Marc Cucurella, centrocampista del Chelsea e della nazionale spagnola, è intervenuto al podcast "La estrella que nos une": "Avevo dubbi sul passaggio al Barça. All’Espanyol stavo bene, ero lì da tanti anni e non volevo cambiare. Però la mia famiglia è sempre stata del Barça, andavo allo stadio con mio nonno. Quando sono andato via è stato difficile, mi dispiaceva lasciare amici e ambiente, ma per il mio futuro era il passo giusto. Non mi sono mai messo addosso l’ansia di diventare calciatore, andavo avanti giorno per giorno. Ero fermo, non crescevo più. Mi dissero che potevo restare un giocatore normale o cambiare ruolo e diventare un terzino top. Ho scelto la Premier League senza troppe certezze, ma è stata la decisione giusta. Chelsea? C’è stato un periodo in cui non giocavo mai. Ho lavorato molto su me stesso e ho anche chiesto aiuto mentale. È stato un momento duro, ma mi ha fatto crescere. Convocazione in nazionale? Non potevo perdere contro l’Inghilterra, me lo ripetevo continuamente. Pensavo a cosa sarebbe successo al mio ritorno a Londra... e invece alla fine abbiamo vinto. È stata una sensazione incredibile".
di Napoli Magazine
04/06/2026 - 23:44
Marc Cucurella, centrocampista del Chelsea e della nazionale spagnola, è intervenuto al podcast "La estrella que nos une": "Avevo dubbi sul passaggio al Barça. All’Espanyol stavo bene, ero lì da tanti anni e non volevo cambiare. Però la mia famiglia è sempre stata del Barça, andavo allo stadio con mio nonno. Quando sono andato via è stato difficile, mi dispiaceva lasciare amici e ambiente, ma per il mio futuro era il passo giusto. Non mi sono mai messo addosso l’ansia di diventare calciatore, andavo avanti giorno per giorno. Ero fermo, non crescevo più. Mi dissero che potevo restare un giocatore normale o cambiare ruolo e diventare un terzino top. Ho scelto la Premier League senza troppe certezze, ma è stata la decisione giusta. Chelsea? C’è stato un periodo in cui non giocavo mai. Ho lavorato molto su me stesso e ho anche chiesto aiuto mentale. È stato un momento duro, ma mi ha fatto crescere. Convocazione in nazionale? Non potevo perdere contro l’Inghilterra, me lo ripetevo continuamente. Pensavo a cosa sarebbe successo al mio ritorno a Londra... e invece alla fine abbiamo vinto. È stata una sensazione incredibile".