Leonardo Bonucci, membro dello staff tecnico del ct Roberto Mancini nella Nazionale Italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media presenti alla consegna del "Premio Gianluca Vialli 2026": "È sempre emozionante e toccante vivere un qualcosa che riguardi Gianluca. Dentro di me ho delle emozioni e dei momenti che abbiamo vissuto insieme che sono indimenticabili. Per me è stato un grande esempio. Non lo dico solo io, ma lo dicono i fatti e tante persone che hanno avuto la fortuna di vivere anche solo un piccolo percorso con lui. Durante l'Europeo è stata una colonna fondamentale per la conquista del trofeo, per mettere insieme un gruppo che arrivava dalle mancate qualificazioni ai Mondiali. Io ho avuto la fortuna di parlare una mattina con lui la mattina dopo l'eliminazione con la Macedonia del Nord e lì ho capito la grandezza dell'uomo. Sono stati i discorsi che lui faceva non pre-gara, ma il giorno prima quando stavamo a tavola. Per la profondità delle parole non serviva nemmeno un tono acceso. Sentirle pronunciare da lui erano parole che ti entravano dentro, ti lasciava quella voglia di scendere in campo e combattere per portare a casa qualcosa che è diventato storico. Nonostante quello che stava attraversando lo vedevi la mattina allenarsi sulla pista d'atletica a Coverciano perché voleva stare bene. Era un messaggio a tutti noi e che significava tanto".
di Napoli Magazine
06/10/2026 - 21:11
Leonardo Bonucci, membro dello staff tecnico del ct Roberto Mancini nella Nazionale Italiana, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai media presenti alla consegna del "Premio Gianluca Vialli 2026": "È sempre emozionante e toccante vivere un qualcosa che riguardi Gianluca. Dentro di me ho delle emozioni e dei momenti che abbiamo vissuto insieme che sono indimenticabili. Per me è stato un grande esempio. Non lo dico solo io, ma lo dicono i fatti e tante persone che hanno avuto la fortuna di vivere anche solo un piccolo percorso con lui. Durante l'Europeo è stata una colonna fondamentale per la conquista del trofeo, per mettere insieme un gruppo che arrivava dalle mancate qualificazioni ai Mondiali. Io ho avuto la fortuna di parlare una mattina con lui la mattina dopo l'eliminazione con la Macedonia del Nord e lì ho capito la grandezza dell'uomo. Sono stati i discorsi che lui faceva non pre-gara, ma il giorno prima quando stavamo a tavola. Per la profondità delle parole non serviva nemmeno un tono acceso. Sentirle pronunciare da lui erano parole che ti entravano dentro, ti lasciava quella voglia di scendere in campo e combattere per portare a casa qualcosa che è diventato storico. Nonostante quello che stava attraversando lo vedevi la mattina allenarsi sulla pista d'atletica a Coverciano perché voleva stare bene. Era un messaggio a tutti noi e che significava tanto".