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UNION BERLINO - Marie-Louise Eta: "Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario"
22.04.2026 20:39 di Napoli Magazine
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"Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario". Parole forti quelle di Marie-Louise Eta. La donna, che da pochi giorni è diventata allenatrice dell'Union Berlino, è già nella storia: è, infatti, la prima alla guida di una squadra maschile in uno dei cinque principali campionati europei. I tedeschi si trovano invischiati nella lotta per evitare la retrocessione in Bundeslgia.

Dopo la nomina, Marie-Louise Eta ha risposto a qualche domanda di Die Zeit e al Guardian. "Non sono un’operazione di immagine, ma la persona giusta per questo ruolo. Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario", ha raccontato. La donna non vuole che il suo genere possa essere sfruttato. Eta ha anche raccontato il modo in cui ha saputo di diventare l'allenatrice dell'Union Berlino, merito del presidente Dirk Zingler. "Mi ha detto: tocca a te, conto su di te. Il mio obiettivo non è mai stato rafforzare il ruolo delle donne, ma convincere con le prestazioni”. 

Infine, la donna ha dichiarato di pensare soltanto al campo e alla salvezza dell'Union Berlino, evitando che la sua promozione possa essere strumentalizzata: “Capisco l’interesse, ha un significato sociale e comporta una responsabilità, che lo voglia o no. Se posso ispirare altre ragazze, ne sono felice. La visibilità è importante. Non si tratta di genere, lavoro con individui: conta capire cosa serve a ciascuno per dare il meglio”.

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UNION BERLINO - Marie-Louise Eta: "Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario"

di Napoli Magazine

22/04/2026 - 20:39

"Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario". Parole forti quelle di Marie-Louise Eta. La donna, che da pochi giorni è diventata allenatrice dell'Union Berlino, è già nella storia: è, infatti, la prima alla guida di una squadra maschile in uno dei cinque principali campionati europei. I tedeschi si trovano invischiati nella lotta per evitare la retrocessione in Bundeslgia.

Dopo la nomina, Marie-Louise Eta ha risposto a qualche domanda di Die Zeit e al Guardian. "Non sono un’operazione di immagine, ma la persona giusta per questo ruolo. Voglio essere vista come allenatrice, non come uno spot pubblicitario", ha raccontato. La donna non vuole che il suo genere possa essere sfruttato. Eta ha anche raccontato il modo in cui ha saputo di diventare l'allenatrice dell'Union Berlino, merito del presidente Dirk Zingler. "Mi ha detto: tocca a te, conto su di te. Il mio obiettivo non è mai stato rafforzare il ruolo delle donne, ma convincere con le prestazioni”. 

Infine, la donna ha dichiarato di pensare soltanto al campo e alla salvezza dell'Union Berlino, evitando che la sua promozione possa essere strumentalizzata: “Capisco l’interesse, ha un significato sociale e comporta una responsabilità, che lo voglia o no. Se posso ispirare altre ragazze, ne sono felice. La visibilità è importante. Non si tratta di genere, lavoro con individui: conta capire cosa serve a ciascuno per dare il meglio”.