Cultura & Gossip
A NAPOLI - "Al Faro Festival", dal 28 luglio al 2 agosto al Faro del Molo San Vincenzo
23.07.2026 15:16 di Napoli Magazine
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Torna Al Faro Festival, il progetto fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, ideato e curato dalla direttrice artistica Laura Valente per il Comune di Napoli, che lo finanzia insieme a Città Metropolitana, con la fondamentale collaborazione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e della Marina Militare. Il progetto è stato sposato, fin dalla prima edizione, anche da istituzioni storiche come Ellis Island, i Musei del Mare e delle Migrazioni,  il Faro del Comune di Genova.

La seconda edizione, in programma dal 28 luglio al 2 agosto 2026 al Faro del Molo San Vincenzo, sceglie il mare come tema generatore: guarda non solo all'orizzonte della grande sfida sportiva che riporta Napoli "a vele spiegate" — come il progetto nato dentro le celebrazioni di Napoli2500 — al centro del mondo con l'America's Cup del 2027, ma anche alla sua profondità umana e poetica, fatta di sogno e speranza, migrazioni ed esili, partenze e ritorni, miti e figure di archetipi femminili che lo abitano da sempre.

Sei serate di spettacoli inediti, in prima assoluta e un concerto all'alba. Produzioni commissionate appositamente per il festival, grandi protagonisti della cultura, arte pubblica e partecipazione collettiva: Al Faro Festival conferma la sua vocazione a essere non un cartellone ma un'unica, grande opera corale a cielo aperto. 

“Al Faro Festival rappresenta pienamente l'idea di città che stiamo costruendo: una Napoli aperta, internazionale e profondamente legata alla propria identità. Dopo il successo dello scorso anno, restituiamo ai cittadini un luogo straordinario come il Faro del Molo San Vincenzo proprio per ricucire il rapporto della città con il suo mare. È questo il senso del percorso che stiamo portando avanti: aprire luoghi simbolici, renderli accessibili e farli tornare a vivere attraverso esperienze condivise. In un cammino che accompagna Napoli verso l'America's Cup 2027, Al Faro Festival conferma come la cultura in tutte le sue forme sia un motore di rigenerazione urbana, di inclusione e di proiezione internazionale della città”.

Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli: “Il programma dell'estate napoletana si arricchisce con una proposta culturale di grande qualità, capace di valorizzare un luogo straordinario come il Faro del Molo San Vincenzo e di raccontare l'identità più autentica della città. Il mare diventa il filo conduttore di un racconto che unisce cultura, turismo e memoria, offrendo ai cittadini e ai visitatori un'esperienza unica. Al Faro Festival nasce con le celebrazioni di Napoli 2500, e questa seconda edizione del Festiva testimonia il valore di idee e progetti che possono proseguire nel tempo, nello spirito di Napoli Millenaria”.

Teresa Armato, Assessora al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli: "Il Molo San Vincenzo è uno dei luoghi più simbolici del porto di Napoli: uno spazio che custodisce la memoria della città e del suo viscerale rapporto con il mare. Aprirlo ai cittadini attraverso iniziative culturali come Al Faro Festival significa renderlo un luogo vivo, capace di raccontare la nostra identità e di rafforzare il legame tra il porto e la comunità. L'Autorità di Sistema Portuale è impegnata, insieme al Comune di Napoli e alla Marina Militare, in un percorso di valorizzazione che punta a restituire progressivamente questo straordinario patrimonio alla città. Il festival rappresenta, anche quest’anno, una tappa importante di questo cammino, dimostrando come cultura e memoria possano accompagnare il futuro del nostro porto”.

Eliseo Cuccaro, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale: "La seconda edizione di Al Faro Festival rappresenta un'importante occasione per consolidare la collaborazione tra la Marina Militare e il Comune di Napoli nella valorizzazione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia marittima della città. Il Quartier Generale della Marina di Napoli è orgoglioso di contribuire a un'iniziativa che unisce cultura, arte e tradizione, confermando l'impegno della Forza Armata a rendere sempre più fruibili i propri luoghi simbolo nel rispetto della loro identità e della loro storia. Aprire il Molo San Vincenzo e il suo Faro alla città significa condividere un patrimonio di memoria e di valori che appartiene all'intera comunità, rafforzando il legame tra Napoli, il suo mare e le istituzioni che lo custodiscono”.

Fabio Danese, Capitano di vascello e Comandante del Quartier Generale Marina Militare di Napoli: "Per il secondo anno consecutivo, il Faro del Molo San Vincenzo apre le sue porte alla città. È uno spazio normalmente inaccessibile, e forse è proprio per questo che ci sembra il posto giusto per fare un festival: perché quello che accade qui non accade altrove. Quest'anno portiamo Maradona e Buenos Aires, le Sirene e l'Africa, San Gennaro e gli sbarchi, la grande tradizione napoletana e uno dei coreografi più visionari al mondo. Autori che si fanno scena, musicisti che attraversano i secoli, un coro che canta all'alba. Tutto gratuito, tutto aperto, tutto sul mare. Perché Napoli Millenaria non è un tema: è una scommessa sulla capacità di questa città di contenere tutto, e di restituirlo”.

IL PROGRAMMA

Martedì 28 luglio – Inaugurazione

Molo San Vincenzo, dalle ore 19:00

IL FILO DEL DISCORSO

| ivan, poeta e street artist

Ad aprire il festival è un'opera consegnata alla città, che prosegue un percorso e una narrazione nati durante le celebrazioni di Napoli2500 e la prima edizione del Faro Festival. Ivan Tresoldi — noto come ivan, con la "i" minuscola, poeta visivo e pioniere della Poesia di Strada italiana — realizzerà un bosco di lettere cucite da fili rossi, uno spazio intimo e raccolto in cui cittadini e visitatori potranno lasciare un segno del proprio passaggio. Un'opera collettiva che cresce nel tempo e si fa custode di voci e di storie. Perché quel mare, accanto, ci interroga muto: non tutte le storie riemergono, molte riposano sui fondali — insieme a un gomitolo di dolore che nessuno ha mai voluto lasciare andare. Era un gomitolo rosso: un lembo restava tra le mani di chi partiva, l'altro tra le mani di chi rimaneva a terra — un filo teso contro il cielo, finché il viaggio non lo spezzava all'orizzonte. 

