Calcio
SASSUOLO - Aquilani: "C'è troppa fragilità, dobbiamo restare sempre in partita, mi aspetto di più, anche da me stesso"
02.11.2026 21:48 di Napoli Magazine
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Alberto Aquilani, allenatore del Sassuolo, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il ko contro la Fiorentina: "Sul fatto che sia stato un primo tempo di grande spessore non sono tanto d'accordo. Abbiamo disputato una partita diversa dal solito, abbassandoci un po' di più per cercare di proteggere la nostra fase di non possesso difensiva. Nonostante questo atteggiamento differente, eravamo riusciti ad andare in vantaggio, eravamo ordinati e in controllo. Poi abbiamo subito quel gol all'ultimo minuto del primo tempo e sembrava che fosse cascato il mondo: questo è un aspetto che non va bene, c'è troppa fragilità da questo punto di vista. Appena le cose non si mettono come vorremmo, finisce che prendiamo uno, due o cinque gol e non cambia niente. Bisogna stare sempre dentro la partita, perché davanti abbiamo giocatori forti capaci di trovare la rete in qualsiasi momento. Bisogna capire che ogni gol subito fa male, fa male per i numeri e per il corso della gara. Prendiamo troppi gol, e in maniera decisamente troppo semplice per gli avversari. Parliamo sempre delle stesse cose, sono aspetti ed errori di cui stiamo discutendo già da un po'. Nel calcio l'errore ci può stare, ma la partita continua e bisogna rimanere concentrati per evitare di ripeterlo. Noi, invece, appena commettiamo uno sbaglio o vediamo che la gara non si sviluppa come piace a noi, diventiamo estremamente fragili e vulnerabili. Questo è l'aspetto che mi preoccupa di più: l'errore è ammesso nel gioco del calcio, ma se manca la reazione all'errore stesso diventa un problema enorme. Vedo che i ragazzi stanno dando tutto, si impegnano e fanno quello che chiedo loro, quindi non intendo puntare il dito su questo argomento. Però, se mi chiedete se mi aspetto di più, rispondo che senza dubbio mi aspetto di più da me stesso così come pretendo di più dai miei giocatori. Questa è una squadra che negli ultimi anni era abituata a giocare molto bassa e a colpire di contropiede. Oggi abbiamo provato ad abbassarci di più proprio per proteggere la linea difensiva che andava in sofferenza. Se mi si chiede se questo modo di giocare mi piaccia, se sia quello in cui credo o che mi entusiasma, rispondo di no: mi sto adeguando al momento. Tuttavia, oggi abbiamo visto che pur abbassandoci abbiamo preso quattro gol; se poi ci mettiamo a cinque in difesa non è detto che non si incassino reti comunque. Il modulo o il sistema di gioco non sono l'aspetto più importante. La cosa basilare è non commettere errori, perché in Serie A al minimo sbaglio ti fanno male, e poi avere una reazione immediata dopo l'errore, altrimenti diventa tutto impossibile".

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SASSUOLO - Aquilani: "C'è troppa fragilità, dobbiamo restare sempre in partita, mi aspetto di più, anche da me stesso"

di Napoli Magazine

02/11/2026 - 21:48

Alberto Aquilani, allenatore del Sassuolo, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il ko contro la Fiorentina: "Sul fatto che sia stato un primo tempo di grande spessore non sono tanto d'accordo. Abbiamo disputato una partita diversa dal solito, abbassandoci un po' di più per cercare di proteggere la nostra fase di non possesso difensiva. Nonostante questo atteggiamento differente, eravamo riusciti ad andare in vantaggio, eravamo ordinati e in controllo. Poi abbiamo subito quel gol all'ultimo minuto del primo tempo e sembrava che fosse cascato il mondo: questo è un aspetto che non va bene, c'è troppa fragilità da questo punto di vista. Appena le cose non si mettono come vorremmo, finisce che prendiamo uno, due o cinque gol e non cambia niente. Bisogna stare sempre dentro la partita, perché davanti abbiamo giocatori forti capaci di trovare la rete in qualsiasi momento. Bisogna capire che ogni gol subito fa male, fa male per i numeri e per il corso della gara. Prendiamo troppi gol, e in maniera decisamente troppo semplice per gli avversari. Parliamo sempre delle stesse cose, sono aspetti ed errori di cui stiamo discutendo già da un po'. Nel calcio l'errore ci può stare, ma la partita continua e bisogna rimanere concentrati per evitare di ripeterlo. Noi, invece, appena commettiamo uno sbaglio o vediamo che la gara non si sviluppa come piace a noi, diventiamo estremamente fragili e vulnerabili. Questo è l'aspetto che mi preoccupa di più: l'errore è ammesso nel gioco del calcio, ma se manca la reazione all'errore stesso diventa un problema enorme. Vedo che i ragazzi stanno dando tutto, si impegnano e fanno quello che chiedo loro, quindi non intendo puntare il dito su questo argomento. Però, se mi chiedete se mi aspetto di più, rispondo che senza dubbio mi aspetto di più da me stesso così come pretendo di più dai miei giocatori. Questa è una squadra che negli ultimi anni era abituata a giocare molto bassa e a colpire di contropiede. Oggi abbiamo provato ad abbassarci di più proprio per proteggere la linea difensiva che andava in sofferenza. Se mi si chiede se questo modo di giocare mi piaccia, se sia quello in cui credo o che mi entusiasma, rispondo di no: mi sto adeguando al momento. Tuttavia, oggi abbiamo visto che pur abbassandoci abbiamo preso quattro gol; se poi ci mettiamo a cinque in difesa non è detto che non si incassino reti comunque. Il modulo o il sistema di gioco non sono l'aspetto più importante. La cosa basilare è non commettere errori, perché in Serie A al minimo sbaglio ti fanno male, e poi avere una reazione immediata dopo l'errore, altrimenti diventa tutto impossibile".