Calcio
LAZIO - Sarri: "Vorrei che la mia carriera finisse così: che la Lazio riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli"
29.11.2025 11:00 di Napoli Magazine
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Sul campo come nella vita, tra schemi rigorosi e momenti di leggerezza, Maurizio Sarri dà voce alle sue esperienze nel nuovo episodio di Storie di Serie Ail format della Lega Serie A che racconta il calcio italiano attraverso le voci dei suoi protagonisti, e che per alcune interviste esclusive, quest’anno vede anche il coinvolgimento editoriale di DAZN. 

“Mi diverto ancora”, da oggi disponibile su DAZN e in rotazione su Radio TV Serie A, oltre che sul canale YouTube di Lega Serie A, è un racconto diretto e personale, in cui il mister della Lazio ripercorre la propria carriera e stile di gioco, nel giorno di un match dal fascino particolare ed estremamente importante per le sorti di questa stagione di Serie A Enilive, quello contro il Milan di Massimiliano Allegri, in programma su DAZN questa sera alle 20:45.

Sarà San Siro il palcoscenico del grande confronto tra biancocelesti, galvanizzati della vittoria di domenica contro il Lecce, e i rossoneri, reduci dal successo nel derby contro l’Inter. A dare il via alla serata di grande calcio sulla piattaforma leader a livello globale di intrattenimento sportivo“VAMOS! – Il Sabato della Serie A”, lo show in onda dalle 17:00 a mezzanotte - condotto da Marco Russo e Barbara Cirillo, con la presenza fissa del “Profeta” HernanesEmanuele GiaccheriniCiro Ferrara e il digital creator ManuAle del Calcio. Il commento del match di questa sera sarà affidato a Ricky Buscaglia e Massimo Ambrosini con il supporto da bordo campo di Federica Zille.

Di seguito alcune delle dichiarazioni rilasciate dal tecnico della Lazio Maurizio Sarri:

Sulla sua carriera: “Ho fatto l’unico mestiere che avrei potuto fare gratis. È una serie di contingenze che ti capitano, non ci vuole così tanto coraggio. Si inizia a scalare le categorie perché ci si ritrova davanti a scelte da fare, e io ho scelto di andare avanti perché in quel momento avevo questa sensazione. Anche se avessi fatto un passo indietro, avrei continuato a fare calcio, perché è una passione che mi diverte. Fatica si fa, certo, ma da quando lo faccio di professione non ho mai avuto la sensazione di andare a lavorare. Questo è un privilegio".

Sull’esordio più emozionante: “A Napoli, la città in cui sono nato. L’esordio è stato pieno di emozioni. La squadra che ho trovato era quella che avevo in mente, con quasi tutti i calciatori al posto giusto per innescare il meccanismo che volevo. È stato un calcio straordinario e divertente, per i calciatori da giocare, per me da allenare e per la gente da guardare. Non abbiamo vinto niente, ma è stato un viaggio bellissimo".

Sul ritorno alla Lazio: “Sapevo che sarebbe stato un anno impegnativo, e in parte lo è stato molto di più di quanto pensassi. Cinque mesi difficilissimi sotto tutti i punti di vista: mercato chiuso, infortuni a valanga. Sono stati i 5 mesi più difficili della mia vita, ma anche molto divertenti sotto certi punti di vista, perché ho un gruppo che esegue. Le difficoltà sono nostre, dello staff, se condividi troppo diventano un alibi e non bisogna averne".

Sui colleghi allenatori in Serie A: “C’è un bel mix fatto da allenatori di esperienza e di ragazzi che stanno cercando di emergere. Cesc, ad esempio, ha un’intelligenza superiore alla media, grande conoscitore di calcio. Penso sia un predestinato. A me piace molto anche Grosso. Ci sono tanti ragazzi che possono avere un futuro importante".

Sulla passione per il calcio: “Il calcio mi diverte, a patto che ci siano un gruppo disponibile e una cultura del lavoro. Andare a casa la sera e pensare ‘che bello l’allenamento di oggi’ a volte mi dà più gusto che vincere una partita. In questo periodo, stiamo costruendo un bel gruppo sia dal punto di vista umano che caratteriale".

Sulla prima contro Massimiliano Allegri: “Aglianese vs Sangiovannese, 0-0 e zero tiri in porta: uno spettacolo pietoso. Lì ho conosciuto Max con cui ho sempre avuto un buon rapporto, è un toscano, come sono le mie origini. È chiaro che la visione del calcio può essere diversa, ma significa poco. Il rapporto personale è di stima reciproca".

Sarrismo?:“Il gioco di un allenatore è un’ipotesi e poi ci si deve confrontare con quelle che sono le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Non sarà mai lo stesso. Certe caratteristiche bisogna esaltarle e non portarle verso quello che dà più gusto a te. Nessuna squadra che ho avuto in seguito poteva giocare il calcio di quel Napoli".

Sul suo futuro: “Vorrei che la mia carriera finisse così: che la Lazio riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita al Flaminio ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli". 