Commissione Al Faro Festival

In collaborazione con Emergency

Arena San Vincenzo, ore 20:30

EL MAR DE DIOS

Maurizio de Giovanni, testo e voce narrante | Gloria Campaner, pianoforte | Mario Stefano Pietrodarchi, bandoneón | Roxy in the Box, artista |Nadezhda Nersterova, soprano | Balletto di Roma |Marco Zurzolo sax | Carlo  Fimiani, chitarra |Umberto Lepore, contrabbasso

La serata inaugurale si chiude a Napobaires, luogo del cuore che rende omaggio al legame profondo tra Napoli e l'Argentina: due sponde unite dal mare, dalle migrazioni e da un immaginario condiviso. Dal porto di Napoli prese avvio uno dei più grandi esodi della storia moderna, e con esso partì anche un patrimonio di suoni e parole che a Buenos Aires avrebbe trovato nuova forma: il tango, nato nei conventillos del porto come lingua degli emigranti e dei diseredati, e con esso una tradizione poetica che ha in Homero Manzi, Enrique Santos Discépolo e nello stesso Jorge Luis Borges alcuni dei suoi cantori più alti — voci che hanno saputo trasformare la nostalgia, il desarraigo, lo sradicamento, in letteratura e in canzone. Un filo invisibile e mai spezzato unisce ancora oggi le due città, da Carlos Gardel a Diego Armando Maradona. A guidare un viaggio tra memoria, musica e parole sarà lo scrittore napoletano più popolare, Maurizio de Giovanni, con un monologo originale scritto per l'occasione dedicato al ‘gol del secolo’, quello che ha cambiato per sempre la storia del calcio. Due solisti di razza, Gloria Campaner al pianoforte e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneón — con lo strumento appartenuto al suo maestro Astor Piazzolla — firmano una colonna sonora che intreccia il tango di Gardel e Piazzolla alla scuola napoletana, lingua-radice che i migranti portarono oltreoceano e che in Argentina divenne seme di una cultura nuova, restituendo la parentela segreta tra due mondi, nati entrambi sulla soglia tra porto e poesia. Con loro la voce del soprano Nadezhda Nersterova e i danzatori del Balletto di Roma. Roxy in the Box, tra le street artist più originali e provocatorie del panorama italiano, crea per il festival  l’opera “Maradona e rielabora, per le serate successive, due suoi lavori iconici: San Gennaro e La Sirena.

Commissione Al Faro Festival

 

Mercoledì 29 luglio

Arena San Vincenzo, ore 21:30

IN THE BRAIN

Coreografia e musica: Hofesh Shechter | Hofesh Shechter Company_Shechter II 

Uno dei coreografi più visionari e potenti della scena internazionale porta per la prima volta a Napoli la sua ultima creazione adattata site specific per Al Faro Festival . IN THE BRAIN di Hofesh Shechter è un'immersione intensa in un mare di energia collettiva che evoca un rituale primordiale. In parte rave, in parte rito collettivo: qui i danzatori non si limitano a esibirsi, ma si scatenano, incarnano il ritmo fino a incrinare il confine tra palcoscenico e pubblico, trascinando gli spettatori in un'esperienza febbrile e totalizzante. È un viaggio urgente nelle profondità della coscienza, come dei mari i cui fondali nascondo le ferite dell’umanità, dove le storie si dissolvono, l'identità si allenta e resta solo il ritmo di uno spazio per perdersi e abbandonarsi al peso dei bassi e all'euforia dei corpi, portato in scena dall'energia feroce di Shechter II, la compagnia giovane della compagnia madre. Il lavoro nasce come sviluppo di Cave, creazione più breve nata da una collaborazione con la Martha Graham Company e lo Studio Simkin, dedicata alla vita notturna e all'aggregazione umana come esperienza quasi trascendentale: IN THE BRAIN ne raccoglie l'eredità e la dilata in una celebrazione viscerale del movimento, della musica e dell'energia allo stato grezzo. Shechter compone personalmente le musiche dei propri spettacoli — una doppia natura di coreografo e compositore che rende il suo linguaggio scenico riconoscibile fin dalle prime battute. 

Adattamento site specific per Al Faro Festival

Produzione: Hofesh Shechter Company                                                                                                                     Commissionato da: Agora, Cité Internationale de la Danse, Montpellier Co-commissionato da: Migros Culture Percentage Dance Festival Steps; Château Rouge, scène conventionnée – Annemasse; Espace 1789, scène conventionnée danse – Saint-Ouen; Scène nationale de Bourg-en-Bresse; Düsseldorf Festival!, con il supporto alla produzione del Théâtre de la Ville, Parigi. In collaborazione con Al Faro Festival II edizione l’appuntamento al Faro di Napoli.

