A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio. Di seguito, un estratto dell'intervista.
Andrà qualcuno a casa, stavolta, dopo l’ennesima debacle della Nazionale?
"Non lo so, è paradossale. Però una cosa è certa: vergogna, vergogna, vergogna. È un disastro. Hanno praticamente distrutto il calcio e quando distruggi il calcio devi andare a casa, ma non da oggi: da ieri. Gravina è stato surreale. Io dico che bisogna portare rispetto a chi fa sport seriamente, anche con meno risorse e ottenendo risultati. Qui invece ho visto una conferenza stampa imbarazzante: un dilettante allo sbaraglio. In un momento del genere devi solo chiedere scusa e dimetterti, non fare i complimenti a giocatori e allenatore. È inaccettabile. È un disastro che coinvolge tutti, anche noi che facciamo comunicazione. È un danno colossale che si ripete da anni e chi guida la federazione è responsabile di più fallimenti. Abbiamo toccato il fondo e non so come si possa ripartire. Sono amareggiato anche pensando alle nuove generazioni: c’è chi non vedrà mai l’Italia ai Mondiali. È una vergogna totale. E il commissario tecnico non è esente: non giudico la persona, ma il lavoro sì. Il problema però nasce dall’alto e ricade su tutti. Non c’è meritocrazia, e il calcio è lo specchio perfetto di questo sistema".
È brutto parlare dei singoli in momenti come questo, ma le chiedo: possiamo dire che il blocco Inter abbia deluso?
"Certo che hanno deluso, hanno deluso tutti. Poi se vogliamo entrare nel dettaglio, sì, anche Gattuso ha fatto scelte discutibili. Se parliamo di meritocrazia, io mi chiedo perché alcuni giocatori che stanno meglio non partano titolari. Contro una squadra come la Bosnia, con tutto il rispetto, dove dall’altra parte c’erano ragazzi giovani e anche un giocatore esperto, non puoi permetterti certe scelte. Continuiamo a dare spazio a giocatori avanti con l’età invece di puntare su chi ha fame. Mi chiedo perché certe scelte, perché far giocare alcuni e non altri. Non c’è logica, non c’è meritocrazia".
Nn sarebbe giusto escludere dalla Nazionale chi sceglie campionati minori, come quello saudita, solo per motivi economici?
"Ti dico questo: quando un giocatore sta fermo settimane e poi lo vedi anche fuori condizione, è evidente che non può essere al massimo. In questi casi deve stare in panchina e devi dare spazio a chi ha più voglia, come un giovane che magari sbaglia ma dà tutto. Invece si continua a puntare sempre sugli stessi per riconoscenza. Gattuso aveva già deciso il gruppo prima delle partite e lo ha confermato anche dopo le difficoltà. Questo dimostra che non c’è meritocrazia. È un problema generale: nel calcio e nel Paese. Negli altri sport vedi sacrificio, impegno, risultati. Qui invece no".
Secondo lei, ora che praticamente all’unanimità è stato rieletto Gravina, avranno il coraggio di continuare a difenderlo?
"Le dico questo: anche se fossimo andati al Mondiale, non avrebbe cambiato il giudizio su questa gestione. Il problema è più profondo. Al di là di chi lo sostiene, una persona che fallisce così tanti obiettivi dovrebbe dimettersi da sola. Non è un errore isolato, sono fallimenti ripetuti e pesanti. Quando sbagli in questo modo, devi avere la dignità di farti da parte. Invece si resta lì, aggrappati alla poltrona".
Direttore, se potesse scegliere lei, continuerebbe con Gattuso affiancato da Buffon e Chiellini oppure cambierebbe guida tecnica?
"Gattuso non può essere la soluzione. Io non metto in discussione la persona, ma le capacità sì. Anche con la Bosnia ha sbagliato nelle scelte e nei cambi. Le faccio un esempio: la fascia destra era l’unica che funzionava e lui è intervenuto proprio lì. Oppure togliere giocatori che potevano fare la differenza. Ci sono errori evidenti. E poi la difesa: senza un vero marcatore, senza equilibrio. Anche un osservatore con competenze di base lo capisce. Sono problemi che si vedevano già nella partita precedente. Non puoi portare giocatori non al meglio e pretendere che rendano. In questo momento non c’è lucidità, e quando manca quella, tutto diventa più difficile. Purtroppo non c’è molto altro da aggiungere".