Perr Schuurs, ex difensore del Torino attualmente svincolato, ha rilasciato un'intervista a De Telegraaf raccontando il suo intervento al ginocchio e il lungo calvario: "Sembrava che tutto fosse andato bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Il dolore era insopportabile. Invece di quattro settimane, sono rimasto quattro mesi con le stampelle. A quel punto sono scattati tutti i campanelli d’allarme. Ho consultato i migliori ortopedici di Inghilterra, Francia, Italia e Paesi Bassi, ma non si riusciva a trovare la causa dei problemi. Sono passato dal momento migliore della mia carriera e della mia vita privata al baratro più profondo, uno di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Si manifestava con crisi di pianto e una rabbia enorme. Una sera, quando davvero non ce la facevo più, ho detto alla mia ragazza: dormi bene e spero di non svegliarmi più. Ma non ho mai pensato davvero di farla finita. Avrei preferito restare a letto, con le tende chiuse. Mi spaventava la persona che ero diventato: per due anni non sono stato me stesso. Ora sono già settimane che non provo dolore e mi sento sempre meglio. Voglio realizzare il ritorno più bello di sempre. Mi sto concentrando per essere al massimo della forma entro fine giugno. Poi cercherò una squadra. Quando ci penso, mi vengono le lacrime agli occhi. Dall’altra parte, però, fa male pensare che sia ancora solo un sogno".
di Napoli Magazine
11/04/2026 - 22:04
Perr Schuurs, ex difensore del Torino attualmente svincolato, ha rilasciato un'intervista a De Telegraaf raccontando il suo intervento al ginocchio e il lungo calvario: "Sembrava che tutto fosse andato bene, ma dopo una settimana ho avuto una reazione nella parte esterna del ginocchio. Il dolore era insopportabile. Invece di quattro settimane, sono rimasto quattro mesi con le stampelle. A quel punto sono scattati tutti i campanelli d’allarme. Ho consultato i migliori ortopedici di Inghilterra, Francia, Italia e Paesi Bassi, ma non si riusciva a trovare la causa dei problemi. Sono passato dal momento migliore della mia carriera e della mia vita privata al baratro più profondo, uno di cui non sapevo nemmeno l’esistenza. Si manifestava con crisi di pianto e una rabbia enorme. Una sera, quando davvero non ce la facevo più, ho detto alla mia ragazza: dormi bene e spero di non svegliarmi più. Ma non ho mai pensato davvero di farla finita. Avrei preferito restare a letto, con le tende chiuse. Mi spaventava la persona che ero diventato: per due anni non sono stato me stesso. Ora sono già settimane che non provo dolore e mi sento sempre meglio. Voglio realizzare il ritorno più bello di sempre. Mi sto concentrando per essere al massimo della forma entro fine giugno. Poi cercherò una squadra. Quando ci penso, mi vengono le lacrime agli occhi. Dall’altra parte, però, fa male pensare che sia ancora solo un sogno".