In occasione del festival si terrà anche una masterclass gratuita aperta ai performer del territorio in collaborazione con /hss polo per le arti performative per informazioni info@hsshub.com 

 

 

Giovedì 30 luglio

ore 20:30

SIRENE

Donatella Di Pietrantonio, autrice e voce recitante| Les Amazones d'Afrique, gruppo musicale | le étoiles Ksenia Shevtsova e Julian MacKay| Elisabetta Moro, antropologa

A ottant'anni dal voto alle donne, Sirene propone una traversata nella memoria del femminile: creature del crinale, le Sirene incarnano la paura ancestrale e la forza del corpo delle donne che parla senza parole. A Napoli la Sirena Partenope non è una favola: è l'identità stessa della città, fluida e refrattaria a ogni catalogazione. Incipit dell’antropologa Elisabetta Moro, autrice di un libro cult dedicato alle Sirene. In scena il celebre costume firmato da Odette Nicoletti, indossato da Vanessa Redgrave nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca, eroina della rivoluzione napoletana del 1799. La sirena è da sempre l'immagine di un essere magnifico — eppure profondamente diverso: senza piedi per camminare come tutti gli altri, muta della parola che agli uomini sembra il dono più naturale. È proprio a partire da questa figura che la scrittrice Donatella Di Pietrantonio firma un monologo originale, dedicato a chi non possiede ‘il dono della parola ma ne custodisce mille altri’. Un testo che rovescia lo sguardo: non la mancanza come limite, ma la diversità come luogo dove ogni essere trova il proprio senso, la propria ragione d'esistere. E ancora il Mediterraneo africano cantato da Les Amazones d'Afrique, collettivo musicale nato a Bamako nel 2014 da tre grandi star maliane e attiviste sociali — Mamani Keïta, Oumou Sangaré e Mariam Doumbia — che oggi riunisce artiste da tutto il continente e dalla diaspora, tra cui Angélique Kidjo, Nneka e Rokia Koné. La loro missione è promuovere l'uguaglianza di genere e contrastare le violenze ancestrali, attraverso una musica potente che fonde stili panafricani, armonie corali e pop contemporaneo, tra hip-hop, trap ed elettronica, acclamata dalla critica e presente nelle playlist di Barack Obama. Con la partecipazione straordinaria delle étoile del Bayerisches Staatsballett, Ksenia Shevtsova e Julian MacKay, che danzeranno il celeberrimo Bacio, la sequenza finale di Le Parc, creato dal coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj per il Ballet de l'Opéra National de Paris.

Commissione Al Faro Festival 

Monologo scritto appositamente per il festival da Donatella Di Pietrantonio. In collaborazione con Patrizia Renzi.

Si ringraziano Angelin Preljocaj e Odette Nicoletti

 

Venerdì 31 luglio

Arena San Vincenzo, dalle ore 20:30

VIENTO

Canio Loguercio, voce  | Ermete Realacci, contrappunti |  Ilaria Calabrò, violoncello Massimo Antonietti, chitarra| Ermanno Dodaro, contrabbasso| Giovanni Lo Cascio, batteria | 

Il vento è memoria, richiamo, presagio. Il vento è nel respiro delle canzoni d'ammore. Un vento di terra e di mare, un vento di crinale. Il vento è il suono dell'aria, della natura. È energia.

Viento è una produzione originale commissionata in esclusiva per Al Faro Festival, che fa dialogare per la prima volta i suoi protagonisti. Canio Loguercio — cantautore lucano di nascita e napoletano d'adozione, musicista, poeta e performer, già Targa Tenco 2017 — guida un ensemble d'eccezione in un viaggio tra parole e canzoni di crinale che celebra la canzone napoletana attraverso i suoi simboli di terra e di mare. Da sempre a metà strada tra canzone d'autore, poesia e teatro, Loguercio porta in scena una lingua — quella napoletana — capace di attraversare i generi senza mai perdere la propria radice popolare. Accanto a lui, in un esordio inatteso e prezioso, Ermete Realacci — tra i fondatori di Legambiente, di cui è stato presidente per sedici anni e oggi presidente onorario, tra le voci più autorevoli dell'ambientalismo italiano — con i propri contrappunti sale per la prima volta su un palcoscenico: un incontro tra la parola poetica e quella civile, tra chi canta la terra e il mare e chi da una vita li difende.  

Commissione Al Faro Festival

 

Arena San Vincenzo, ore 21:30

SAN GENNARO SUPERSTAR

Roberto Saviano, autore e voce recitante  

Dopo la collaborazione di successo con il drammaturgo Mimmo Borrelli nata per Sanghenapule, Roberto Saviano torna a esplorare la figura del Santo Patrono con un monologo inedito scritto per Al Faro Festival. Un San Gennaro spogliato dagli ori della devozione tradizionale: icona terrena e laica, specchio delle contraddizioni della città, il protettore universale degli emarginati e di chiunque attraversi oggi i mari in cerca di futuro. San Gennaro non è un santo come gli altri: è un patto. Un patto antico tra un popolo e la propria sopravvivenza, rinnovato ogni volta che il sangue si scioglie e che si spezza, nei secoli, ogni volta che non si scioglie. Non chiede fede cieca, chiede presenza: il miracolo si compie in piazza, davanti a tutti, e se non si compie il popolo protesta, minaccia, si dispera — dialoga col suo santo come si dialoga con un parente, con la stessa confidenza, la stessa insofferenza, lo stesso amore imperfetto. È forse l'unico santo del mondo cattolico di cui i fedeli non temono il giudizio, ma ne pretendono conto. In questo monologo Saviano — che da sempre scava nelle contraddizioni di Napoli senza mai concedersi consolazioni facili — restituisce a San Gennaro la sua natura più autentica: non l'effigie dorata delle processioni, ma un'icona popolare e resistente, capace di parlare tanto ai napoletani di sempre quanto a chi oggi arriva in questa città attraversando lo stesso mare che duemila anni fa portò Gennaro al martirio. Un patrono con cui il popolo dialoga alla pari, che non giudica mai. Un antico mistero di fede trasformato nel più contemporaneo dei manifesti civili.

