Calcio
ZAPPI - Il legale Santoro: "Dimissioni Rocchi e Gervasoni? Nessuna forzatura da parte del mio assistito, la vicenda non finisce qui"
29.04.2026 13:37 di Napoli Magazine
aA

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Sergio Santoro, legale di Antonio Zappi: "La conferma della squalifica di Zappi? Il diritto c’entra poco. I motivi di diritto ci sono, restano tali e probabilmente saranno fatti valere anche nel prosieguo perché la questione non finisce qui. Il problema è che coincidevano le dimissioni del presidente FIGC quindi questa vicenda è stata vissuta dal collegio come una vicenda che toccava le questioni delle dimissioni del presidente della Federazione, oltre alla vicenda delle interferenze delle decisioni arbitrali. Sono elementi che hanno costituito un pathos per il giudicante e non hanno giocato a favore della serenità del giudizio. Non c’è stata nessuna forzatura da parte del presidente Zappi affinché si dimettessero i responsabili della Can e delle altre categorie. La vicenda comincia con un esposto con firma falsa, ma il processo generale ha continuato a procedere senza tenere conto che il codice di giustizia sportiva vieta di agire a seguito di esposti anonimi. Quindi qui c’è il primo difetto. L’esposto anonimo è autentico perchè viene scritto da una persona che non si firma, nel caso Zappi invece c’è stata una persona che ha messo una firma falsa. Avevamo chiesto ripetutamente di contro interrogare i testi, ma non ci è mai stato permesso. I testi sono stati interrogati solo dalla procura federale che è un organo della federazione quindi è stata violata la parità delle armi, il contraddittorio, i principi generali del processo. Accusa e giudizio si sono unite sotto una sola bandiera e questo è vietato. Il principale testo di accusa di Zappi è il coimputato, cioè una persona imputata insieme a quello principale che era Zappi. Se testimonia contro Zappi deve essere contro interrogato altrimenti si risolve tutto in una sorta di patteggiamento perchè accusi qualcuno. E’ un film già visto. La giustizia sportiva italiana è sotto la lente d’ingrandimento della corte Europea. La giustizia va riformata perchè la giustizia sportiva porta conseguenze gravissime per chi è incolpato e quindi deve essere accompagnata dalle massime garanzie, le stesse che abbiamo in campo penale. Parliamo di professionisti che rischiano la carriera e la giustizia sportiva non ha adeguato le proprie regole a quelle dell’ordinamento generale. Non c’è stata nessuna trappola, il sistema fa acqua da tutte le parte e non prenderne atto vuol dire esserne complici. Nel sistema attuale, dopo la pronuncia, abbiamo la possibilità di andare al Tar poi si può andare alla corte europea. Certo, è una via crucis e non so se Zappi vorrà affrontare però la Juve. L’ha affrontata perchè ha spalle molto solide e avvocati esperti. Quindi, si può andare avanti e la battaglia non è finita. Non è una battaglia per Zappi in sé, è una battaglia di legalità che deve sposarsi con l’accertamento delle responsabilità delle decisioni arbitrali. Il rischio di commissariamento dell’AIA non c’è perchè l’AIA può eleggere un successore se c’è la decadenza, così come fa la Federazione. Si è dimesso Gravina e potrà essere eletto un successore oppure potrà commissariarsi se non si mettono d’accordo. Il commissariamento è l'estrema ratio. Zappi sui designatori si è detto non a conoscenza di tante vicende. Il fatto che ci fosse un esposto anonimo contraffatto all’inizio della vicenda Zappi, ci potrebbe far sospettare che chi ha fatto questo esposto volesse nascondere qualcosa. Alla luce di quello che sta avvenendo nelle sale VAR, posso sospettare che fosse qualcuno che volesse nascondere qualcosa. Non so se Zappi tornerà nel mondo sportivo, non riesco a comunicare da lui da martedì, ma io lo voglio stimolare alla lotta. Spero che si rassereni per un attimo per continuare la battaglia".

