Calcio
L'OPINIONE - Piccari: "Napoli, con la Juventus la partita più importante, serve una vittoria pesante"
21.01.2026 13:11 di Napoli Magazine
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A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
Direttore, l’Inter ha meritato la sconfitta oppure gli episodi arbitrali hanno compromesso la gara?
 
"Penso che non si possa parlare di episodi. Di fronte a una squadra nettamente più forte dell’Inter, l’Inter ha perso e basta. Ha perso tre partite consecutive in Champions e io credo che, come ho detto tempo fa e sono stato anche investito da critiche su internet, il Napoli debba pensare al campionato e portare a casa lo scudetto. Perché la Champions, in questo momento, non è cosa per il calcio italiano. È stato fatto un grande sforzo negli anni precedenti, con due finali raggiunte, anche con l’Inter. Quest’anno, secondo me, non è proprio aria. Vediamo cosa farà l’Atalanta, che sembra la squadra che forse ha qualcosa in più e la possibilità di entrare nelle prime otto. In campionato l’Inter non sta andando benissimo. Io penso che non si possa parlare di nessun episodio, sono più forti loro e questo è lo stato del nostro calcio in questo momento. Poi ci metti che Chivu è al primo anno all’Inter e paga anche un po’ di inesperienza".
 
Parlando di Antonio Conte, possibile che, in stagione, con 12 partite infrasettimanali, siamo a cinque pareggi, tre sconfitte e tre vittorie. Cosa ne pensa? Di chi è la colpa?
 
"Qualcuno ci darà una risposta prima o poi su cosa sia successo. Però la colpa non può essere sempre dei medici. Quindi, cari miei colleghi napoletani, parlate coi medici, perché dobbiamo fare tutti quanti la stessa cosa, appena arriva un turno infrasettimanale, c’è sempre tutta una serie di problemi in coppa e si certifica che Conte fa fatica. Il tecnico salentino ha detto che non siamo a livello da Champions".
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Conte ha detto che il Napoli nom è ancora a livello di Champions. Direttore, gli acquisti fatti chi li ha voluti?

"Dobbiamo andare a chiedere a De Laurentiis di fare un altro mercato, perché non basta. Io mi sono permesso di scrivere, mi dovete dire quanti giocatori servono a Conte e al suo staff per fare tre competizioni in una stagione. Quanti ne servono? 35? 40? Quanti calciatori devi prendere? Poi, improvvisamente, scopriamo che c’erano dei dubbi. È andata anche bene che si sia infortunato Lukaku, perché sennò avevi solo Lucca come alternativa e basta. Quando qualcuno, all’inizio, aveva espresso qualche perplessità, veniva subito zittito. De Laurentiis avrà preso solo De Bruyne? Va bene. Però gli altri chi li ha presi, chi li ha voluti, chi li ha scelti? Io sinceramente, se non si possono dire queste cose, ripeto, allora non parliamo proprio di niente. Conte è bravo, io non sto dicendo che non sia un bravo allenatore, non l’ho mai detto. Ha vinto, ha fatto cose importanti. Però ci sono delle problematiche, dei limiti, che puntualmente escono fuori. Non lo diciamo noi, lo dicono i fatti, lo dicono i numeri. Che altro dobbiamo aggiungere? Ripeto, se non si può dire, allora cambiamo tutto e facciamo altro".
 
Direttore, noi facciamo radio e facciamo giornalismo in maniera libera. Non abbiamo padroni che ci dicono cosa si può dire e cosa no. È concorde?
 
"Ho sentito personaggi e giornalisti importanti, molto seguiti, che esordiscono dicendo: ‘Eh, ma state criticando Conte!’. E perché, scusa, non si può criticare Conte? Conte può e deve essere criticato, sia per i troppi infortuni muscolari che per la gestione delle gare infrasettimanali, per non parlare della Champions".
 
Ma allora, direttore, che lavoro facciamo? Oggi di cosa dobbiamo parlare del Napoli?
 
"Ecco, appunto. Io lo chiedo a te e lo chiedo anche agli ascoltatori, di che cosa dobbiamo parlare del Napoli, che pareggia una partita contro una squadra in dieci uomini, contro una squadra di livello qualitativo bassissimo? Di che cosa dobbiamo parlare del Napoli, che sta uscendo dalla Champions a gennaio, con 19 giocatori infortunati? Diciannove infortuni a gennaio".
 