Commissione Al Faro Festival

In collaborazione con Patrizia Renzi

 

 

Sabato 1 agosto

Arena San Vincenzo, ore 20:30

MORESCHE  GATTE E ALTRE STORIE

Direzione musicale e maestro concertatore Antonio Sinagra | Con la partecipazione straordinaria di Peppe Barra,  Fausta Vetere e Patrizio Trampetti e con (in o. a.) Gaetano Amore, Carmine Benitozzi, Franco Castiglia, Vincenzo D’Ambrosio, Miriam Della Corte, Lalla Esposito, Laura Lazzari, Massimo Masiello, Maurizio Murano, Debora Sacco, Irene Scarpato, Toto Toralbo |Gruppo Strumentale “Al Faro”

Nel cinquantesimo anniversario del debutto al Festival di Spoleto di Gatta Cenerentola di Roberto De Simone — pietra miliare del teatro musicale italiano — Al Faro Festival non ne propone una ripresa scenica, ma dedica una serata intera alla grande tradizione partenopea come dedica ideale al genio del grande intellettuale napoletano, costruita intorno a una selezione tratta dalla celebre incisione discografica affidata, dopo il debutto, alla divulgazione attraverso il disco pubblicato da Il Cerchio con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, diventando così patrimonio comune della collettività.

A questa selezione si affiancano moresche e villanelle popolari, e più in generale il mondo — musicale e letterario — a cui De Simone e molti altri artisti si sono ispirati: da Giambattista Basile a Italo Calvino, dalle origini della canzone classica napoletana al teatro popolare, dalla musica colta al repertorio orale del Sud. Non una messa in scena dell'opera, dunque, ma un percorso che ne restituisce le radici e le suggestioni, in un disegno che tiene insieme fonte letteraria, tradizione orale e trascrizione colta.

A dirigere musicalmente la serata è Antonio Sinagra, lo stesso maestro concertatore che nel 1976 guidò l'orchestra della prima assoluta a Spoleto: cinquant'anni dopo, la stessa mano torna a quel mondo poetico non per riproporlo, ma per attraversarlo di nuovo — come si riattraversa un rito, sapendo che la tradizione orale non conosce l'originale: conosce solo le sue trasformazioni.

La moresca non è danza, non è canto, non è teatro: è le tre cose insieme, indistinte, come doveva essere il rito prima che la cultura "colta" imparasse a separare i generi per meglio dominarli. Riportarla in scena accanto a brani tratti dalla storica incisione di De Simone significa restituire alla musica napoletana la sua natura originaria di evento totale.

Gli ormai iconici costumi originali di Gatta Cenerentola, firmati da Odette Nicoletti — qui presenti non come apparato scenico di una nuova messinscena, ma come presenza simbolica ed evocativa — faranno da contrappunto silenzioso a voci volutamente generazionali: Peppe Barra, Fausta Vetere, Patrizio Trampetti (l'autore di Un giorno credi, resa celebre da Edoardo Bennato),  storici membri della Nuova Compagnia di Canto Popolare a cui si aggiungono interpreti, in un passaggio di testimone che è il cuore stesso della manifestazione.

E mentre scorreranno le immagini storiche e le foto iconiche di Mimmo Jodice sulle devozioni popolari, il costume non vestirà il corpo, lo trasformerà in maschera: e la maschera è ciò che permette all'interprete di scomparire perché la tradizione possa parlare.

Commissione Al Faro Festival 

In collaborazione con  Napoli Città della Musica, Compagnia Gli Alberi di Canto di Mariano Bauduin per il coordinamento e i costumi, l'Archivio Mimmo Jodice per l'utilizzo delle foto del lavoro ‘Chi è devoto, feste popolari in Campania’.

Si ringraziano: gli archivi della Rai, del Comune di Spoleto e la famiglia/eredi di Roberto De Simone.

Uno speciale ringraziamento a: Odette Nicoletti e alla famiglia Jodice

 

Domenica 2 agosto — all'alba

Arena San Vincenzo

JESCE SOLE

Sonia Totaro, Caterina Bianco, Umberto Lepore, Valter Vivarelli e Alessandro De Carolis  — solisti 

Come nella prima edizione, Al Faro Festival si chiude con un concerto all'alba che segue un filo narrativo musicale e antropologico, un viaggio tra canti e balli della tradizione popolare dedicati ai riti del sole. Un percorso curato da cinque solisti riuniti per l’occasione, esperti di tradizione e culture mediterranee, che attraversa il Sud Italia e le sue culture contadine, dove il sole è da sempre invocato, atteso, celebrato: motore di vita, di lavoro, di sopravvivenza. Attraverso queste voci si ritrovano gesti antichi, melodie tramandate oralmente di generazione in generazione, frammenti di una memoria collettiva che appartiene alla terra prima ancora che alla musica.

Il percorso approda a Jesce sole, brano le cui radici risalgono al 1200, tra i testi più antichi della tradizione musicale napoletana, nato come invocazione rituale dei contadini contro il freddo e la fame. Un canto che nei secoli ha attraversato epidemie, carestie e guerre, sempre rivolto alla stessa, semplice supplica: che il sole torni a scaldare la terra e gli uomini.

La performance, al sorgere del sole sul Faro, spoglia la tradizione da ogni sovrastruttura e restituisce alla musica la sua forza primigenia. Senza mediazioni, in dialogo diretto con l'alba e con il pubblico: un manifesto poetico universale che trasforma il risveglio della città in un rito collettivo, un momento sospeso in cui musica, natura e comunità tornano a essere una cosa sola.

Commissione Al Faro Festival

 

L’immagine del festival, per il secondo anno, è dell’illustratore  Stefano Marra. 

Al Faro Festival – II edizione

Dal 28 luglio al 2 agosto 2026 | Faro del Molo San Vincenzo, Napoli

Direzione artistica Laura Valente

Un progetto di Napoli Millenaria per il Comune di Napoli, finanziato da Città Metropolitana, con la collaborazione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e della Marina Militare.

Tutti gli eventi si terranno al Molo San Vincenzo e saranno gratuiti fino a esaurimento posti.

