braccio, sappiamo tutti che col braccio non puoi segnare, e quindi annullare un gol così mi sembra assurdo. Oggi sul regolamento c’è tanta confusione, non voglio entrare nel discorso rigori, perché lì le decisioni spesso non sono uniformi però almeno sul fuorigioco bisognerebbe avere un criterio chiaro e condiviso. Secondo me quello era un gol da convalidare, perché è davvero assurdo annullarlo in quel modo".