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CALCIO
L'AGENTE - D'Amico: "Il nostro sistema non è più al passo con i tempi, vi spiego il modello MLS e i motivi che hanno spinto Insigne a sceglierla"
28.09.2022 11:45 di Napoli Magazine Fonte: CalcioNapoli24

Andrea D'Amico, procuratore e intermediario che ha portato in MLS alcuni calciatori italiani come Sebastian Giovinco e Lorenzo Insigne ha rilasciato alcune dichiarazioni al Social Football Summit, evento in corso a Roma: "L'MLS ha lanciato dal 2007 le franchigie, per organizzare la nuova Major League Soccer. Quel valore è cresciuto in maniera esponenziale: oggi servono 5-600 milioni di dollari per aver diritto a partecipare ad un campionato e quindi per avere una franchigia, che invece anni fa occorrevano 10 milioni di dollari. Loro cos'hanno capito, rispetto all'Italia: avere un sistema chiuso, una lega chiusa, rende meno aleatori gli investimenti economici ed imprenditoriali. Anche se un progetto sportivo va male per qualche anno, questo non mette a rischio l'investimento finanziario di un club, perché resta in un sistema chiuso con infrastrutture, stadi e indotti diversi. Così loro hanno creato una lega chiusa per salvare il loro business. Chiaro che poi c'è stata una evoluzione. Adesso da sport è diventato entertainment, con strutture comode e piacevoli: allo stadio vivi e passi una giornata di svago con la famiglia, con ristoranti e attività. Questo crea uno spirito positivo, non solo per chi ci va, ma per tutti i componenti sportivi di una squadra. Chiaro che serve una crescita per gradi, come ha fatto l'MLS. Prima poteva sembrare il cimitero degli elefanti, con grandi calciatori a fine carriera. Poi dopo hanno capito che per creare appeal anche sportivo dei fan, han fatto rientrare i calciatori Nordamericani, riportandoli a giocare lì. Poi dal 2015, da quando ho portato Giovinco, ho capito che era una nuova fase, come Toronto che ha 1.5milione di italiani. C'era voglia di calcio, di divertimento e c'era un segnale nuovo: quello di dire prendiamo giocatori forti, come Giovinco dalla Juventus, che fosse ancora giovane. Giovinco a 28 anni ha creato questo nuovo interesse sull'MLS, che non a caso è stata vista e seguita non solo dai media ma anche dalle TV. Questo interesse ha fatto sì che crescessero i diritti tv. Questa lega chiusa fa sì che si distribuiscano i proventi e le franchigie, fra tutti i club. I soci sono i presidenti dei vari club, che quindi collaborano e vanno nella stessa direzione. Ci può essere una competizione, all'interno di un sistema chiuso, con tutti i presidenti come soci della stessa attività. C'è competizione e chi vince ha onori sportivi, ma il rischio economico viene distribuito fra tutti i presidenti. I diritti tv crescono sempre di più. Si son dati sicuramente regole sportive complicate, con alcuni calciatori che guadagnano poco, con salary cap players, e poi quelli che guadagnano 10 milioni, che sono 3. Per crescere, a loro servirebbero oggi grandi allenatori che possano allenare i salary cap players: solo un livello elevato di coaching può colmare il gap fra le due tipologie di players.  Da americano Tacopina compra in Italia, viene qui e incontra club in fallimento, che sono il sintomo del sistema calcio in Italia. In 33 anni che faccio questo lavoro i club sono falliti tutti. Un sistema di business, il nostro, che non funziona. Anche i ricchi, senza le proprietà ricche alle spalle, sarebbero già falliti. Anche in Premier, il Real o il Barcellona, sarebbero falliti senza le proprietà. Ogni periodo ha evoluzioni sportive, economiche e sociali, quindi stare al passo con queste evoluzioni vuol dire creare un modello sostenibile. Elliott ha preso il Milan in una situazione difficile, ma lo stesso Thohir se ci fosse stato un modello sostenibile non avrebbe comprato l’Inter o o il prezzo sarebbe stato altissimo. Ci sono club che giocano ma che hanno centinaia di milioni di debito e lo sanno tutti. Lo scorso anno la situazione Salernitana, prima ancora il Parma. Io da agente ho perso tantissimi soldi, anche perché il nostro credito non è riconosciuto come credito sportivo, anche se abbiamo adesso adempimenti importantissimi: dal Napoli, pensate a tutte le volte che è fallito il Bari, il Palermo. Il nostro sistema non è più al passo coi tempi. Ok le favole, ma pensate al Carpi, al Chievo che non riuscendo a tornare in A è fallito, al Novara. Il Verona viene da 3-4 anni importanti, ma è obbligato a vendere i giocatori che fanno bene. Bisogna distribuire le risorse in maniera diversa, tornare a una Serie A in cui le società si dividevano le risorse. E la Serie B non deve essere vista come un fallimento, ma gli vanno dati dei soldi. I playout di B sono interessanti sì, ma è lotta per la sopravvivenza perché sanno che se retrocedono in C è finito tutto”.

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