22 infortuni muscolari ad oggi, non trova sia clamoroso?

"Sì, una caduta libera clamorosa. Sicuramente c’è qualcosa che non va, nessuno può dire il contrario. Ma non c’è neanche nulla di male a dire, si può anche imboccare una stagione storta, con una preparazione fatta male, con calciatori che rispondono male alla tua preparazione. Poi, se vogliamo scoperchiare il vaso di Pandora, andiamo a vedere gli infortuni sotto la gestione di Conte quando c’era Pintus e vediamo cosa è successo in seguito. Perché Conte ha due gestioni totalmente differenti e il numero di infortuni si è alzato tantissimo. Oggi abbiamo il doppio degli infortuni rispetto alla stagione di Garcia. Però Garcia è stato esonerato e vituperato. Comunque ci sono ancora tre mesi abbondanti tutti da giocare".
 
Direttore, se dobbiamo fare giornalismo, dobbiamo analizzare e dobbiamo anche fare delle critiche. Oppure, per partito preso, non possiamo parlare di determinati personaggi?
 
"Io, personalmente, vado avanti per la mia strada e me ne sbatto di tutto quello che dicono. Di quello che possono dire i grandi personaggi conosciuti, che hanno tanti like, basta che fanno un video e vengono seguiti dal mondo intero. A me non interessa proprio niente. Vado avanti per la mia strada"
 
Direttore, siamo al 21 gennaio 2026, il Napoli ha fatto un mercato spendendo tantissimi soldi e sta rischiando di uscire dalla Champions e dalla corsa scudetto. Questo è un bilancio positivo? Dobbiamo fare i complimenti a tutti?
 
"No. Se dobbiamo farli, fateli voi. Li faranno quelli che hanno interessi e che vanno a biolinarli, gli allenatori, perché diventano tutti amici. Io non ho amici, non sono amico di nessuno. Se devo dire ‘bravo’, dico ‘bravo’. Se devo dire ‘non bravo’, dico ‘non bravo’. Questa è la realtà dei fatti. 21 gennaio, Napoli quasi fuori dalla Champions e rischia molto pesantemente, con la partita che sta arrivando, di uscire dalla corsa scudetto. Se questo non vale, con tutti i fatti infortunistici e non si può mettere sul banco per fare una critica a Conte, allora alziamo le mani e andiamo avanti".
 
Direttore, ci scrive un ascoltatore: ‘Pensare che siamo usciti dai gironi con punteggi alti, tipo 12 punti, con Rafa Benítez, in un girone di ferro con Borussia Dortmund, Arsenal e Marsiglia e ora siamo arrivati a questo’. Direttore, credo che in queste parole sia sintetizzata l’esperienza del Napoli in Champions quest’anno, giusto?
 
"Sì, si riferisce a quel girone di ferro. Anche pareggiando l’ultima, o meglio, perdendo l’ultima contro il Borussia Dortmund, avremmo avuto bisogno di almeno un punto. Dodici punti in quel girone lì mentre oggi, con l’edizione attuale, la Juventus passò al turno successivo con sette punti. Me lo ricordo come se fosse ieri".
 
Mettendo sul piatto della bilancia la sfida di domenica contro la Juventus e quella di mercoledì prossimo contro il Chelsea, per lei, nell’economia della stagione del Napoli, quale delle due è più importante?
 
"Per me è più importante quella che arriva domenica con la Juve, perché io considero il Napoli praticamente fuori dalla Champions League. Quindi, a questo punto, devi fare di tutto per vincere a Torino contro la Juve, per rimanere in corsa scudetto ti serve una vittoria pesante, importante. Se dovesse arrivare un risultato negativo, nel giro di pochi giorni ti trovi fuori dalla Champions e fuori dalla corsa scudetto. Poi voglio vedere se non si può fare una critica a Conte. Non voglio passare per anti-Conte. Io sto parlando di fatti che sono accaduti. Non ho niente contro Conte, che ritengo un ottimo allenatore. Però io devo giudicare i fatti. Non sono tifoso né del Napoli né di Conte, non sono tifoso di nessuna squadra. Se devo fare una valutazione di campo, è questa. Poi se qualcuno vuole appiccicarmi l’etichetta di anti-Conte o anti-Napoli, io non ci posso fare niente: il problema è loro".
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L'OPINIONE - Piccari: "Napoli, con la Juventus la partita più importante, serve una vittoria pesante"

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21/01/2026 - 13:11

A "1 Football Club", programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Marco Piccari, giornalista direttore di TUTTOmercatoWEB Radio.
 
