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IL PENSIERO - Boban: "Calcio italiano? Il talento viene sviluppato in maniera non corretta, gli allenatori non si interessano delle individualità"
05.10.2026 14:15 di Napoli Magazine
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Zvonimir Boban, ex centrocampista del Milan e dirigente Uefa, è intervenuto ai microfoni di "Radio Anch'Io Lo Sport" su Radio Uno, dove ha analizzato il momento della Nazionale e del calcio italiano: "La storia è molto lunga e credo che l'abbiamo un po' capita tutti. È una questione di come si lavora nei vivai, di come si sviluppano i talenti e di quale metodo si usi nei club per far sì che il talento italiano, che c'è, non è possibile che non ci sia, venga cresciuto. Viene cresciuto in maniera non corretta, perché in Italia, dopo la generazione di Totti e Pirlo, non c'è più un fuoriclasse straordinario. Andare troppo a fondo nel discorso richiederebbe ore, ma il succo è questo: iPad, allenatori che pensano sempre al collettivo e al risultato, mai allo sviluppo veramente individuale o delle posizioni dei singoli. Alla fine, avendo sempre paura del risultato e di essere cacciati da gente nei club che magari sa poco di calcio, optano per la sicurezza di un 3-5-2 che abbiamo visto imperversare in questi ultimi anni. È un sistema che, fatto bene magari da una o due squadre al mondo come l'Inter, per il resto non ha vinto nulla negli ultimi trent'anni. Il 92% dei campionati e tornei importanti - Mondiali, Europei, Coppa America e le cinque leghe principali - sono stati vinti con sistemi a quattro dietro e due sulla fascia. Non è una questione di opinioni personali o di come la penso io: questi sono fatti". 

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IL PENSIERO - Boban: "Calcio italiano? Il talento viene sviluppato in maniera non corretta, gli allenatori non si interessano delle individualità"

di Napoli Magazine

05/10/2026 - 14:15

Zvonimir Boban, ex centrocampista del Milan e dirigente Uefa, è intervenuto ai microfoni di "Radio Anch'Io Lo Sport" su Radio Uno, dove ha analizzato il momento della Nazionale e del calcio italiano: "La storia è molto lunga e credo che l'abbiamo un po' capita tutti. È una questione di come si lavora nei vivai, di come si sviluppano i talenti e di quale metodo si usi nei club per far sì che il talento italiano, che c'è, non è possibile che non ci sia, venga cresciuto. Viene cresciuto in maniera non corretta, perché in Italia, dopo la generazione di Totti e Pirlo, non c'è più un fuoriclasse straordinario. Andare troppo a fondo nel discorso richiederebbe ore, ma il succo è questo: iPad, allenatori che pensano sempre al collettivo e al risultato, mai allo sviluppo veramente individuale o delle posizioni dei singoli. Alla fine, avendo sempre paura del risultato e di essere cacciati da gente nei club che magari sa poco di calcio, optano per la sicurezza di un 3-5-2 che abbiamo visto imperversare in questi ultimi anni. È un sistema che, fatto bene magari da una o due squadre al mondo come l'Inter, per il resto non ha vinto nulla negli ultimi trent'anni. Il 92% dei campionati e tornei importanti - Mondiali, Europei, Coppa America e le cinque leghe principali - sono stati vinti con sistemi a quattro dietro e due sulla fascia. Non è una questione di opinioni personali o di come la penso io: questi sono fatti".