ULTIMISSIME CALCIO
TUTTE LE ULTIMISSIME
NOTIZIE SUCCESSIVE >>>
ZAPPI - Il legale Santoro: "Dimissioni Rocchi e Gervasoni? Nessuna forzatura da parte del mio assistito, la vicenda non finisce qui"

di Napoli Magazine

29/04/2026 - 13:37

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Sergio Santoro, legale di Antonio Zappi: "La conferma della squalifica di Zappi? Il diritto c’entra poco. I motivi di diritto ci sono, restano tali e probabilmente saranno fatti valere anche nel prosieguo perché la questione non finisce qui. Il problema è che coincidevano le dimissioni del presidente FIGC quindi questa vicenda è stata vissuta dal collegio come una vicenda che toccava le questioni delle dimissioni del presidente della Federazione, oltre alla vicenda delle interferenze delle decisioni arbitrali. Sono elementi che hanno costituito un pathos per il giudicante e non hanno giocato a favore della serenità del giudizio. Non c’è stata nessuna forzatura da parte del presidente Zappi affinché si dimettessero i responsabili della Can e delle altre categorie. La vicenda comincia con un esposto con firma falsa, ma il processo generale ha continuato a procedere senza tenere conto che il codice di giustizia sportiva vieta di agire a seguito di esposti anonimi. Quindi qui c’è il primo difetto. L’esposto anonimo è autentico perchè viene scritto da una persona che non si firma, nel caso Zappi invece c’è stata una persona che ha messo una firma falsa. Avevamo chiesto ripetutamente di contro interrogare i testi, ma non ci è mai stato permesso. I testi sono stati interrogati solo dalla procura federale che è un organo della federazione quindi è stata violata la parità delle armi, il contraddittorio, i principi generali del processo. Accusa e giudizio si sono unite sotto una sola bandiera e questo è vietato. Il principale testo di accusa di Zappi è il coimputato, cioè una persona imputata insieme a quello principale che era Zappi. Se testimonia contro Zappi deve essere contro interrogato altrimenti si risolve tutto in una sorta di patteggiamento perchè accusi qualcuno. E’ un film già visto. La giustizia sportiva italiana è sotto la lente d’ingrandimento della corte Europea. La giustizia va riformata perchè la giustizia sportiva porta conseguenze gravissime per chi è incolpato e quindi deve essere accompagnata dalle massime garanzie, le stesse che abbiamo in campo penale. Parliamo di professionisti che rischiano la carriera e la giustizia sportiva non ha adeguato le proprie regole a quelle dell’ordinamento generale. Non c’è stata nessuna trappola, il sistema fa acqua da tutte le parte e non prenderne atto vuol dire esserne complici. Nel sistema attuale, dopo la pronuncia, abbiamo la possibilità di andare al Tar poi si può andare alla corte europea. Certo, è una via crucis e non so se Zappi vorrà affrontare però la Juve. L’ha affrontata perchè ha spalle molto solide e avvocati esperti. Quindi, si può andare avanti e la battaglia non è finita. Non è una battaglia per Zappi in sé, è una battaglia di legalità che deve sposarsi con l’accertamento delle responsabilità delle decisioni arbitrali. Il rischio di commissariamento dell’AIA non c’è perchè l’AIA può eleggere un successore se c’è la decadenza, così come fa la Federazione. Si è dimesso Gravina e potrà essere eletto un successore oppure potrà commissariarsi se non si mettono d’accordo. Il commissariamento è l'estrema ratio. Zappi sui designatori si è detto non a conoscenza di tante vicende. Il fatto che ci fosse un esposto anonimo contraffatto all’inizio della vicenda Zappi, ci potrebbe far sospettare che chi ha fatto questo esposto volesse nascondere qualcosa. Alla luce di quello che sta avvenendo nelle sale VAR, posso sospettare che fosse qualcuno che volesse nascondere qualcosa. Non so se Zappi tornerà nel mondo sportivo, non riesco a comunicare da lui da martedì, ma io lo voglio stimolare alla lotta. Spero che si rassereni per un attimo per continuare la battaglia".