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LAZIO - Sarri: "Vorrei che la mia carriera finisse così: che la Lazio riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli"

di Napoli Magazine

29/11/2025 - 11:00

Sul campo come nella vita, tra schemi rigorosi e momenti di leggerezza, Maurizio Sarri dà voce alle sue esperienze nel nuovo episodio di Storie di Serie Ail format della Lega Serie A che racconta il calcio italiano attraverso le voci dei suoi protagonisti, e che per alcune interviste esclusive, quest’anno vede anche il coinvolgimento editoriale di DAZN. 

“Mi diverto ancora”, da oggi disponibile su DAZN e in rotazione su Radio TV Serie A, oltre che sul canale YouTube di Lega Serie A, è un racconto diretto e personale, in cui il mister della Lazio ripercorre la propria carriera e stile di gioco, nel giorno di un match dal fascino particolare ed estremamente importante per le sorti di questa stagione di Serie A Enilive, quello contro il Milan di Massimiliano Allegri, in programma su DAZN questa sera alle 20:45.

Sarà San Siro il palcoscenico del grande confronto tra biancocelesti, galvanizzati della vittoria di domenica contro il Lecce, e i rossoneri, reduci dal successo nel derby contro l’Inter. A dare il via alla serata di grande calcio sulla piattaforma leader a livello globale di intrattenimento sportivo“VAMOS! – Il Sabato della Serie A”, lo show in onda dalle 17:00 a mezzanotte - condotto da Marco Russo e Barbara Cirillo, con la presenza fissa del “Profeta” HernanesEmanuele GiaccheriniCiro Ferrara e il digital creator ManuAle del Calcio. Il commento del match di questa sera sarà affidato a Ricky Buscaglia e Massimo Ambrosini con il supporto da bordo campo di Federica Zille.

Di seguito alcune delle dichiarazioni rilasciate dal tecnico della Lazio Maurizio Sarri:

Sulla sua carriera: “Ho fatto l’unico mestiere che avrei potuto fare gratis. È una serie di contingenze che ti capitano, non ci vuole così tanto coraggio. Si inizia a scalare le categorie perché ci si ritrova davanti a scelte da fare, e io ho scelto di andare avanti perché in quel momento avevo questa sensazione. Anche se avessi fatto un passo indietro, avrei continuato a fare calcio, perché è una passione che mi diverte. Fatica si fa, certo, ma da quando lo faccio di professione non ho mai avuto la sensazione di andare a lavorare. Questo è un privilegio".

Sull’esordio più emozionante: “A Napoli, la città in cui sono nato. L’esordio è stato pieno di emozioni. La squadra che ho trovato era quella che avevo in mente, con quasi tutti i calciatori al posto giusto per innescare il meccanismo che volevo. È stato un calcio straordinario e divertente, per i calciatori da giocare, per me da allenare e per la gente da guardare. Non abbiamo vinto niente, ma è stato un viaggio bellissimo".

Sul ritorno alla Lazio: “Sapevo che sarebbe stato un anno impegnativo, e in parte lo è stato molto di più di quanto pensassi. Cinque mesi difficilissimi sotto tutti i punti di vista: mercato chiuso, infortuni a valanga. Sono stati i 5 mesi più difficili della mia vita, ma anche molto divertenti sotto certi punti di vista, perché ho un gruppo che esegue. Le difficoltà sono nostre, dello staff, se condividi troppo diventano un alibi e non bisogna averne".

Sui colleghi allenatori in Serie A: “C’è un bel mix fatto da allenatori di esperienza e di ragazzi che stanno cercando di emergere. Cesc, ad esempio, ha un’intelligenza superiore alla media, grande conoscitore di calcio. Penso sia un predestinato. A me piace molto anche Grosso. Ci sono tanti ragazzi che possono avere un futuro importante".

Sulla passione per il calcio: “Il calcio mi diverte, a patto che ci siano un gruppo disponibile e una cultura del lavoro. Andare a casa la sera e pensare ‘che bello l’allenamento di oggi’ a volte mi dà più gusto che vincere una partita. In questo periodo, stiamo costruendo un bel gruppo sia dal punto di vista umano che caratteriale".

Sulla prima contro Massimiliano Allegri: “Aglianese vs Sangiovannese, 0-0 e zero tiri in porta: uno spettacolo pietoso. Lì ho conosciuto Max con cui ho sempre avuto un buon rapporto, è un toscano, come sono le mie origini. È chiaro che la visione del calcio può essere diversa, ma significa poco. Il rapporto personale è di stima reciproca".

Sarrismo?:“Il gioco di un allenatore è un’ipotesi e poi ci si deve confrontare con quelle che sono le caratteristiche dei giocatori a disposizione. Non sarà mai lo stesso. Certe caratteristiche bisogna esaltarle e non portarle verso quello che dà più gusto a te. Nessuna squadra che ho avuto in seguito poteva giocare il calcio di quel Napoli".

Sul suo futuro: “Vorrei che la mia carriera finisse così: che la Lazio riesca a prendere il Flaminio, che alla prima partita al Flaminio ci sia io in panchina e che lo stadio si chiami Tommaso Maestrelli".