Beppe Marotta è stato premiato ieri sera a Genova, nell’ambito del Charity Event di Stelle nello Sport. Al presidente dell’Inter è stato consegnato il Premio “Un Cuore da Leone - Gian Luigi Corti”, istituito per ricordare la figura dello storico giornalista sportivo e dirigente azzurro del volley decorato con la stella d’oro al merito sportivo. Marotta, che succede nell’albo d’oro a Gianluca Vialli, Fefé De Giorgi e Giovanni Malagò, è stato premiato per la sua storia di passione, impegno, coraggio e generosità.
“Sono le caratteristiche che hanno contraddistinto Gian Luigi Corti – ricorda Filippo Grassia, presidente della giuria – e che ispirano questo riconoscimento speciale che ogni anno dedichiamo a chi non si arrende di fronte alle salite, anche quelle più dure, e che intravede sempre la possibilità di vincere una nuova sfida”.
Dal settore giovanile del Varese alla presidenza dell’Inter. Dalla provincia all’élite. Quella di Beppe Marotta è stata una formidabile scalata frutto di una straordinaria passione, indubbie capacità relazionali, competenza, impegno e generosità. Genova è stata il suo trampolino. Ha lasciato ricordi, affetti e risultati “storici” in 8 anni, culminati con la qualificazione ai preliminari di Champions League. Ha ritrovato tanti amici in platea e sul palco ha raccontato, affiancato da Filippo Grassia e Michele Corti, il proprio percorso: dai sogni di bambino che iniziava da assistente nello spogliatoio del Varese, al vertice di potenze del calcio italiano come Juventus e Inter. Sempre con passione e generosità!
“Sono molto onorato e fiero di essere qua”, ha sottolineato Marotta. “Negli ultimi anni, grazie a un percorso fortunato e vincente, ho ricevuto tantissimi premi, però riceverlo qui a Genova, dove ho vissuto anni indimenticabili che poi mi hanno spinto a una carriera ancora più luminosa, rappresenta per me un momento molto importante. La mia storia? Io avevo un sentimento molto forte, che era la passione per questo lavoro, questa attività. Sono molto grato alla famiglia Garrone e ricordo con particolare affetto il presidente Riccardo”.
I primi passi a Varese, la stima dell’avvocato Colantoni, i primi colpi di mercato tra Monza e Ravenna. La serie A conquistata a Venezia, dove mancava da 31 anni. La maturazione a Bergamo e l’approdo alla Samp dove mette a segno il colpo Cassano. Poi l’incredibile striscia vincente alla Juve e la storia recente dei successi interisti con la seconda stella. Cinquant’anni di carriera, contrassegnati da una grande capacità di relazioni e mediazione, intuizioni e una grande capacità di gestione.
“È un onore che per un ragazzino che si è avvicinato al calcio a 6 anni essere oggi presidente dell’Inter. Ricordo quando trattavo col magazziniere del Varese per vedere gli allenamenti. Sono un diplomatico. Me lo riconosco. Mi piace mediare e cercare sempre una soluzione. Colantuoni mi soprannominò Kissinger, perché io sono diplomatico di natura. Ritengo che le persone, prima di giudicarle negativamente, bisogna conoscerle fino in fondo. Come è cambiato il calcio in 50 anni? Completamente. Si è passati da un modello di mecenatismo all’attualità in cui a comandare sono i fondi di investimento. Sono diventato presidente dell’Inter perché mi sentivo pronto per farlo, grazie alla conoscenza, la professionalità, a un team che ho scelto negli ultimi anni e sono andato a centellinarlo, come faccio sempre, perché credo che la fortuna di un leader sia quella di avere uno staff e di avere un team di collaboratori validi. Io ho dei grandissimi collaboratori, li ho sempre avuti e sono poi stati la mia fortuna”.
Sfoglia l’album dei ricordi, Marotta. “Quello più bello in bianconero è senza dubbio il primo scudetto”, spiega. “Perché, alla fine, anche Conte e buona parte di giocatori non avevano mai vinto, per cui è stato sicuramente un momento straordinario, unico, che non si può dimenticare”.
Il suo ciclo in nerazzurro è tutt’altro che concluso: “Vogliamo vincere e toglierci ancora tante soddisfazioni. Il mio percorso dal punto di vista professionale, è chiaro, volge al termine. Vorrei finire bene nel calcio e poi ho un sogno nel cassetto. Lo sport mi ha dato tanto e vorrei restituire qualcosa. Con la mia esperienza, con le competenze acquisite, magari aiutando i più giovani. Vorrei tanto che il diritto allo sport, che è sancito dalla nostra Costituzione, vada di pari passo con la gratuità. Oggi il problema della dispersione dei nostri giovani nello sport nasce anche da difficoltà di carattere economico. Almeno, non so, non conosco la realtà genovese, conosco la realtà lombarda di Milano. Non ci sono più i mecenati e quindi le società, per dovere, per questioni di rispetto di sostenibilità, devono far pagare delle rette, delle iscrizioni che sono i €70, gli €80, €90 al mese per giocare. Non tutte le famiglie possono farlo, per cui ci sono ragazzini che non possono avvicinarsi. Questo è il mio primo obiettivo”.