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A NAPOLI - "Al Faro Festival", dal 28 luglio al 2 agosto al Faro del Molo San Vincenzo

di Napoli Magazine

23/07/2026 - 15:16

Torna Al Faro Festival, il progetto fortemente voluto dal sindaco Gaetano Manfredi, ideato e curato dalla direttrice artistica Laura Valente per il Comune di Napoli, che lo finanzia insieme a Città Metropolitana, con la fondamentale collaborazione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e della Marina Militare. Il progetto è stato sposato, fin dalla prima edizione, anche da istituzioni storiche come Ellis Island, i Musei del Mare e delle Migrazioni,  il Faro del Comune di Genova.

La seconda edizione, in programma dal 28 luglio al 2 agosto 2026 al Faro del Molo San Vincenzo, sceglie il mare come tema generatore: guarda non solo all'orizzonte della grande sfida sportiva che riporta Napoli "a vele spiegate" — come il progetto nato dentro le celebrazioni di Napoli2500 — al centro del mondo con l'America's Cup del 2027, ma anche alla sua profondità umana e poetica, fatta di sogno e speranza, migrazioni ed esili, partenze e ritorni, miti e figure di archetipi femminili che lo abitano da sempre.

Sei serate di spettacoli inediti, in prima assoluta e un concerto all'alba. Produzioni commissionate appositamente per il festival, grandi protagonisti della cultura, arte pubblica e partecipazione collettiva: Al Faro Festival conferma la sua vocazione a essere non un cartellone ma un'unica, grande opera corale a cielo aperto. 

“Al Faro Festival rappresenta pienamente l'idea di città che stiamo costruendo: una Napoli aperta, internazionale e profondamente legata alla propria identità. Dopo il successo dello scorso anno, restituiamo ai cittadini un luogo straordinario come il Faro del Molo San Vincenzo proprio per ricucire il rapporto della città con il suo mare. È questo il senso del percorso che stiamo portando avanti: aprire luoghi simbolici, renderli accessibili e farli tornare a vivere attraverso esperienze condivise. In un cammino che accompagna Napoli verso l'America's Cup 2027, Al Faro Festival conferma come la cultura in tutte le sue forme sia un motore di rigenerazione urbana, di inclusione e di proiezione internazionale della città”.

Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli: “Il programma dell'estate napoletana si arricchisce con una proposta culturale di grande qualità, capace di valorizzare un luogo straordinario come il Faro del Molo San Vincenzo e di raccontare l'identità più autentica della città. Il mare diventa il filo conduttore di un racconto che unisce cultura, turismo e memoria, offrendo ai cittadini e ai visitatori un'esperienza unica. Al Faro Festival nasce con le celebrazioni di Napoli 2500, e questa seconda edizione del Festiva testimonia il valore di idee e progetti che possono proseguire nel tempo, nello spirito di Napoli Millenaria”.

Teresa Armato, Assessora al Turismo e alle Attività Produttive del Comune di Napoli: "Il Molo San Vincenzo è uno dei luoghi più simbolici del porto di Napoli: uno spazio che custodisce la memoria della città e del suo viscerale rapporto con il mare. Aprirlo ai cittadini attraverso iniziative culturali come Al Faro Festival significa renderlo un luogo vivo, capace di raccontare la nostra identità e di rafforzare il legame tra il porto e la comunità. L'Autorità di Sistema Portuale è impegnata, insieme al Comune di Napoli e alla Marina Militare, in un percorso di valorizzazione che punta a restituire progressivamente questo straordinario patrimonio alla città. Il festival rappresenta, anche quest’anno, una tappa importante di questo cammino, dimostrando come cultura e memoria possano accompagnare il futuro del nostro porto”.

Eliseo Cuccaro, Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale: "La seconda edizione di Al Faro Festival rappresenta un'importante occasione per consolidare la collaborazione tra la Marina Militare e il Comune di Napoli nella valorizzazione di uno dei luoghi più rappresentativi della storia marittima della città. Il Quartier Generale della Marina di Napoli è orgoglioso di contribuire a un'iniziativa che unisce cultura, arte e tradizione, confermando l'impegno della Forza Armata a rendere sempre più fruibili i propri luoghi simbolo nel rispetto della loro identità e della loro storia. Aprire il Molo San Vincenzo e il suo Faro alla città significa condividere un patrimonio di memoria e di valori che appartiene all'intera comunità, rafforzando il legame tra Napoli, il suo mare e le istituzioni che lo custodiscono”.

Fabio Danese, Capitano di vascello e Comandante del Quartier Generale Marina Militare di Napoli: "Per il secondo anno consecutivo, il Faro del Molo San Vincenzo apre le sue porte alla città. È uno spazio normalmente inaccessibile, e forse è proprio per questo che ci sembra il posto giusto per fare un festival: perché quello che accade qui non accade altrove. Quest'anno portiamo Maradona e Buenos Aires, le Sirene e l'Africa, San Gennaro e gli sbarchi, la grande tradizione napoletana e uno dei coreografi più visionari al mondo. Autori che si fanno scena, musicisti che attraversano i secoli, un coro che canta all'alba. Tutto gratuito, tutto aperto, tutto sul mare. Perché Napoli Millenaria non è un tema: è una scommessa sulla capacità di questa città di contenere tutto, e di restituirlo”.

IL PROGRAMMA

Martedì 28 luglio – Inaugurazione

Molo San Vincenzo, dalle ore 19:00

IL FILO DEL DISCORSO

| ivan, poeta e street artist

Ad aprire il festival è un'opera consegnata alla città, che prosegue un percorso e una narrazione nati durante le celebrazioni di Napoli2500 e la prima edizione del Faro Festival. Ivan Tresoldi — noto come ivan, con la "i" minuscola, poeta visivo e pioniere della Poesia di Strada italiana — realizzerà un bosco di lettere cucite da fili rossi, uno spazio intimo e raccolto in cui cittadini e visitatori potranno lasciare un segno del proprio passaggio. Un'opera collettiva che cresce nel tempo e si fa custode di voci e di storie. Perché quel mare, accanto, ci interroga muto: non tutte le storie riemergono, molte riposano sui fondali — insieme a un gomitolo di dolore che nessuno ha mai voluto lasciare andare. Era un gomitolo rosso: un lembo restava tra le mani di chi partiva, l'altro tra le mani di chi rimaneva a terra — un filo teso contro il cielo, finché il viaggio non lo spezzava all'orizzonte. 

