Calcio
MONDIALI - Iran fuori tra ostacoli e tanta amarezza
28.06.2026 22:30 di Napoli Magazine
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Il biglietto manoscritto lasciato nello spogliatoio di Seattle chiedeva rispetto. Dal percorso a ostacoli prima e durante i mondiali organizzati dal nemico Usa l'Iran dice di uscire "a testa alta": tre pareggi non sono bastati per assicurarsi il passaggio ai sedicesimi, e quel messaggio nello spogliatoio dopo il match con l'Egitto suona come un presagio perché qualche ora più tardi la sfida tra Algeria e Austria finita 3-3 elimina la nazionale di Teheran. "Il fair play è l'anima del gioco. Abbiate rispetto Forse una squadra può superare un girone, ma solo con correttezza e onore si può camminare a testa alta davanti alla storia" avevano scritto i giocatori. Il riferimento al possibile 'biscotto' tra le squadre che erano in corsa per un posto tra le otto migliori terze. E mentre al Book Garden di Teheran tanti tifosi si erano riuniti davanti al maxischermo per sostenere a distanza Taremi e compagni, la delusione poi è stata tanta. Ai mondiali le esclusioni bruciano: "Per ogni momento di gloria, c'è una storia di sfortuna, una nazione costretta a lamentarsi della propria disgrazia e delle ingiustizie che ne hanno causato la caduta. Eppure, poche storie sono paragonabili alla crudeltà con cui l'Iran ha concluso il suo percorso nel torneo del 2026" scrive la BBC. La nazionale guidata da Amir Ghalenoei ha dovuto affrontare "sfide senza precedenti ancor prima del fischio d'inizio - sottolinea l'emittente britannica -, e si era guadagnata la qualificazione ai sedicesimi, salvo poi vedersela sfuggire all'ultimo minuto, non una, ma ben due volte". L'Iran ha mancato il passaggio di turno per una questione di differenza reti, l'ultimo posto disponibile lo prende il Senegal (Capo Verde con tre pareggi passa da seconda del girone H). Ma la rabbia parte da lontano: dai visti mancati, dall'impossibilità di stare negli Usa e dove fare viaggi continui, toccate e fuga solo per i match e i rientri forzati anche a tarda notte nel ritiro messicano. "Il Paese ospitante ci ha trattato in modo molto ingiusto" le parole del ct del Team Melli, che comunque va fiero del fatto che la sua squadra sia arrivata a un passo dalla qualificazione nonostante tutto. Il quartier generale spostato dall'Arizona a Tijuana, a ridosso del via del torneo con la squadra costretta ad affrontare restrizioni di viaggio per tutta la durata della competizione. Agli iraniani è stato permesso di entrare negli Stati Uniti (con visti temporanei) solo il giorno prima delle prime due partite e di ripartire il giorno stesso del match. "Siamo stati i più oppressi" ha aggiunto Ghalenoei, sottolineando che alla sua nazionale è stato concesso "meno della metà" del tempo di allenamento necessario. "Sono orgoglioso di loro. Ciò che questi giocatori hanno fatto dovrebbe essere scritto nella storia, perché il Paese ospitante ci ha trattato in modo molto ingiusto - ha aggiunto il ct -. Nonostante tutti questi problemi, siamo riusciti a giocare bene e il mondo è orgoglioso degli iraniani e della nostra squadra. Esorto la FIFA: non permettete che i Paesi ospitanti riservino trattamenti differenti tra le squadre nelle future edizioni dei Mondiali". Quello surreale dell'Iran si chiude così, con gli ostacoli affrontati e il peso della guerra in casa che ha reso tutto ancora più duro.

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MONDIALI - Iran fuori tra ostacoli e tanta amarezza

di Napoli Magazine

28/06/2026 - 22:30

Il biglietto manoscritto lasciato nello spogliatoio di Seattle chiedeva rispetto. Dal percorso a ostacoli prima e durante i mondiali organizzati dal nemico Usa l'Iran dice di uscire "a testa alta": tre pareggi non sono bastati per assicurarsi il passaggio ai sedicesimi, e quel messaggio nello spogliatoio dopo il match con l'Egitto suona come un presagio perché qualche ora più tardi la sfida tra Algeria e Austria finita 3-3 elimina la nazionale di Teheran. "Il fair play è l'anima del gioco. Abbiate rispetto Forse una squadra può superare un girone, ma solo con correttezza e onore si può camminare a testa alta davanti alla storia" avevano scritto i giocatori. Il riferimento al possibile 'biscotto' tra le squadre che erano in corsa per un posto tra le otto migliori terze. E mentre al Book Garden di Teheran tanti tifosi si erano riuniti davanti al maxischermo per sostenere a distanza Taremi e compagni, la delusione poi è stata tanta. Ai mondiali le esclusioni bruciano: "Per ogni momento di gloria, c'è una storia di sfortuna, una nazione costretta a lamentarsi della propria disgrazia e delle ingiustizie che ne hanno causato la caduta. Eppure, poche storie sono paragonabili alla crudeltà con cui l'Iran ha concluso il suo percorso nel torneo del 2026" scrive la BBC. La nazionale guidata da Amir Ghalenoei ha dovuto affrontare "sfide senza precedenti ancor prima del fischio d'inizio - sottolinea l'emittente britannica -, e si era guadagnata la qualificazione ai sedicesimi, salvo poi vedersela sfuggire all'ultimo minuto, non una, ma ben due volte". L'Iran ha mancato il passaggio di turno per una questione di differenza reti, l'ultimo posto disponibile lo prende il Senegal (Capo Verde con tre pareggi passa da seconda del girone H). Ma la rabbia parte da lontano: dai visti mancati, dall'impossibilità di stare negli Usa e dove fare viaggi continui, toccate e fuga solo per i match e i rientri forzati anche a tarda notte nel ritiro messicano. "Il Paese ospitante ci ha trattato in modo molto ingiusto" le parole del ct del Team Melli, che comunque va fiero del fatto che la sua squadra sia arrivata a un passo dalla qualificazione nonostante tutto. Il quartier generale spostato dall'Arizona a Tijuana, a ridosso del via del torneo con la squadra costretta ad affrontare restrizioni di viaggio per tutta la durata della competizione. Agli iraniani è stato permesso di entrare negli Stati Uniti (con visti temporanei) solo il giorno prima delle prime due partite e di ripartire il giorno stesso del match. "Siamo stati i più oppressi" ha aggiunto Ghalenoei, sottolineando che alla sua nazionale è stato concesso "meno della metà" del tempo di allenamento necessario. "Sono orgoglioso di loro. Ciò che questi giocatori hanno fatto dovrebbe essere scritto nella storia, perché il Paese ospitante ci ha trattato in modo molto ingiusto - ha aggiunto il ct -. Nonostante tutti questi problemi, siamo riusciti a giocare bene e il mondo è orgoglioso degli iraniani e della nostra squadra. Esorto la FIFA: non permettete che i Paesi ospitanti riservino trattamenti differenti tra le squadre nelle future edizioni dei Mondiali". Quello surreale dell'Iran si chiude così, con gli ostacoli affrontati e il peso della guerra in casa che ha reso tutto ancora più duro.