A premiare Marotta sono stati il presidente del Consiglio regionale ligure Stefano Balleari, l’assessore regionale allo sport Simona Ferro e il consigliere comunale ai grandi eventi Lorenzo Garzarelli. Al presidente dell’Inter è stato donato un quadro realizzato dal pittore spezzino Nicola Perucca che raffigura il viaggio sportivo.
La cerimonia si è svolta nella magnifica cornice dell’Acquario di Genova dove Stelle nello Sport ha organizzato il tradizionale Charity Event per la Fondazione Gigi Ghirotti che da 41 anni assiste malati nel percorso di fine vita, in hospice e a domicilio. Al Prof. Franco Henriquet è stato consegnato l’assegno di 63.000 euro, raccolti grazie a un percorso di iniziative solidali nel corso della stagione.
“Grazie a Stelle nello Sport e a tutti i suoi sostenitori per questo prezioso aiuto”, ha sottolineato il prof. Henriquet. “Il nostro matrimonio con Stelle nello Sport dura da 26 anni ed è preziosissimo non solo il sostegno economico ma anche e soprattutto quello di promozione e comunicazione della nostra attività a sostegno della collettività”.
Oltre 250 i partecipanti in rappresentanza del mondo istituzionale, imprenditoriale e sportivo della Liguria. A rendere unica e divertente la serata sono stati i comici Andrea Possa, Marco Rinaldi, Antonio Ornano e Andrea Di Marco, accompagnati al sax da una straordinaria Jessica Cochis. “Chiudiamo il 2025 con numeri eccezionali: 45 eventi organizzati, 200 associazioni sportive supportate e 130 scuole raggiunte, oltre 18.000 studenti coinvolti, 140.000 partecipanti alla Festa dello Sport e 1.300 ragazzi in campo allo SportAbility Day”, traccia il bilancio Michele Corti, fondatore e presidente di Stelle nello Sport.
di Napoli Magazine
29/11/2025 - 14:15
Beppe Marotta è stato premiato ieri sera a Genova, nell’ambito del Charity Event di Stelle nello Sport. Al presidente dell’Inter è stato consegnato il Premio “Un Cuore da Leone - Gian Luigi Corti”, istituito per ricordare la figura dello storico giornalista sportivo e dirigente azzurro del volley decorato con la stella d’oro al merito sportivo. Marotta, che succede nell’albo d’oro a Gianluca Vialli, Fefé De Giorgi e Giovanni Malagò, è stato premiato per la sua storia di passione, impegno, coraggio e generosità.
“Sono le caratteristiche che hanno contraddistinto Gian Luigi Corti – ricorda Filippo Grassia, presidente della giuria – e che ispirano questo riconoscimento speciale che ogni anno dedichiamo a chi non si arrende di fronte alle salite, anche quelle più dure, e che intravede sempre la possibilità di vincere una nuova sfida”.
Dal settore giovanile del Varese alla presidenza dell’Inter. Dalla provincia all’élite. Quella di Beppe Marotta è stata una formidabile scalata frutto di una straordinaria passione, indubbie capacità relazionali, competenza, impegno e generosità. Genova è stata il suo trampolino. Ha lasciato ricordi, affetti e risultati “storici” in 8 anni, culminati con la qualificazione ai preliminari di Champions League. Ha ritrovato tanti amici in platea e sul palco ha raccontato, affiancato da Filippo Grassia e Michele Corti, il proprio percorso: dai sogni di bambino che iniziava da assistente nello spogliatoio del Varese, al vertice di potenze del calcio italiano come Juventus e Inter. Sempre con passione e generosità!
“Sono molto onorato e fiero di essere qua”, ha sottolineato Marotta. “Negli ultimi anni, grazie a un percorso fortunato e vincente, ho ricevuto tantissimi premi, però riceverlo qui a Genova, dove ho vissuto anni indimenticabili che poi mi hanno spinto a una carriera ancora più luminosa, rappresenta per me un momento molto importante. La mia storia? Io avevo un sentimento molto forte, che era la passione per questo lavoro, questa attività. Sono molto grato alla famiglia Garrone e ricordo con particolare affetto il presidente Riccardo”.