Commissione Al Faro Festival

In collaborazione con Emergency

Arena San Vincenzo, ore 20:30

EL MAR DE DIOS

Maurizio de Giovanni, testo e voce narrante | Gloria Campaner, pianoforte | Mario Stefano Pietrodarchi, bandoneón | Roxy in the Box, artista |Nadezhda Nersterova, soprano | Balletto di Roma |Marco Zurzolo sax | Carlo  Fimiani, chitarra |Umberto Lepore, contrabbasso

La serata inaugurale si chiude a Napobaires, luogo del cuore che rende omaggio al legame profondo tra Napoli e l'Argentina: due sponde unite dal mare, dalle migrazioni e da un immaginario condiviso. Dal porto di Napoli prese avvio uno dei più grandi esodi della storia moderna, e con esso partì anche un patrimonio di suoni e parole che a Buenos Aires avrebbe trovato nuova forma: il tango, nato nei conventillos del porto come lingua degli emigranti e dei diseredati, e con esso una tradizione poetica che ha in Homero Manzi, Enrique Santos Discépolo e nello stesso Jorge Luis Borges alcuni dei suoi cantori più alti — voci che hanno saputo trasformare la nostalgia, il desarraigo, lo sradicamento, in letteratura e in canzone. Un filo invisibile e mai spezzato unisce ancora oggi le due città, da Carlos Gardel a Diego Armando Maradona. A guidare un viaggio tra memoria, musica e parole sarà lo scrittore napoletano più popolare, Maurizio de Giovanni, con un monologo originale scritto per l'occasione dedicato al ‘gol del secolo’, quello che ha cambiato per sempre la storia del calcio. Due solisti di razza, Gloria Campaner al pianoforte e Mario Stefano Pietrodarchi al bandoneón — con lo strumento appartenuto al suo maestro Astor Piazzolla — firmano una colonna sonora che intreccia il tango di Gardel e Piazzolla alla scuola napoletana, lingua-radice che i migranti portarono oltreoceano e che in Argentina divenne seme di una cultura nuova, restituendo la parentela segreta tra due mondi, nati entrambi sulla soglia tra porto e poesia. Con loro la voce del soprano Nadezhda Nersterova e i danzatori del Balletto di Roma. Roxy in the Box, tra le street artist più originali e provocatorie del panorama italiano, crea per il festival  l’opera “Maradona e rielabora, per le serate successive, due suoi lavori iconici: San Gennaro e La Sirena.

Commissione Al Faro Festival

 

Mercoledì 29 luglio

Arena San Vincenzo, ore 21:30

IN THE BRAIN

Coreografia e musica: Hofesh Shechter | Hofesh Shechter Company_Shechter II 

Uno dei coreografi più visionari e potenti della scena internazionale porta per la prima volta a Napoli la sua ultima creazione adattata site specific per Al Faro Festival . IN THE BRAIN di Hofesh Shechter è un'immersione intensa in un mare di energia collettiva che evoca un rituale primordiale. In parte rave, in parte rito collettivo: qui i danzatori non si limitano a esibirsi, ma si scatenano, incarnano il ritmo fino a incrinare il confine tra palcoscenico e pubblico, trascinando gli spettatori in un'esperienza febbrile e totalizzante. È un viaggio urgente nelle profondità della coscienza, come dei mari i cui fondali nascondo le ferite dell’umanità, dove le storie si dissolvono, l'identità si allenta e resta solo il ritmo di uno spazio per perdersi e abbandonarsi al peso dei bassi e all'euforia dei corpi, portato in scena dall'energia feroce di Shechter II, la compagnia giovane della compagnia madre. Il lavoro nasce come sviluppo di Cave, creazione più breve nata da una collaborazione con la Martha Graham Company e lo Studio Simkin, dedicata alla vita notturna e all'aggregazione umana come esperienza quasi trascendentale: IN THE BRAIN ne raccoglie l'eredità e la dilata in una celebrazione viscerale del movimento, della musica e dell'energia allo stato grezzo. Shechter compone personalmente le musiche dei propri spettacoli — una doppia natura di coreografo e compositore che rende il suo linguaggio scenico riconoscibile fin dalle prime battute. 

Adattamento site specific per Al Faro Festival

Produzione: Hofesh Shechter Company                                                                                                                     Commissionato da: Agora, Cité Internationale de la Danse, Montpellier Co-commissionato da: Migros Culture Percentage Dance Festival Steps; Château Rouge, scène conventionnée – Annemasse; Espace 1789, scène conventionnée danse – Saint-Ouen; Scène nationale de Bourg-en-Bresse; Düsseldorf Festival!, con il supporto alla produzione del Théâtre de la Ville, Parigi. In collaborazione con Al Faro Festival II edizione l’appuntamento al Faro di Napoli.

