Cultura & Gossip
AD AMALFI - Tutto pronto per il Capodanno Bizantino, ecco il programma della manifestazione
24.08.2026 14:49 di Napoli Magazine
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L’antico Ducato di Amalfi è pronto a rievocare la sua storia. Con uno straordinario salto in quel glorioso passato durante il quale, da regina dei mari ricca e intrepida, seppe tessere rapporti commerciali con l'Oriente, aprire fondachi e commercializzare spezie e broccati. Solcando quel mare che per gli amalfitani ha sempre unito e mai diviso. 

Comincia il conto alla rovescia per il Capodanno Bizantino, evento ormai consolidato che trae spunto dall'eminenza politica delle civitates per offrire un carnet di appuntamenti che faranno da cornice alla proclamazione del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana, titolo che sarà assegnato quest’anno allo chef Enrico Cosentino.

L’evento, che si svolgerà tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026 e inserito quest’anno nel più ampio progetto XXXXXXX, intende rievocare l'inizio dell'anno fiscale e giuridico nell'epoca dell’Impero d’Oriente, data questa (1 settembre) che coincideva con la nomina dei Duchi d’Amalfi. 

Il programma della manifestazione si apre lunedì 31 agosto 2026 (ore 19) presso il Largo Duca Piccolomini con la tavola rotonda dal tema “Memoria, identità e patrimonio culturale della  cucina amalfitana”. Gli interventi dello storico dell’arte Giovanni Camelia, del medievalista Giuseppe Gargano, di Antonio Dipino, chef-patron del ristorante La Caravella, e del giornalista Antonino Siniscalchi, offriranno un momento di profonda riscoperta delle radici storiche delle aree ricadenti all’interno del territorio ducale e nel corso del quale la cultura incontrerà l'eccellenza enogastronomica con la sua storia e i grandi maestri che hanno reso immortale la cucina di Amalfi nel mondo.  

A seguire (ore 20) l'intervista pubblica al Magister di Civiltà Amalfitana, Enrico Cosentino, lo chef che figura tra gli artefici del successo della cucina campana nel mondo, si racconterà alla platea. Sollecitato dal giornalista Mario Amodio, parlerà delle sue origini amalfitane e del lungo lavoro nelle principali cucine di grandi alberghi e ristoranti gourmet, così come del suo straordinario rapporto con i giovani cuochi ai quali nella sua ultracinquantennale carriera ha trasferito metodi e conoscenze dell’arte culinaria. Ma soprattutto una delle storie più avvincenti ed entusiasmanti del nostro Paese a cui negli anni anche autorevoli format televisivi hanno dedicato la loro attenzione: l’invenzione degli “Scialatielli”. 

Il clou della manifestazione è in programma nel pomeriggio del 1° settembre 2026 quando il Corteo si dispiegherà da Amalfi ad Atrani e lì si celebrerà l'investitura del Magister di Civiltà Amalfitana, titolo dedicato quest’anno alla figura di Ezio Falcone autentico archeologo del gusto che con i suoi studi ha consentito di riportare alla luce usi, ricette e costumi delle cucine conventuali così come di quelle domestiche in epoca non solo medievale, attraverso cui si rievoca un'importante pagina di storia amalfitana. 

Il 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, vedeva l'inizio dell'anno fiscale e giuridico nei territori dell'impero d’Oriente. Una prassi in voga dall'839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l'istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino al periodo borbonico.

 

Ad aprire la rievocazione saranno gli Sbandieratori e Musici Città Regia che alle 18.30, si esibiranno in Piazza Duomo. Prima cioè della sfilata dell’imponente Corteo Storico, ancor più ricco di quello che si ammira in occasione della Regata Storica, lungo il percorso che da Amalfi porta al sagrato della Cappella San Salvatore de' Birecto ad Atrani, dove ha luogo la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana. Il suggestivo Corteo Storico rievocativo, con oltre 100 figuranti in costume d’epoca, farà da cornice come sempre alla cerimonia di investitura, con l’affascinante rito medievale ispirato all'incoronazione dei Duchi di Amalfi, suggellato dalla presenza dell’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni, monsignor Orazio Soricelli e dei Sindaci di Amalfi e Atrani, Daniele Milano e Michele Siravo. Al termine del Corteo, il Magister raggiungerà il suggestivo atrio della Cattedrale di S. Andrea ad Amalfi per un saluto alla cittadinanza e agli ospiti.