I primi passi a Varese, la stima dell’avvocato Colantoni, i primi colpi di mercato tra Monza e Ravenna. La serie A conquistata a Venezia, dove mancava da 31 anni. La maturazione a Bergamo e l’approdo alla Samp dove mette a segno il colpo Cassano. Poi l’incredibile striscia vincente alla Juve e la storia recente dei successi interisti con la seconda stella. Cinquant’anni di carriera, contrassegnati da una grande capacità di relazioni e mediazione, intuizioni e una grande capacità di gestione.
“È un onore che per un ragazzino che si è avvicinato al calcio a 6 anni essere oggi presidente dell’Inter. Ricordo quando trattavo col magazziniere del Varese per vedere gli allenamenti. Sono un diplomatico. Me lo riconosco. Mi piace mediare e cercare sempre una soluzione. Colantuoni mi soprannominò Kissinger, perché io sono diplomatico di natura. Ritengo che le persone, prima di giudicarle negativamente, bisogna conoscerle fino in fondo. Come è cambiato il calcio in 50 anni? Completamente. Si è passati da un modello di mecenatismo all’attualità in cui a comandare sono i fondi di investimento. Sono diventato presidente dell’Inter perché mi sentivo pronto per farlo, grazie alla conoscenza, la professionalità, a un team che ho scelto negli ultimi anni e sono andato a centellinarlo, come faccio sempre, perché credo che la fortuna di un leader sia quella di avere uno staff e di avere un team di collaboratori validi. Io ho dei grandissimi collaboratori, li ho sempre avuti e sono poi stati la mia fortuna”.
Sfoglia l’album dei ricordi, Marotta. “Quello più bello in bianconero è senza dubbio il primo scudetto”, spiega. “Perché, alla fine, anche Conte e buona parte di giocatori non avevano mai vinto, per cui è stato sicuramente un momento straordinario, unico, che non si può dimenticare”.
Il suo ciclo in nerazzurro è tutt’altro che concluso: “Vogliamo vincere e toglierci ancora tante soddisfazioni. Il mio percorso dal punto di vista professionale, è chiaro, volge al termine. Vorrei finire bene nel calcio e poi ho un sogno nel cassetto. Lo sport mi ha dato tanto e vorrei restituire qualcosa. Con la mia esperienza, con le competenze acquisite, magari aiutando i più giovani. Vorrei tanto che il diritto allo sport, che è sancito dalla nostra Costituzione, vada di pari passo con la gratuità. Oggi il problema della dispersione dei nostri giovani nello sport nasce anche da difficoltà di carattere economico. Almeno, non so, non conosco la realtà genovese, conosco la realtà lombarda di Milano. Non ci sono più i mecenati e quindi le società, per dovere, per questioni di rispetto di sostenibilità, devono far pagare delle rette, delle iscrizioni che sono i €70, gli €80, €90 al mese per giocare. Non tutte le famiglie possono farlo, per cui ci sono ragazzini che non possono avvicinarsi. Questo è il mio primo obiettivo”.
A premiare Marotta sono stati il presidente del Consiglio regionale ligure Stefano Balleari, l’assessore regionale allo sport Simona Ferro e il consigliere comunale ai grandi eventi Lorenzo Garzarelli. Al presidente dell’Inter è stato donato un quadro realizzato dal pittore spezzino Nicola Perucca che raffigura il viaggio sportivo.
La cerimonia si è svolta nella magnifica cornice dell’Acquario di Genova dove Stelle nello Sport ha organizzato il tradizionale Charity Event per la Fondazione Gigi Ghirotti che da 41 anni assiste malati nel percorso di fine vita, in hospice e a domicilio. Al Prof. Franco Henriquet è stato consegnato l’assegno di 63.000 euro, raccolti grazie a un percorso di iniziative solidali nel corso della stagione.
“Grazie a Stelle nello Sport e a tutti i suoi sostenitori per questo prezioso aiuto”, ha sottolineato il prof. Henriquet. “Il nostro matrimonio con Stelle nello Sport dura da 26 anni ed è preziosissimo non solo il sostegno economico ma anche e soprattutto quello di promozione e comunicazione della nostra attività a sostegno della collettività”.
Oltre 250 i partecipanti in rappresentanza del mondo istituzionale, imprenditoriale e sportivo della Liguria. A rendere unica e divertente la serata sono stati i comici Andrea Possa, Marco Rinaldi, Antonio Ornano e Andrea Di Marco, accompagnati al sax da una straordinaria Jessica Cochis. “Chiudiamo il 2025 con numeri eccezionali: 45 eventi organizzati, 200 associazioni sportive supportate e 130 scuole raggiunte, oltre 18.000 studenti coinvolti, 140.000 partecipanti alla Festa dello Sport e 1.300 ragazzi in campo allo SportAbility Day”, traccia il bilancio Michele Corti, fondatore e presidente di Stelle nello Sport.