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LECCE - Falcone: "Mi sento salentino d’adozione, la fascia da capitano mi dà dei superpoteri"
11.03.2026 23:16 di Napoli Magazine
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Nel corso di un'intervista pubblicata sui canali ufficiali del club, il portiere del Lecce Wladimiro Falcone ha commentato: "Sono felice - riporta CalcioLecce.it - sono veramente felice perché qualche risultato sta venendo e poi soprattutto sono felice di continuare a giocare in Serie A, cosa non scontata. Sono andato via di casa a 15 anni, tra settore giovanile della Samp e vari prestiti, ed arrivare in A a 27 e starci ancora a 31 anni non è scontato. Le origini? Ho un bel rapporto con Roma, anche se mi sento salentino d’adozione. Quando sto fuori non sento la mancanza della mia città, ma quando ci torno e poi devo andare via mi viene sempre il magone. Dopo tanti anni questa cosa non mi passa e penso non mi passerà mai. La pressione? Sappiamo bene che in Italia tutti viviamo di calcio e tutti parliamo di calcio. Siamo famosi per essere 60 milioni di allenatori, se qualcuno sbaglia l’altro lo fa meglio. Devi farti uno scudo, non farti influenzare da quello che senti e andare avanti. Se sei debole non ce la fai, non puoi farcela. L’ho sentita anch’io, prima delle partite ho sempre pensieri negativi ma questo mi carica, mi fa rimanere molto concentrato anche durante la partita, anche perché un portiere spesso nel corso della partita non è coinvolto. Sento molto la pressione, col passare degli anni non ti passa ma impari a gestirla. La fascia da capitano? Sono romano ma mi sento salentino d’adozione, amo questa terra e questo popolo. Mi sento come andare in missione in ogni stadio d’Italia e lo faccio come un capitano di una nave, a rappresentare la gente che mi dà tanto calore. Cerco di contraccambiarli dando tutto, non deludendoli. Questo peso in più credo mi faccia rendere di più perché tutti, tifosi e compagni, si fidano di me. Quando prima delle partite vedo questa fascia è come se mi dia i superpoteri. Un consiglio ai giovani? Vedo in questi anni tanti giovani che non hanno uno scopo. Gli auguro che lo capiscano, che abbiano un obiettivo e che diano tutto per farlo, senza farsi abbattere dalle difficoltà. Mi auguro questo per i giovani. Tra cinque anni come mi immagino? Di essermi intanto salvato quest’anno con il Lecce. Spero di aver creato una famiglia con la mia compagna e magari di essere ancora a giocare ad alti livelli, pensando a quel punto al modo migliore in cui chiudere la carriera".

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LECCE - Falcone: "Mi sento salentino d’adozione, la fascia da capitano mi dà dei superpoteri"

di Napoli Magazine

11/03/2026 - 23:16

Nel corso di un'intervista pubblicata sui canali ufficiali del club, il portiere del Lecce Wladimiro Falcone ha commentato: "Sono felice - riporta CalcioLecce.it - sono veramente felice perché qualche risultato sta venendo e poi soprattutto sono felice di continuare a giocare in Serie A, cosa non scontata. Sono andato via di casa a 15 anni, tra settore giovanile della Samp e vari prestiti, ed arrivare in A a 27 e starci ancora a 31 anni non è scontato. Le origini? Ho un bel rapporto con Roma, anche se mi sento salentino d’adozione. Quando sto fuori non sento la mancanza della mia città, ma quando ci torno e poi devo andare via mi viene sempre il magone. Dopo tanti anni questa cosa non mi passa e penso non mi passerà mai. La pressione? Sappiamo bene che in Italia tutti viviamo di calcio e tutti parliamo di calcio. Siamo famosi per essere 60 milioni di allenatori, se qualcuno sbaglia l’altro lo fa meglio. Devi farti uno scudo, non farti influenzare da quello che senti e andare avanti. Se sei debole non ce la fai, non puoi farcela. L’ho sentita anch’io, prima delle partite ho sempre pensieri negativi ma questo mi carica, mi fa rimanere molto concentrato anche durante la partita, anche perché un portiere spesso nel corso della partita non è coinvolto. Sento molto la pressione, col passare degli anni non ti passa ma impari a gestirla. La fascia da capitano? Sono romano ma mi sento salentino d’adozione, amo questa terra e questo popolo. Mi sento come andare in missione in ogni stadio d’Italia e lo faccio come un capitano di una nave, a rappresentare la gente che mi dà tanto calore. Cerco di contraccambiarli dando tutto, non deludendoli. Questo peso in più credo mi faccia rendere di più perché tutti, tifosi e compagni, si fidano di me. Quando prima delle partite vedo questa fascia è come se mi dia i superpoteri. Un consiglio ai giovani? Vedo in questi anni tanti giovani che non hanno uno scopo. Gli auguro che lo capiscano, che abbiano un obiettivo e che diano tutto per farlo, senza farsi abbattere dalle difficoltà. Mi auguro questo per i giovani. Tra cinque anni come mi immagino? Di essermi intanto salvato quest’anno con il Lecce. Spero di aver creato una famiglia con la mia compagna e magari di essere ancora a giocare ad alti livelli, pensando a quel punto al modo migliore in cui chiudere la carriera".