In occasione del festival si terrà anche una masterclass gratuita aperta ai performer del territorio in collaborazione con /hss polo per le arti performative per informazioni info@hsshub.com 

 

 

Giovedì 30 luglio

ore 20:30

SIRENE

Donatella Di Pietrantonio, autrice e voce recitante| Les Amazones d'Afrique, gruppo musicale | le étoiles Ksenia Shevtsova e Julian MacKay| Elisabetta Moro, antropologa

A ottant'anni dal voto alle donne, Sirene propone una traversata nella memoria del femminile: creature del crinale, le Sirene incarnano la paura ancestrale e la forza del corpo delle donne che parla senza parole. A Napoli la Sirena Partenope non è una favola: è l'identità stessa della città, fluida e refrattaria a ogni catalogazione. Incipit dell’antropologa Elisabetta Moro, autrice di un libro cult dedicato alle Sirene. In scena il celebre costume firmato da Odette Nicoletti, indossato da Vanessa Redgrave nel ruolo di Eleonora Pimentel Fonseca, eroina della rivoluzione napoletana del 1799. La sirena è da sempre l'immagine di un essere magnifico — eppure profondamente diverso: senza piedi per camminare come tutti gli altri, muta della parola che agli uomini sembra il dono più naturale. È proprio a partire da questa figura che la scrittrice Donatella Di Pietrantonio firma un monologo originale, dedicato a chi non possiede ‘il dono della parola ma ne custodisce mille altri’. Un testo che rovescia lo sguardo: non la mancanza come limite, ma la diversità come luogo dove ogni essere trova il proprio senso, la propria ragione d'esistere. E ancora il Mediterraneo africano cantato da Les Amazones d'Afrique, collettivo musicale nato a Bamako nel 2014 da tre grandi star maliane e attiviste sociali — Mamani Keïta, Oumou Sangaré e Mariam Doumbia — che oggi riunisce artiste da tutto il continente e dalla diaspora, tra cui Angélique Kidjo, Nneka e Rokia Koné. La loro missione è promuovere l'uguaglianza di genere e contrastare le violenze ancestrali, attraverso una musica potente che fonde stili panafricani, armonie corali e pop contemporaneo, tra hip-hop, trap ed elettronica, acclamata dalla critica e presente nelle playlist di Barack Obama. Con la partecipazione straordinaria delle étoile del Bayerisches Staatsballett, Ksenia Shevtsova e Julian MacKay, che danzeranno il celeberrimo Bacio, la sequenza finale di Le Parc, creato dal coreografo franco-albanese Angelin Preljocaj per il Ballet de l'Opéra National de Paris.

Commissione Al Faro Festival 

Monologo scritto appositamente per il festival da Donatella Di Pietrantonio. In collaborazione con Patrizia Renzi.

Si ringraziano Angelin Preljocaj e Odette Nicoletti

 

Venerdì 31 luglio

Arena San Vincenzo, dalle ore 20:30

VIENTO

Canio Loguercio, voce  | Ermete Realacci, contrappunti |  Ilaria Calabrò, violoncello Massimo Antonietti, chitarra| Ermanno Dodaro, contrabbasso| Giovanni Lo Cascio, batteria | 

Il vento è memoria, richiamo, presagio. Il vento è nel respiro delle canzoni d'ammore. Un vento di terra e di mare, un vento di crinale. Il vento è il suono dell'aria, della natura. È energia.

Viento è una produzione originale commissionata in esclusiva per Al Faro Festival, che fa dialogare per la prima volta i suoi protagonisti. Canio Loguercio — cantautore lucano di nascita e napoletano d'adozione, musicista, poeta e performer, già Targa Tenco 2017 — guida un ensemble d'eccezione in un viaggio tra parole e canzoni di crinale che celebra la canzone napoletana attraverso i suoi simboli di terra e di mare. Da sempre a metà strada tra canzone d'autore, poesia e teatro, Loguercio porta in scena una lingua — quella napoletana — capace di attraversare i generi senza mai perdere la propria radice popolare. Accanto a lui, in un esordio inatteso e prezioso, Ermete Realacci — tra i fondatori di Legambiente, di cui è stato presidente per sedici anni e oggi presidente onorario, tra le voci più autorevoli dell'ambientalismo italiano — con i propri contrappunti sale per la prima volta su un palcoscenico: un incontro tra la parola poetica e quella civile, tra chi canta la terra e il mare e chi da una vita li difende.  

Commissione Al Faro Festival

 

Arena San Vincenzo, ore 21:30

SAN GENNARO SUPERSTAR

Roberto Saviano, autore e voce recitante  

Dopo la collaborazione di successo con il drammaturgo Mimmo Borrelli nata per Sanghenapule, Roberto Saviano torna a esplorare la figura del Santo Patrono con un monologo inedito scritto per Al Faro Festival. Un San Gennaro spogliato dagli ori della devozione tradizionale: icona terrena e laica, specchio delle contraddizioni della città, il protettore universale degli emarginati e di chiunque attraversi oggi i mari in cerca di futuro. San Gennaro non è un santo come gli altri: è un patto. Un patto antico tra un popolo e la propria sopravvivenza, rinnovato ogni volta che il sangue si scioglie e che si spezza, nei secoli, ogni volta che non si scioglie. Non chiede fede cieca, chiede presenza: il miracolo si compie in piazza, davanti a tutti, e se non si compie il popolo protesta, minaccia, si dispera — dialoga col suo santo come si dialoga con un parente, con la stessa confidenza, la stessa insofferenza, lo stesso amore imperfetto. È forse l'unico santo del mondo cattolico di cui i fedeli non temono il giudizio, ma ne pretendono conto. In questo monologo Saviano — che da sempre scava nelle contraddizioni di Napoli senza mai concedersi consolazioni facili — restituisce a San Gennaro la sua natura più autentica: non l'effigie dorata delle processioni, ma un'icona popolare e resistente, capace di parlare tanto ai napoletani di sempre quanto a chi oggi arriva in questa città attraversando lo stesso mare che duemila anni fa portò Gennaro al martirio. Un patrono con cui il popolo dialoga alla pari, che non giudica mai. Un antico mistero di fede trasformato nel più contemporaneo dei manifesti civili.

