Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, scrive sul suo account Istagram delle polemiche arbitrali nate dopo Inter-Atalanta: "Una battaglia dopo l'altra. Sui due episodi incriminati di Inter-Atalanta la divisione è stata al solito enorme, da Marelli a Stramaccioni, dai vari moviolisti più o meno specializzati alle migliaia di improvvisati. La mia l’ho detta subito su Instagram: una volta raggiunte le 300mila visualizzazioni, Meta ha cancellato d’autorità il post (ah, i diritti): gol del pareggio irregolare per dinamica; rigore evidente. Non vi dico le offese ricevute, pari per numero ai miei chissenefotte: dare dell’interista a un bolognese doc è peraltro considerata pratica illegale. Il dibattito sul livello degli arbitri si è focalizzato sugli errori sempre più frequenti e sulla gestione del VAR, spingendo tanti osservatori a sostenere che il problema risieda nella mancanza di personalità e uniformità di giudizio. Alcuni di loro sottolineano anche una carenza nella formazione specifica sull’utilizzo del VAR con topiche che spesso derivano dalla mancata collaborazione tra l’arbitro e i Lissonesi. Viene decisamente rilevata l’assenza di un indirizzo chiaro su episodi simili (falli di mano, trattenute, negligenza o imprudenza nel calpestare l'avversario). La verità è tanto semplice: questa classe arbitrale è modesta principalmente perché, pur di rimanere dentro al sistema, si adegua ai vari indirizzi “suggeriti” da AIA (decapitata), Can A e B, Settore Tecnico Arbitrale, presidenza federale, generando una confusione intollerabile. L’attuale classe arbitrale preferisce assoggettare gli indirizzi che provengono settimanalmente da diverse sponde, non capendo che così facendo rende mediocre un campionato già modesto e soggettivo anche ciò che potrebbe essere oggettivo. PS. Ad ogni modo non fidatevi troppo di chi - nostalgico o passatista - ripete che un tempo gli arbitri erano migliori, più preparati e ricchi di personalità. Dirigevano un calcio molto più lento, senza telecamere, con meno televisioni, meno ex colleghi ingrifati e con la folcloristica richiesta della moviola in campo. Con tutto il rispetto, anche i vari Lo Bello, Agnolin, Collina, Casarin, Braschi e Cesari faticherebbero non poco nell’istericalcio del 2026. Accussì".
di Napoli Magazine
16/03/2026 - 17:43
Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, scrive sul suo account Istagram delle polemiche arbitrali nate dopo Inter-Atalanta: "Una battaglia dopo l'altra. Sui due episodi incriminati di Inter-Atalanta la divisione è stata al solito enorme, da Marelli a Stramaccioni, dai vari moviolisti più o meno specializzati alle migliaia di improvvisati. La mia l’ho detta subito su Instagram: una volta raggiunte le 300mila visualizzazioni, Meta ha cancellato d’autorità il post (ah, i diritti): gol del pareggio irregolare per dinamica; rigore evidente. Non vi dico le offese ricevute, pari per numero ai miei chissenefotte: dare dell’interista a un bolognese doc è peraltro considerata pratica illegale. Il dibattito sul livello degli arbitri si è focalizzato sugli errori sempre più frequenti e sulla gestione del VAR, spingendo tanti osservatori a sostenere che il problema risieda nella mancanza di personalità e uniformità di giudizio. Alcuni di loro sottolineano anche una carenza nella formazione specifica sull’utilizzo del VAR con topiche che spesso derivano dalla mancata collaborazione tra l’arbitro e i Lissonesi. Viene decisamente rilevata l’assenza di un indirizzo chiaro su episodi simili (falli di mano, trattenute, negligenza o imprudenza nel calpestare l'avversario). La verità è tanto semplice: questa classe arbitrale è modesta principalmente perché, pur di rimanere dentro al sistema, si adegua ai vari indirizzi “suggeriti” da AIA (decapitata), Can A e B, Settore Tecnico Arbitrale, presidenza federale, generando una confusione intollerabile. L’attuale classe arbitrale preferisce assoggettare gli indirizzi che provengono settimanalmente da diverse sponde, non capendo che così facendo rende mediocre un campionato già modesto e soggettivo anche ciò che potrebbe essere oggettivo. PS. Ad ogni modo non fidatevi troppo di chi - nostalgico o passatista - ripete che un tempo gli arbitri erano migliori, più preparati e ricchi di personalità. Dirigevano un calcio molto più lento, senza telecamere, con meno televisioni, meno ex colleghi ingrifati e con la folcloristica richiesta della moviola in campo. Con tutto il rispetto, anche i vari Lo Bello, Agnolin, Collina, Casarin, Braschi e Cesari faticherebbero non poco nell’istericalcio del 2026. Accussì".