A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Giuseppe Cannella, dirigente sportivo. Ecco le sue parole: “De Laurentiis da anni gestisce il Napoli a carattere familiare, poi ha sempre scelto giovani come dirigenti. Lo stesso Giuntoli veniva con la giusta gavetta ma a certi livelli non si era mai misurato. Avere dei dirigenti con forte personalità non è mai stata una scelta di De Laurentiis. Lo stesso vale per i calciatori, salvo poche eccezioni perchè quando sono arrivati i vari Osimhen o Higuain non erano acclamati e con una grande impronta positiva, erano in crescita e il Napoli è sempre stato bravo ad assicurarsi. La scelta di Manna è stata dettata dal quel grande settore giovanile che negli anni ha avuto la Juventus e secondo me è caduta la scelta per quella traccia. La famiglia De Laurentiis, ascolta e poi decide. Oggi i direttori sportivi girano poco, stanno più con la squadra. Noi andavamo in giro a vedere i giocatori, a vedere le partite, volevamo sapere tutto. Doumbia è cresciuto in Italia, ma se non vai di persona a vederlo, ti fidi degli scouting. Prima prendevamo gli allenatori che avevano al massimo il preparatore atletico e il secondo, oggi si portano un pullman indietro. Umanamente si è perso il contatto, si va sulle immagini, sui dati, è cambiato l’approccio dei direttori sportivo a scoprire il talento. Giuntoli ha fatto bene perché aveva delle persone che giravano, ma veniva dalla vecchia scuola per cui andava sul posto a vederli. Manna credo abbia accettato dei compromessi a Napoli, è arrivato con Conte e sappiamo bene che giocatori vuole e che mercato vuole esser fatto, ti dà poco spazio. Il presidente ha capito con chi ha a che fare per cui ascolta altri e indica al direttore sportivo cosa seguire. Il Napoli oggi non può subire neanche un po', il gap tecnico è talmente evidente che non può fare altro che far sua la partita con sicurezza. Un pò com’è stato col Frosinone: il Napoli del far capire subito chi comanda".
di Napoli Magazine
17/10/2026 - 14:20
A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Giuseppe Cannella, dirigente sportivo. Ecco le sue parole: “De Laurentiis da anni gestisce il Napoli a carattere familiare, poi ha sempre scelto giovani come dirigenti. Lo stesso Giuntoli veniva con la giusta gavetta ma a certi livelli non si era mai misurato. Avere dei dirigenti con forte personalità non è mai stata una scelta di De Laurentiis. Lo stesso vale per i calciatori, salvo poche eccezioni perchè quando sono arrivati i vari Osimhen o Higuain non erano acclamati e con una grande impronta positiva, erano in crescita e il Napoli è sempre stato bravo ad assicurarsi. La scelta di Manna è stata dettata dal quel grande settore giovanile che negli anni ha avuto la Juventus e secondo me è caduta la scelta per quella traccia. La famiglia De Laurentiis, ascolta e poi decide. Oggi i direttori sportivi girano poco, stanno più con la squadra. Noi andavamo in giro a vedere i giocatori, a vedere le partite, volevamo sapere tutto. Doumbia è cresciuto in Italia, ma se non vai di persona a vederlo, ti fidi degli scouting. Prima prendevamo gli allenatori che avevano al massimo il preparatore atletico e il secondo, oggi si portano un pullman indietro. Umanamente si è perso il contatto, si va sulle immagini, sui dati, è cambiato l’approccio dei direttori sportivo a scoprire il talento. Giuntoli ha fatto bene perché aveva delle persone che giravano, ma veniva dalla vecchia scuola per cui andava sul posto a vederli. Manna credo abbia accettato dei compromessi a Napoli, è arrivato con Conte e sappiamo bene che giocatori vuole e che mercato vuole esser fatto, ti dà poco spazio. Il presidente ha capito con chi ha a che fare per cui ascolta altri e indica al direttore sportivo cosa seguire. Il Napoli oggi non può subire neanche un po', il gap tecnico è talmente evidente che non può fare altro che far sua la partita con sicurezza. Un pò com’è stato col Frosinone: il Napoli del far capire subito chi comanda".