Commissione Al Faro Festival

In collaborazione con Patrizia Renzi

 

 

Sabato 1 agosto

Arena San Vincenzo, ore 20:30

MORESCHE  GATTE E ALTRE STORIE

Direzione musicale e maestro concertatore Antonio Sinagra | Con la partecipazione straordinaria di Peppe Barra,  Fausta Vetere e Patrizio Trampetti e con (in o. a.) Gaetano Amore, Carmine Benitozzi, Franco Castiglia, Vincenzo D’Ambrosio, Miriam Della Corte, Lalla Esposito, Laura Lazzari, Massimo Masiello, Maurizio Murano, Debora Sacco, Irene Scarpato, Toto Toralbo |Gruppo Strumentale “Al Faro”

Nel cinquantesimo anniversario del debutto al Festival di Spoleto di Gatta Cenerentola di Roberto De Simone — pietra miliare del teatro musicale italiano — Al Faro Festival non ne propone una ripresa scenica, ma dedica una serata intera alla grande tradizione partenopea come dedica ideale al genio del grande intellettuale napoletano, costruita intorno a una selezione tratta dalla celebre incisione discografica affidata, dopo il debutto, alla divulgazione attraverso il disco pubblicato da Il Cerchio con la Nuova Compagnia di Canto Popolare, diventando così patrimonio comune della collettività.

A questa selezione si affiancano moresche e villanelle popolari, e più in generale il mondo — musicale e letterario — a cui De Simone e molti altri artisti si sono ispirati: da Giambattista Basile a Italo Calvino, dalle origini della canzone classica napoletana al teatro popolare, dalla musica colta al repertorio orale del Sud. Non una messa in scena dell'opera, dunque, ma un percorso che ne restituisce le radici e le suggestioni, in un disegno che tiene insieme fonte letteraria, tradizione orale e trascrizione colta.

A dirigere musicalmente la serata è Antonio Sinagra, lo stesso maestro concertatore che nel 1976 guidò l'orchestra della prima assoluta a Spoleto: cinquant'anni dopo, la stessa mano torna a quel mondo poetico non per riproporlo, ma per attraversarlo di nuovo — come si riattraversa un rito, sapendo che la tradizione orale non conosce l'originale: conosce solo le sue trasformazioni.

La moresca non è danza, non è canto, non è teatro: è le tre cose insieme, indistinte, come doveva essere il rito prima che la cultura "colta" imparasse a separare i generi per meglio dominarli. Riportarla in scena accanto a brani tratti dalla storica incisione di De Simone significa restituire alla musica napoletana la sua natura originaria di evento totale.

Gli ormai iconici costumi originali di Gatta Cenerentola, firmati da Odette Nicoletti — qui presenti non come apparato scenico di una nuova messinscena, ma come presenza simbolica ed evocativa — faranno da contrappunto silenzioso a voci volutamente generazionali: Peppe Barra, Fausta Vetere, Patrizio Trampetti (l'autore di Un giorno credi, resa celebre da Edoardo Bennato),  storici membri della Nuova Compagnia di Canto Popolare a cui si aggiungono interpreti, in un passaggio di testimone che è il cuore stesso della manifestazione.

E mentre scorreranno le immagini storiche e le foto iconiche di Mimmo Jodice sulle devozioni popolari, il costume non vestirà il corpo, lo trasformerà in maschera: e la maschera è ciò che permette all'interprete di scomparire perché la tradizione possa parlare.

Commissione Al Faro Festival 

In collaborazione con  Napoli Città della Musica, Compagnia Gli Alberi di Canto di Mariano Bauduin per il coordinamento e i costumi, l'Archivio Mimmo Jodice per l'utilizzo delle foto del lavoro ‘Chi è devoto, feste popolari in Campania’.

Si ringraziano: gli archivi della Rai, del Comune di Spoleto e la famiglia/eredi di Roberto De Simone.

Uno speciale ringraziamento a: Odette Nicoletti e alla famiglia Jodice

 

Domenica 2 agosto — all'alba

Arena San Vincenzo

JESCE SOLE

Sonia Totaro, Caterina Bianco, Umberto Lepore, Valter Vivarelli e Alessandro De Carolis  — solisti 

Come nella prima edizione, Al Faro Festival si chiude con un concerto all'alba che segue un filo narrativo musicale e antropologico, un viaggio tra canti e balli della tradizione popolare dedicati ai riti del sole. Un percorso curato da cinque solisti riuniti per l’occasione, esperti di tradizione e culture mediterranee, che attraversa il Sud Italia e le sue culture contadine, dove il sole è da sempre invocato, atteso, celebrato: motore di vita, di lavoro, di sopravvivenza. Attraverso queste voci si ritrovano gesti antichi, melodie tramandate oralmente di generazione in generazione, frammenti di una memoria collettiva che appartiene alla terra prima ancora che alla musica.

Il percorso approda a Jesce sole, brano le cui radici risalgono al 1200, tra i testi più antichi della tradizione musicale napoletana, nato come invocazione rituale dei contadini contro il freddo e la fame. Un canto che nei secoli ha attraversato epidemie, carestie e guerre, sempre rivolto alla stessa, semplice supplica: che il sole torni a scaldare la terra e gli uomini.

La performance, al sorgere del sole sul Faro, spoglia la tradizione da ogni sovrastruttura e restituisce alla musica la sua forza primigenia. Senza mediazioni, in dialogo diretto con l'alba e con il pubblico: un manifesto poetico universale che trasforma il risveglio della città in un rito collettivo, un momento sospeso in cui musica, natura e comunità tornano a essere una cosa sola.

Commissione Al Faro Festival

 

L’immagine del festival, per il secondo anno, è dell’illustratore  Stefano Marra. 

Al Faro Festival – II edizione

Dal 28 luglio al 2 agosto 2026 | Faro del Molo San Vincenzo, Napoli

Direzione artistica Laura Valente

Un progetto di Napoli Millenaria per il Comune di Napoli, finanziato da Città Metropolitana, con la collaborazione dell'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale e della Marina Militare.

Tutti gli eventi si terranno al Molo San Vincenzo e saranno gratuiti fino a esaurimento posti.