“I soldi non sono rilevanti”. Ieri, all’uscita dagli uffici della Lega Calcio Serie A, Paolo Maldini ci aveva tenuto a fare una precisazione: le notizie su una richiesta da 20 milioni di euro da parte di Pep Guardiola erano imprecise e la questione economica non era per nulla centrale nella trattativa con l’ex tecnico del Manchester City. Parole che sembravano l’antipasto alla possibile chiusura e che, invece, hanno anticipato il no notturno del catalano. Non per questo non erano vere.
Del resto, una richiesta del genere avrebbe tagliato le gambe in partenza a qualsiasi trattativa. Nessun commissario tecnico al mondo guadagna così tanto: il re è Carlo Ancelotti, a 10 milioni di euro, cioè la metà. Se davvero Pep avesse voluto un ingaggio del genere, per Maldini e Leonardo la questione si sarebbe chiusa lì: il bilancio della Federcalcio è lontanissimo da quelle disponibilità, mai raggiungibili. Piuttosto, Guardiola era interessato alle prospettive tecniche.
Era stato proprio Pep, inoltre, a invitare Maldini e Leonardo per il weekend trascorso in Catalogna. Giorni di confronti, di lusinghe, non di discussioni economiche. La conferma di un interesse esistente e, allo stesso tempo, delle difficoltà: l’idea era di tornare, sebbene si trattasse di un viaggio non pianificato dalla coppia, con un sì che era invece un forse.
Più dei soldi pesano le incertezze di Guardiola su cosa fare dopo il City. Tornerà ad allenare, magari, ma per ora non si sente pronto. Vuole stare vicino al padre e vive una fase di valutazioni anche personali non scontate. Nel mare azzurro d’Italia si sarebbe dovuto tuffare solo a metà, e non faceva per lui.
di Napoli Magazine
24/07/2026 - 13:04
“I soldi non sono rilevanti”. Ieri, all’uscita dagli uffici della Lega Calcio Serie A, Paolo Maldini ci aveva tenuto a fare una precisazione: le notizie su una richiesta da 20 milioni di euro da parte di Pep Guardiola erano imprecise e la questione economica non era per nulla centrale nella trattativa con l’ex tecnico del Manchester City. Parole che sembravano l’antipasto alla possibile chiusura e che, invece, hanno anticipato il no notturno del catalano. Non per questo non erano vere.
Del resto, una richiesta del genere avrebbe tagliato le gambe in partenza a qualsiasi trattativa. Nessun commissario tecnico al mondo guadagna così tanto: il re è Carlo Ancelotti, a 10 milioni di euro, cioè la metà. Se davvero Pep avesse voluto un ingaggio del genere, per Maldini e Leonardo la questione si sarebbe chiusa lì: il bilancio della Federcalcio è lontanissimo da quelle disponibilità, mai raggiungibili. Piuttosto, Guardiola era interessato alle prospettive tecniche.
Era stato proprio Pep, inoltre, a invitare Maldini e Leonardo per il weekend trascorso in Catalogna. Giorni di confronti, di lusinghe, non di discussioni economiche. La conferma di un interesse esistente e, allo stesso tempo, delle difficoltà: l’idea era di tornare, sebbene si trattasse di un viaggio non pianificato dalla coppia, con un sì che era invece un forse.
Più dei soldi pesano le incertezze di Guardiola su cosa fare dopo il City. Tornerà ad allenare, magari, ma per ora non si sente pronto. Vuole stare vicino al padre e vive una fase di valutazioni anche personali non scontate. Nel mare azzurro d’Italia si sarebbe dovuto tuffare solo a metà, e non faceva per lui.