Calcio
UEFA - Rosetti: "Più arbitri e meno VAR, questo è calcio e non Playstation"
11.08.2026 10:30 di Napoli Magazine
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"È calcio e non Playstation: dobbiamo tornare all’utilizzo del Var di una volta, più mirato, il Var non può riarbitrare la partita". Queste le parole di Roberto Rosetti, capo degli arbitri Uefa durante un meeting con la stampa europea per tracciare le linee-guida per l'imminente 2026/2027 e per chiarire alcune novità. Focus sull'utilizzo del VAR, in particolare, analizzato in tutte le casistiche.

I casi in cui si puà intervenire per un cartellino giallo, il chiarimento sulla mano davanti alla bocca e l'importanza dei capitani. "Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del Var: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta: oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene. Se un episodio è macro, beh, lì ci deve essere l’arbitro. Serve tornare all’origine dell’intervento del Var. E servono arbitri più precisi, forti e coraggiosi per utilizzarlo meno. Sia chiaro: abbiamo "Vmo" di livello altissimo in Europa. Altissimo. Ma bisogna intervenire in situazioni chiare ed evidenti, non microscopiche".

Ma gli arbitri hanno paura di sbagliare? "Vedere che gli arbitri aspettano il Var, beh, non va bene. I direttori di gara devono essere decisionisti e non... attendisti della sala Var. Non è il Var ad arbitrare, figuriamoci. La centralità dell’arbitro è sacra. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Ripeto: il Var non arbitra o riarbitra la partita, il Var è un supporto. È football, non Playstation".

A seguire, Roberto Rosetti ha chiarito anche la casistica legata ai secondi gialli, che sarà possibile annullare in caso di errore evidente, ma non per assegnarlo. "Molto utile. Quest’anno si sono viste situazioni, anche in Italia (Inter-Juventus, ndr) con errori di secondo giallo non più ammissibili. Il primo giallo può capitare, sia chiaro, è una decisione di chi è in campo: ma il secondo è espulsione e quindi è inutile che dica che può interferire sulla partita in maniera netta".

Ma non solo. Perché ci saranno anche due casi in cui il Var potrà intervenire sul primo giallo. "Se intervenisse sempre sui primi gialli sarebbe la fine: lì c’è la decisione da campo, sbagliata o giusta sia chiaro. Allora: per il primo giallo succede in caso di “scambio di persona”: se viene ravvisato, per esempio, uno “step on foot” sanzionato e non reale, dato da un altro giocatore rispetto a quello sul quale l’arbitro si è indirizzato, si toglie. Oppure in area di rigore per la simulazione".

E proprio le simulazioni sono al centro dell'attenzione. "Spesso ho visto esagerazioni. E certamente non va bene. Come le dicevo il Var può intervenire in casi dentro l’area di rigore ma stiamo studiando, ragionando tutti su come 'debellare' questo brutto costume. A volte si tende ad esagerare". E la sanzione per mano davanti alla bocca, vista durante il Mondiale? "Non ci sarà il rosso automatico. Niente espulsione. Sarà "almeno" giallo? Dipende, sarà a discrezione dell’arbitro. Se il direttore di gara carpisce un fare provocatorio o anche di portata maggiore, beh, allora l’ammonizione può scattare sì".

Infine, Roberto Rosetti ha concluso chiarendo un altro aspetto fondamentale per facilitare il lavoro dell'arbitro. "L’importanza dei capitani. Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco fra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare. Siamo sempre lì: al rispetto delle parti. Vicendevole. È una delle basi del calcio".

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UEFA - Rosetti: "Più arbitri e meno VAR, questo è calcio e non Playstation"

di Napoli Magazine

11/08/2026 - 10:30

"È calcio e non Playstation: dobbiamo tornare all’utilizzo del Var di una volta, più mirato, il Var non può riarbitrare la partita". Queste le parole di Roberto Rosetti, capo degli arbitri Uefa durante un meeting con la stampa europea per tracciare le linee-guida per l'imminente 2026/2027 e per chiarire alcune novità. Focus sull'utilizzo del VAR, in particolare, analizzato in tutte le casistiche.

I casi in cui si puà intervenire per un cartellino giallo, il chiarimento sulla mano davanti alla bocca e l'importanza dei capitani. "Non mi rende felice l’utilizzo eccessivo del Var: in questi ultimi tempi sta succedendo. L’ho visto nascere e vorrei che si tornasse all’utilizzo mirato di una volta: oggi, invece, succede che si vadano a cercare cose microscopiche. E non va bene. Se un episodio è macro, beh, lì ci deve essere l’arbitro. Serve tornare all’origine dell’intervento del Var. E servono arbitri più precisi, forti e coraggiosi per utilizzarlo meno. Sia chiaro: abbiamo "Vmo" di livello altissimo in Europa. Altissimo. Ma bisogna intervenire in situazioni chiare ed evidenti, non microscopiche".

Ma gli arbitri hanno paura di sbagliare? "Vedere che gli arbitri aspettano il Var, beh, non va bene. I direttori di gara devono essere decisionisti e non... attendisti della sala Var. Non è il Var ad arbitrare, figuriamoci. La centralità dell’arbitro è sacra. L’arbitro dev’essere centrale, coraggioso, deve decidere, vedere bene. Ripeto: il Var non arbitra o riarbitra la partita, il Var è un supporto. È football, non Playstation".

A seguire, Roberto Rosetti ha chiarito anche la casistica legata ai secondi gialli, che sarà possibile annullare in caso di errore evidente, ma non per assegnarlo. "Molto utile. Quest’anno si sono viste situazioni, anche in Italia (Inter-Juventus, ndr) con errori di secondo giallo non più ammissibili. Il primo giallo può capitare, sia chiaro, è una decisione di chi è in campo: ma il secondo è espulsione e quindi è inutile che dica che può interferire sulla partita in maniera netta".

Ma non solo. Perché ci saranno anche due casi in cui il Var potrà intervenire sul primo giallo. "Se intervenisse sempre sui primi gialli sarebbe la fine: lì c’è la decisione da campo, sbagliata o giusta sia chiaro. Allora: per il primo giallo succede in caso di “scambio di persona”: se viene ravvisato, per esempio, uno “step on foot” sanzionato e non reale, dato da un altro giocatore rispetto a quello sul quale l’arbitro si è indirizzato, si toglie. Oppure in area di rigore per la simulazione".

E proprio le simulazioni sono al centro dell'attenzione. "Spesso ho visto esagerazioni. E certamente non va bene. Come le dicevo il Var può intervenire in casi dentro l’area di rigore ma stiamo studiando, ragionando tutti su come 'debellare' questo brutto costume. A volte si tende ad esagerare". E la sanzione per mano davanti alla bocca, vista durante il Mondiale? "Non ci sarà il rosso automatico. Niente espulsione. Sarà "almeno" giallo? Dipende, sarà a discrezione dell’arbitro. Se il direttore di gara carpisce un fare provocatorio o anche di portata maggiore, beh, allora l’ammonizione può scattare sì".

Infine, Roberto Rosetti ha concluso chiarendo un altro aspetto fondamentale per facilitare il lavoro dell'arbitro. "L’importanza dei capitani. Bisogna riconsiderare la figura dei capitani. Con rispetto reciproco fra loro e gli arbitri, questo è necessario. Va spiegato tutto ma senza che si creino i capannelli e i raduni di massa attorno all’arbitro a sbraitare o gesticolare. Siamo sempre lì: al rispetto delle parti. Vicendevole. È una delle basi del calcio".