Ashley Young, ex giocatore di Antonio Conte ai tempi dell'Inter, ha raccontato i metodi di lavoro dell'ex tecnico del Napoli in un podcast: "Ricordo che se avevamo perso una partita, rivivevamo l'intera partita. Ogni paio di minuti fermava il video e chiedeva: 'Perché hai fatto questo? Perché hai fatto quello?'. Eravamo nella sala riunioni per tre ore e mezza. Come giocatori, la nostra capacità di concentrazione è probabilmente di circa dieci minuti. Dopo di che, cominci a perdere l'attenzione delle persone. C'erano giocatori che si addormentavano davvero durante le riunioni. Se hai questo per un lungo periodo, diventa troppo. Poi iniziano a venire gli infortuni, lo staff è sotto una pressione enorme, le famiglie non li vedono, e penso che sia uno dei motivi per cui Conte raramente resta più di un paio d'anni in un club. C'erano diversi giocatori esperti che erano lì da tempo e avrebbero voluto affrontarlo per dirgliene quattro; alla fine lo hanno fatto, e sono stati gli stessi che sono stati fatti fuori poco dopo. Allenamenti? Per me era una follia, ma penso sia proprio questo che mi ha dato la longevità per continuare a giocare fino a 40 anni, l'età a cui sono arrivato prima di decidere di ritirarmi".
di Napoli Magazine
12/08/2026 - 14:21
Ashley Young, ex giocatore di Antonio Conte ai tempi dell'Inter, ha raccontato i metodi di lavoro dell'ex tecnico del Napoli in un podcast: "Ricordo che se avevamo perso una partita, rivivevamo l'intera partita. Ogni paio di minuti fermava il video e chiedeva: 'Perché hai fatto questo? Perché hai fatto quello?'. Eravamo nella sala riunioni per tre ore e mezza. Come giocatori, la nostra capacità di concentrazione è probabilmente di circa dieci minuti. Dopo di che, cominci a perdere l'attenzione delle persone. C'erano giocatori che si addormentavano davvero durante le riunioni. Se hai questo per un lungo periodo, diventa troppo. Poi iniziano a venire gli infortuni, lo staff è sotto una pressione enorme, le famiglie non li vedono, e penso che sia uno dei motivi per cui Conte raramente resta più di un paio d'anni in un club. C'erano diversi giocatori esperti che erano lì da tempo e avrebbero voluto affrontarlo per dirgliene quattro; alla fine lo hanno fatto, e sono stati gli stessi che sono stati fatti fuori poco dopo. Allenamenti? Per me era una follia, ma penso sia proprio questo che mi ha dato la longevità per continuare a giocare fino a 40 anni, l'età a cui sono arrivato prima di decidere di ritirarmi".