Roberto De Zerbi, tecnico del Tottenham, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista della sfida con il Sunderland: "Sono certo che ce la faremo a salvarci, altrimenti non avrei firmato per cinque anni. La mia avventura non è iniziata bene perché si è appena fatto male Kudus, che, per le sue caratteristiche, sarebbe stato perfetto per me. Abbiamo tantissimi infortunati. Ma ho ottimi attaccanti, e dobbiamo metterli in condizione, da Kolo Muani a Solanke, da Xavi Simons a Richarlison. Ce la dobbiamo fare comunque. Si parla troppo di tattica e schemi, mentre il lato più importante del calcio è quello mentale. La mia storia parla chiaro: ho rinunciato a un sacco di soldi nella mia vita perché al primo posto ho sempre messo il lavoro. Marsiglia per me era un posto speciale, e non ho ancora salutato i tifosi perché non volevo fare polemiche: a febbraio, per me era meglio stare a casa. Poi ho scelto il Tottenham perché mi piace il Dna del club: qui si gioca a calcio". E poi sul futuro rivela: "Dobbiamo tenere innanzitutto palla, perché così si vince: se ciò significa subire un gol in più, pazienza. E comunque, resterò anche se retrocederemo. Ho parlato con i calciatori uno a uno. Gli passerò due o tre idee, non troppe. L’importante è che giochino sereni. Voglio rivedere il Tottenham di Ange Postecoglou. Lo stile è una parte del mio gioco, l’altra è il carattere, la personalità, e ovviamente l’organizzazione con o senza palla. Dobbiamo avere lo spirito giusto", spiega De Zerbi.
di Napoli Magazine
11/04/2026 - 13:13
Roberto De Zerbi, tecnico del Tottenham, ha rilasciato alcune dichiarazioni in vista della sfida con il Sunderland: "Sono certo che ce la faremo a salvarci, altrimenti non avrei firmato per cinque anni. La mia avventura non è iniziata bene perché si è appena fatto male Kudus, che, per le sue caratteristiche, sarebbe stato perfetto per me. Abbiamo tantissimi infortunati. Ma ho ottimi attaccanti, e dobbiamo metterli in condizione, da Kolo Muani a Solanke, da Xavi Simons a Richarlison. Ce la dobbiamo fare comunque. Si parla troppo di tattica e schemi, mentre il lato più importante del calcio è quello mentale. La mia storia parla chiaro: ho rinunciato a un sacco di soldi nella mia vita perché al primo posto ho sempre messo il lavoro. Marsiglia per me era un posto speciale, e non ho ancora salutato i tifosi perché non volevo fare polemiche: a febbraio, per me era meglio stare a casa. Poi ho scelto il Tottenham perché mi piace il Dna del club: qui si gioca a calcio". E poi sul futuro rivela: "Dobbiamo tenere innanzitutto palla, perché così si vince: se ciò significa subire un gol in più, pazienza. E comunque, resterò anche se retrocederemo. Ho parlato con i calciatori uno a uno. Gli passerò due o tre idee, non troppe. L’importante è che giochino sereni. Voglio rivedere il Tottenham di Ange Postecoglou. Lo stile è una parte del mio gioco, l’altra è il carattere, la personalità, e ovviamente l’organizzazione con o senza palla. Dobbiamo avere lo spirito giusto", spiega De Zerbi.