“Serve un po’ di cambiamento, ma credo che, piano piano, sia già in atto”. Giorgio Chiellini ha parlato così a margine della presentazione dell’International Executive Master in Systems Thinking for Sport & Entertainment, sviluppato dal Politecnico di Torino e dalla Juventus: “Credo che le persone che stanno arrivando ora, e che tra l’altro abbiamo anche visto, siano quelle giuste per ripartire. Poi serve professionalità. Anche oggi siamo qui per presentare questo master, proprio per dare un’opportunità a tante persone del nostro mondo, ma non solo del mondo dello sport in generale. Quindi non soltanto a chi lavora sul campo, ma anche a chi vuole accrescere le proprie competenze e alzare il livello”.
Era un master che mancava in questo ambito?
“Non lo so se mancasse. Ci sono tanti master validi e credo che questo rappresenti sicuramente un’aggiunta importante. La formazione è un processo fondamentale in ogni settore e, nello sport, ancora di più, perché è un sistema in continua evoluzione, con tanti processi che stanno cambiando. Per questo motivo credo che sia un’iniziativa davvero rilevante”.
Giorgio, sei stato negli Stati Uniti e hai avuto modo di vedere da vicino anche il Mondiale. C’è qualcosa che possiamo prendere dagli Stati Uniti?
“La gestione dei grandi eventi è sicuramente un punto di riferimento, che però va adattato alle nostre strutture e alla nostra cultura. Probabilmente non tutte le cose fatte lì ci piacciono e non tutto è replicabile. Ci sono però aspetti da migliorare nella gestione di un torneo così importante, che noi ospiteremo tra qualche anno. Credo ci siano degli spunti interessanti e sono pronto a parlarne con chi dovrà organizzare questa manifestazione. Dovremo farci trovare pronti per il 2032, fare la nostra parte e dimostrare di saper gestire un grande evento”.
C’è chi sostiene che nel calcio di oggi servano più uomini di campo e meno manager. Ma una cosa non esclude l’altra, giusto?
“Esattamente. Poi dipende dai ruoli e dalle responsabilità. Io credo che uomini di campo ce ne siano e che, piano piano, stiano facendo percorsi importanti sia nell’area sportiva sia nelle aree aziendali. Uomini di calcio e uomini di sport, come si vede anche nella nostra società. Da parte mia è motivo di orgoglio ed è uno stimolo in più. Allo stesso tempo servono anche persone che arrivano da altri settori e portano competenze diverse”.
di Napoli Magazine
24/07/2026 - 14:02
“Serve un po’ di cambiamento, ma credo che, piano piano, sia già in atto”. Giorgio Chiellini ha parlato così a margine della presentazione dell’International Executive Master in Systems Thinking for Sport & Entertainment, sviluppato dal Politecnico di Torino e dalla Juventus: “Credo che le persone che stanno arrivando ora, e che tra l’altro abbiamo anche visto, siano quelle giuste per ripartire. Poi serve professionalità. Anche oggi siamo qui per presentare questo master, proprio per dare un’opportunità a tante persone del nostro mondo, ma non solo del mondo dello sport in generale. Quindi non soltanto a chi lavora sul campo, ma anche a chi vuole accrescere le proprie competenze e alzare il livello”.
Era un master che mancava in questo ambito?
“Non lo so se mancasse. Ci sono tanti master validi e credo che questo rappresenti sicuramente un’aggiunta importante. La formazione è un processo fondamentale in ogni settore e, nello sport, ancora di più, perché è un sistema in continua evoluzione, con tanti processi che stanno cambiando. Per questo motivo credo che sia un’iniziativa davvero rilevante”.
Giorgio, sei stato negli Stati Uniti e hai avuto modo di vedere da vicino anche il Mondiale. C’è qualcosa che possiamo prendere dagli Stati Uniti?
“La gestione dei grandi eventi è sicuramente un punto di riferimento, che però va adattato alle nostre strutture e alla nostra cultura. Probabilmente non tutte le cose fatte lì ci piacciono e non tutto è replicabile. Ci sono però aspetti da migliorare nella gestione di un torneo così importante, che noi ospiteremo tra qualche anno. Credo ci siano degli spunti interessanti e sono pronto a parlarne con chi dovrà organizzare questa manifestazione. Dovremo farci trovare pronti per il 2032, fare la nostra parte e dimostrare di saper gestire un grande evento”.
C’è chi sostiene che nel calcio di oggi servano più uomini di campo e meno manager. Ma una cosa non esclude l’altra, giusto?
“Esattamente. Poi dipende dai ruoli e dalle responsabilità. Io credo che uomini di campo ce ne siano e che, piano piano, stiano facendo percorsi importanti sia nell’area sportiva sia nelle aree aziendali. Uomini di calcio e uomini di sport, come si vede anche nella nostra società. Da parte mia è motivo di orgoglio ed è uno stimolo in più. Allo stesso tempo servono anche persone che arrivano da altri settori e portano competenze diverse”.