Direttore, l’Inter ha meritato la sconfitta oppure gli episodi arbitrali hanno compromesso la gara?
 
"Penso che non si possa parlare di episodi. Di fronte a una squadra nettamente più forte dell’Inter, l’Inter ha perso e basta. Ha perso tre partite consecutive in Champions e io credo che, come ho detto tempo fa e sono stato anche investito da critiche su internet, il Napoli debba pensare al campionato e portare a casa lo scudetto. Perché la Champions, in questo momento, non è cosa per il calcio italiano. È stato fatto un grande sforzo negli anni precedenti, con due finali raggiunte, anche con l’Inter. Quest’anno, secondo me, non è proprio aria. Vediamo cosa farà l’Atalanta, che sembra la squadra che forse ha qualcosa in più e la possibilità di entrare nelle prime otto. In campionato l’Inter non sta andando benissimo. Io penso che non si possa parlare di nessun episodio, sono più forti loro e questo è lo stato del nostro calcio in questo momento. Poi ci metti che Chivu è al primo anno all’Inter e paga anche un po’ di inesperienza".
 
Parlando di Antonio Conte, possibile che, in stagione, con 12 partite infrasettimanali, siamo a cinque pareggi, tre sconfitte e tre vittorie. Cosa ne pensa? Di chi è la colpa?
 
"Qualcuno ci darà una risposta prima o poi su cosa sia successo. Però la colpa non può essere sempre dei medici. Quindi, cari miei colleghi napoletani, parlate coi medici, perché dobbiamo fare tutti quanti la stessa cosa, appena arriva un turno infrasettimanale, c’è sempre tutta una serie di problemi in coppa e si certifica che Conte fa fatica. Il tecnico salentino ha detto che non siamo a livello da Champions".
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Conte ha detto che il Napoli nom è ancora a livello di Champions. Direttore, gli acquisti fatti chi li ha voluti?

"Dobbiamo andare a chiedere a De Laurentiis di fare un altro mercato, perché non basta. Io mi sono permesso di scrivere, mi dovete dire quanti giocatori servono a Conte e al suo staff per fare tre competizioni in una stagione. Quanti ne servono? 35? 40? Quanti calciatori devi prendere? Poi, improvvisamente, scopriamo che c’erano dei dubbi. È andata anche bene che si sia infortunato Lukaku, perché sennò avevi solo Lucca come alternativa e basta. Quando qualcuno, all’inizio, aveva espresso qualche perplessità, veniva subito zittito. De Laurentiis avrà preso solo De Bruyne? Va bene. Però gli altri chi li ha presi, chi li ha voluti, chi li ha scelti? Io sinceramente, se non si possono dire queste cose, ripeto, allora non parliamo proprio di niente. Conte è bravo, io non sto dicendo che non sia un bravo allenatore, non l’ho mai detto. Ha vinto, ha fatto cose importanti. Però ci sono delle problematiche, dei limiti, che puntualmente escono fuori. Non lo diciamo noi, lo dicono i fatti, lo dicono i numeri. Che altro dobbiamo aggiungere? Ripeto, se non si può dire, allora cambiamo tutto e facciamo altro".
 
Direttore, noi facciamo radio e facciamo giornalismo in maniera libera. Non abbiamo padroni che ci dicono cosa si può dire e cosa no. È concorde?
 
"Ho sentito personaggi e giornalisti importanti, molto seguiti, che esordiscono dicendo: ‘Eh, ma state criticando Conte!’. E perché, scusa, non si può criticare Conte? Conte può e deve essere criticato, sia per i troppi infortuni muscolari che per la gestione delle gare infrasettimanali, per non parlare della Champions".
 
Ma allora, direttore, che lavoro facciamo? Oggi di cosa dobbiamo parlare del Napoli?
 
"Ecco, appunto. Io lo chiedo a te e lo chiedo anche agli ascoltatori, di che cosa dobbiamo parlare del Napoli, che pareggia una partita contro una squadra in dieci uomini, contro una squadra di livello qualitativo bassissimo? Di che cosa dobbiamo parlare del Napoli, che sta uscendo dalla Champions a gennaio, con 19 giocatori infortunati? Diciannove infortuni a gennaio".
 
