Ci sarà una ripresa
Difficile fare previsioni
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te, è intervenuto Marco Campanella: "L'umore della Roma è alto, la consapevolezza dei propri mezzi è alta. Ci sono quattro assenze pesanti: Svilar, Dybala, Kone e Cristante che non è al 100%. E c'è anche Pellegrini out. Tutti quelli che hanno preso i posti degli indisponibili hanno mostrato di essere all'altezza di queste partite. I giocatori che hanno trovato meno spazio sono pronti. Soulè e Mora dietro Malen? Sì, si va verso questa direzione. De Roon è più avanti nel ballottaggio con Cristante. La chiave della Roma per metter in difficoltà il Napoli? La Roma ha messo sotto il Real Madrid, se la gioca con tutti. Quella è stata la prova di coraggio, di intensità, che anche in Italia fa la differenza. La Roma viene a Napoli per fare la partita. Mi aspetto una Roma coraggiosa al Maradona. Wesley a sinistra e Molina a destra? L'anno scorso Wesley ha giocato sempre a sinistra, ma quest'anno con l'exploit di Lulli e l'arrivo di Molina, Gasperini li sta intercambiando. Malen come si argina? È un giocatore che se gli lasci spazio, lo inviti a nozze. E se gli arriva il pallone, si orienta e ti salta. Servirebbero due uomini su di lui. Pecca di più sul lato fisico. Badiashile in marcatura? Mi aspetto sicuramente un difensore molto fisico su di lui. Sicuramente non va lasciato spazio. La partita contro il Real cosa ha lasciato? Delusione e amarezza. Partita stradominata. Come ha detto De Rossi, nove volte su dieci la vinci. È stata la miglior prestazione della Roma con Gasperini. Guardando il campo, non ha lasciato grossi strascichi. Bravo Gasperini a non forzare troppo la mano su questa sconfitta e poi ha gestito ottimamente il gruppo. Capitolo chiuso. Come si vive la convivenza di Roma e Lazio ai vertici della classifica? Sulla Roma ci aspettavamo questa situazione, magari non a questi ritmi. La Lazio invece è un exploit completamente inaspettato. Tant'è che i tifosi della Lazio parlavano anche di retrocessione. Si vive quasi come se fosse un sogno, non c'è progettualità".
di Napoli Magazine
22/10/2026 - 14:03
A Radio Napoli Centrale, nel corso di Sempre Con Te, è intervenuto Marco Campanella: "L'umore della Roma è alto, la consapevolezza dei propri mezzi è alta. Ci sono quattro assenze pesanti: Svilar, Dybala, Kone e Cristante che non è al 100%. E c'è anche Pellegrini out. Tutti quelli che hanno preso i posti degli indisponibili hanno mostrato di essere all'altezza di queste partite. I giocatori che hanno trovato meno spazio sono pronti. Soulè e Mora dietro Malen? Sì, si va verso questa direzione. De Roon è più avanti nel ballottaggio con Cristante. La chiave della Roma per metter in difficoltà il Napoli? La Roma ha messo sotto il Real Madrid, se la gioca con tutti. Quella è stata la prova di coraggio, di intensità, che anche in Italia fa la differenza. La Roma viene a Napoli per fare la partita. Mi aspetto una Roma coraggiosa al Maradona. Wesley a sinistra e Molina a destra? L'anno scorso Wesley ha giocato sempre a sinistra, ma quest'anno con l'exploit di Lulli e l'arrivo di Molina, Gasperini li sta intercambiando. Malen come si argina? È un giocatore che se gli lasci spazio, lo inviti a nozze. E se gli arriva il pallone, si orienta e ti salta. Servirebbero due uomini su di lui. Pecca di più sul lato fisico. Badiashile in marcatura? Mi aspetto sicuramente un difensore molto fisico su di lui. Sicuramente non va lasciato spazio. La partita contro il Real cosa ha lasciato? Delusione e amarezza. Partita stradominata. Come ha detto De Rossi, nove volte su dieci la vinci. È stata la miglior prestazione della Roma con Gasperini. Guardando il campo, non ha lasciato grossi strascichi. Bravo Gasperini a non forzare troppo la mano su questa sconfitta e poi ha gestito ottimamente il gruppo. Capitolo chiuso. Come si vive la convivenza di Roma e Lazio ai vertici della classifica? Sulla Roma ci aspettavamo questa situazione, magari non a questi ritmi. La Lazio invece è un exploit completamente inaspettato. Tant'è che i tifosi della Lazio parlavano anche di retrocessione. Si vive quasi come se fosse un sogno, non c'è progettualità".