Calcio
L'ANALISI - Monopoli: "Napoli, Rrahmani dovrebbe partire dal primo minuto contro il Genoa"
06.02.2026 12:24 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.

È vero che esiste un Napoli con Amir Rrahmani e un Napoli senza? 

“Non sono d’accordo, anche perché nelle due partite in cui Rrahmani non c’era, una il Napoli l’ha vinta e l’altra l’ha persa. La colpa non è legata all’assenza di Rrahmani, ma a tutto il sistema che crea Antonio Conte nel Napoli. Soprattutto nell’ultima partita abbiamo visto una scelta azzardata, con i tre difensori mancini pur di non schierare Beukema, che credo invece giocherà domani. Milinkovic-Savic dovrebbe partire dalla panchina, Rrahmani domani dovrebbe giocare titolare".

Il tema degli infortuni è centrale e ne abbiamo già parlato, però voglio tornare su un concetto che lei ha accennato prima. Quando a Conte viene chiesto il motivo dei tanti infortuni e lui risponde che bisogna chiedere allo staff medico, secondo lei sta un po’ eludendo la questione? Perché io penso che prima arrivino gli infortuni e poi i calciatori vadano allo staff medico. 

“Io credo che Conte sia il primo a sapere la condizione di un giocatore. Un allenatore deve sapere se un calciatore è disponibile, quando rientra, se il problema è grave o meno. Sa tutto: il percorso terapeutico, i tempi di recupero. Poi può scegliere di non entrare nello specifico, ma grosso modo il problema lo conosce. Anche per questo non condivido il silenzio stampa: io sono favorevole alla comunicazione. Se non hai nulla da nascondere, ti presenti, rispondi, anche a una domanda scomoda puoi decidere di non rispondere, ma il confronto deve esserci".

Il Napoli è ormai fuori dalla Champions League e il tempo per parlare in conferenza pre gara ci sarebbe. Perché, secondo lei, Conte continua a non parlare? 

“Secondo me manca proprio la volontà di chiarire alcuni aspetti. Se io sto bene con la società, con l’ambiente e con i ragazzi, mi presento. Il nostro lavoro è tutelato dal diritto di stampa e non può essere limitato. Parlare solo nel pre e post gara alle pay tv non basta: tutti gli altri media devono limitarsi a riportare ciò che dicono le pay tv e questo non va bene. Prima bisogna sistemare i problemi di base, poi si può guardare più in alto".

Oggi, però, i carichi di lavoro sono monitorati in modo scientifico, con GPS e dati precisi. Secondo lei manca comunicazione anche su questo fronte? 

“Sì, oggi i giocatori sono monitorati dalla A alla Z. Proprio per questo credo che manchi un po’ di comunicazione e forse anche di apertura verso le tecnologie di ultima generazione. I dati ci sono, vanno letti e spiegati".

Facciamo il punto sugli infortunati in vista delle prossime partite. 

“Dopo Rrahmani, che dovrebbe esserci titolare domani contro la Roma, Milinkovic-Savic è convocato. Io credo che Anguissa possa rientrare gradualmente, magari convocato già contro il Como e poi pienamente disponibile con la Roma. Sarebbe già molto importante”. 

Tra i due nuovi arrivi in casa Napoli, Giovane e Alisson Santos, chi le sembra più pronto per entrare subito nelle rotazioni e perché? 

“Credo Giovanni Simeone, perché conosce il campionato italiano e il contesto. Alisson è un’incognita: spero non faccia la stessa fine di Noa Lang, soprattutto per il rapporto con l’allenatore. Però dai dati e dalle statistiche si vede che il brasiliano incide quando entra: ha deciso partite importanti con lo Sporting, segnando anche al 94’. È uno che può spostare gli equilibri a gara in corso. Bisogna capire se può essere un’alternativa a Eljif Elmas. Elmas è un jolly, adattabile in tanti ruoli, fa il suo lavoro, ma non è uno che sposta gli equilibri in modo decisivo".