22 infortuni muscolari ad oggi, non trova sia clamoroso?

"Sì, una caduta libera clamorosa. Sicuramente c’è qualcosa che non va, nessuno può dire il contrario. Ma non c’è neanche nulla di male a dire, si può anche imboccare una stagione storta, con una preparazione fatta male, con calciatori che rispondono male alla tua preparazione. Poi, se vogliamo scoperchiare il vaso di Pandora, andiamo a vedere gli infortuni sotto la gestione di Conte quando c’era Pintus e vediamo cosa è successo in seguito. Perché Conte ha due gestioni totalmente differenti e il numero di infortuni si è alzato tantissimo. Oggi abbiamo il doppio degli infortuni rispetto alla stagione di Garcia. Però Garcia è stato esonerato e vituperato. Comunque ci sono ancora tre mesi abbondanti tutti da giocare".
 
Direttore, se dobbiamo fare giornalismo, dobbiamo analizzare e dobbiamo anche fare delle critiche. Oppure, per partito preso, non possiamo parlare di determinati personaggi?
 
"Io, personalmente, vado avanti per la mia strada e me ne sbatto di tutto quello che dicono. Di quello che possono dire i grandi personaggi conosciuti, che hanno tanti like, basta che fanno un video e vengono seguiti dal mondo intero. A me non interessa proprio niente. Vado avanti per la mia strada"
 
Direttore, siamo al 21 gennaio 2026, il Napoli ha fatto un mercato spendendo tantissimi soldi e sta rischiando di uscire dalla Champions e dalla corsa scudetto. Questo è un bilancio positivo? Dobbiamo fare i complimenti a tutti?
 
"No. Se dobbiamo farli, fateli voi. Li faranno quelli che hanno interessi e che vanno a biolinarli, gli allenatori, perché diventano tutti amici. Io non ho amici, non sono amico di nessuno. Se devo dire ‘bravo’, dico ‘bravo’. Se devo dire ‘non bravo’, dico ‘non bravo’. Questa è la realtà dei fatti. 21 gennaio, Napoli quasi fuori dalla Champions e rischia molto pesantemente, con la partita che sta arrivando, di uscire dalla corsa scudetto. Se questo non vale, con tutti i fatti infortunistici e non si può mettere sul banco per fare una critica a Conte, allora alziamo le mani e andiamo avanti".
 
Direttore, ci scrive un ascoltatore: ‘Pensare che siamo usciti dai gironi con punteggi alti, tipo 12 punti, con Rafa Benítez, in un girone di ferro con Borussia Dortmund, Arsenal e Marsiglia e ora siamo arrivati a questo’. Direttore, credo che in queste parole sia sintetizzata l’esperienza del Napoli in Champions quest’anno, giusto?
 
"Sì, si riferisce a quel girone di ferro. Anche pareggiando l’ultima, o meglio, perdendo l’ultima contro il Borussia Dortmund, avremmo avuto bisogno di almeno un punto. Dodici punti in quel girone lì mentre oggi, con l’edizione attuale, la Juventus passò al turno successivo con sette punti. Me lo ricordo come se fosse ieri".
 
Mettendo sul piatto della bilancia la sfida di domenica contro la Juventus e quella di mercoledì prossimo contro il Chelsea, per lei, nell’economia della stagione del Napoli, quale delle due è più importante?
 
"Per me è più importante quella che arriva domenica con la Juve, perché io considero il Napoli praticamente fuori dalla Champions League. Quindi, a questo punto, devi fare di tutto per vincere a Torino contro la Juve, per rimanere in corsa scudetto ti serve una vittoria pesante, importante. Se dovesse arrivare un risultato negativo, nel giro di pochi giorni ti trovi fuori dalla Champions e fuori dalla corsa scudetto. Poi voglio vedere se non si può fare una critica a Conte. Non voglio passare per anti-Conte. Io sto parlando di fatti che sono accaduti. Non ho niente contro Conte, che ritengo un ottimo allenatore. Però io devo giudicare i fatti. Non sono tifoso né del Napoli né di Conte, non sono tifoso di nessuna squadra. Se devo fare una valutazione di campo, è questa. Poi se qualcuno vuole appiccicarmi l’etichetta di anti-Conte o anti-Napoli, io non ci posso fare niente: il problema è loro".