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L'ANALISI - Monopoli: "Napoli, Rrahmani dovrebbe partire dal primo minuto contro il Genoa"

di Napoli Magazine

06/02/2026 - 12:24

A "1 Football Club", su 1 Station Radio, è intervenuta Rosa Monopoli, giornalista del quotidiano Il Mattino.

È vero che esiste un Napoli con Amir Rrahmani e un Napoli senza? 

“Non sono d’accordo, anche perché nelle due partite in cui Rrahmani non c’era, una il Napoli l’ha vinta e l’altra l’ha persa. La colpa non è legata all’assenza di Rrahmani, ma a tutto il sistema che crea Antonio Conte nel Napoli. Soprattutto nell’ultima partita abbiamo visto una scelta azzardata, con i tre difensori mancini pur di non schierare Beukema, che credo invece giocherà domani. Milinkovic-Savic dovrebbe partire dalla panchina, Rrahmani domani dovrebbe giocare titolare".

Il tema degli infortuni è centrale e ne abbiamo già parlato, però voglio tornare su un concetto che lei ha accennato prima. Quando a Conte viene chiesto il motivo dei tanti infortuni e lui risponde che bisogna chiedere allo staff medico, secondo lei sta un po’ eludendo la questione? Perché io penso che prima arrivino gli infortuni e poi i calciatori vadano allo staff medico. 

“Io credo che Conte sia il primo a sapere la condizione di un giocatore. Un allenatore deve sapere se un calciatore è disponibile, quando rientra, se il problema è grave o meno. Sa tutto: il percorso terapeutico, i tempi di recupero. Poi può scegliere di non entrare nello specifico, ma grosso modo il problema lo conosce. Anche per questo non condivido il silenzio stampa: io sono favorevole alla comunicazione. Se non hai nulla da nascondere, ti presenti, rispondi, anche a una domanda scomoda puoi decidere di non rispondere, ma il confronto deve esserci".

Il Napoli è ormai fuori dalla Champions League e il tempo per parlare in conferenza pre gara ci sarebbe. Perché, secondo lei, Conte continua a non parlare? 

“Secondo me manca proprio la volontà di chiarire alcuni aspetti. Se io sto bene con la società, con l’ambiente e con i ragazzi, mi presento. Il nostro lavoro è tutelato dal diritto di stampa e non può essere limitato. Parlare solo nel pre e post gara alle pay tv non basta: tutti gli altri media devono limitarsi a riportare ciò che dicono le pay tv e questo non va bene. Prima bisogna sistemare i problemi di base, poi si può guardare più in alto".

Oggi, però, i carichi di lavoro sono monitorati in modo scientifico, con GPS e dati precisi. Secondo lei manca comunicazione anche su questo fronte? 

“Sì, oggi i giocatori sono monitorati dalla A alla Z. Proprio per questo credo che manchi un po’ di comunicazione e forse anche di apertura verso le tecnologie di ultima generazione. I dati ci sono, vanno letti e spiegati".

Facciamo il punto sugli infortunati in vista delle prossime partite. 

“Dopo Rrahmani, che dovrebbe esserci titolare domani contro la Roma, Milinkovic-Savic è convocato. Io credo che Anguissa possa rientrare gradualmente, magari convocato già contro il Como e poi pienamente disponibile con la Roma. Sarebbe già molto importante”. 

Tra i due nuovi arrivi in casa Napoli, Giovane e Alisson Santos, chi le sembra più pronto per entrare subito nelle rotazioni e perché? 

“Credo Giovanni Simeone, perché conosce il campionato italiano e il contesto. Alisson è un’incognita: spero non faccia la stessa fine di Noa Lang, soprattutto per il rapporto con l’allenatore. Però dai dati e dalle statistiche si vede che il brasiliano incide quando entra: ha deciso partite importanti con lo Sporting, segnando anche al 94’. È uno che può spostare gli equilibri a gara in corso. Bisogna capire se può essere un’alternativa a Eljif Elmas. Elmas è un jolly, adattabile in tanti ruoli, fa il suo lavoro, ma non è uno che sposta gli equilibri in modo decisivo".