 

Il gran finale del XXVI edizione del Capodanno Bizantino è invece per mercoledì 2 Settembre 2026 nella nuova Piazza Municipio di Amalfi. Qui, Tosca, una delle voci più intense e raffinate della scena italiana, porterà alle ore 21.30 un progetto straordinario, intimo e potente dal titolo “Le Feminæ si fanno aspettare” nel corso del quale l’artista intreccerà un racconto musicale ed emozionale con cui intende celebrare la forza, la grazia e la determinazione delle donne. Attraverso canzoni, parole e melodie dal mondo, lo spettacolo di Tosca si annuncia come un viaggio poetico e civile, un omaggio all'universo femminile capace di incantare, commuovere e far riflettere. Ad accompagnarla, un quartetto d’eccezione con Giovanna Famulari al violoncello e pianoforte, Massimo De Lorenzi alla chitarra e Luca Scorziello alla batteria.

Tutti gli eventi del Capodanno Bizantino sono a ingresso gratuito.

LA STORIA DEL CAPODANNO BIZANTINO

Il Capodanno Bizantino è organizzato dal Comune di Amalfi in collaborazione con il Comune di Atrani ed il Centro di Cultura e Storia Amalfitana. 

Nato da un'idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell'inizio dell'anno fiscale e giuridico nei territori dell'impero d'Oriente, che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica. 

Una prassi in voga dall'anno 839, nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l'istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino all’epoca borbonica. 

Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i Comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la Chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell'incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università. 

La prima edizione del Capodanno Bizantino si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con una pausa tra il 2008 e il 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia. Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell'assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto" a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Paolo Grossi. Nel 2011 la manifestazione venne ripresa quale rievocazione storica, senza l’attribuzione di riconoscimenti. Dal 2012 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia della nazione amalfitana con l'investitura del "Magister di Civiltà Amalfitana".

 

 

 

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AD AMALFI - Tutto pronto per il Capodanno Bizantino, ecco il programma della manifestazione

di Napoli Magazine

24/08/2026 - 14:49

L’antico Ducato di Amalfi è pronto a rievocare la sua storia. Con uno straordinario salto in quel glorioso passato durante il quale, da regina dei mari ricca e intrepida, seppe tessere rapporti commerciali con l'Oriente, aprire fondachi e commercializzare spezie e broccati. Solcando quel mare che per gli amalfitani ha sempre unito e mai diviso. 

Comincia il conto alla rovescia per il Capodanno Bizantino, evento ormai consolidato che trae spunto dall'eminenza politica delle civitates per offrire un carnet di appuntamenti che faranno da cornice alla proclamazione del nuovo Magister di Civiltà Amalfitana, titolo che sarà assegnato quest’anno allo chef Enrico Cosentino.

L’evento, che si svolgerà tra Amalfi e Atrani dal 31 agosto al 2 settembre 2026 e inserito quest’anno nel più ampio progetto XXXXXXX, intende rievocare l'inizio dell'anno fiscale e giuridico nell'epoca dell’Impero d’Oriente, data questa (1 settembre) che coincideva con la nomina dei Duchi d’Amalfi. 

Il programma della manifestazione si apre lunedì 31 agosto 2026 (ore 19) presso il Largo Duca Piccolomini con la tavola rotonda dal tema “Memoria, identità e patrimonio culturale della  cucina amalfitana”. Gli interventi dello storico dell’arte Giovanni Camelia, del medievalista Giuseppe Gargano, di Antonio Dipino, chef-patron del ristorante La Caravella, e del giornalista Antonino Siniscalchi, offriranno un momento di profonda riscoperta delle radici storiche delle aree ricadenti all’interno del territorio ducale e nel corso del quale la cultura incontrerà l'eccellenza enogastronomica con la sua storia e i grandi maestri che hanno reso immortale la cucina di Amalfi nel mondo.  

A seguire (ore 20) l'intervista pubblica al Magister di Civiltà Amalfitana, Enrico Cosentino, lo chef che figura tra gli artefici del successo della cucina campana nel mondo, si racconterà alla platea. Sollecitato dal giornalista Mario Amodio, parlerà delle sue origini amalfitane e del lungo lavoro nelle principali cucine di grandi alberghi e ristoranti gourmet, così come del suo straordinario rapporto con i giovani cuochi ai quali nella sua ultracinquantennale carriera ha trasferito metodi e conoscenze dell’arte culinaria. Ma soprattutto una delle storie più avvincenti ed entusiasmanti del nostro Paese a cui negli anni anche autorevoli format televisivi hanno dedicato la loro attenzione: l’invenzione degli “Scialatielli”. 

Il clou della manifestazione è in programma nel pomeriggio del 1° settembre 2026 quando il Corteo si dispiegherà da Amalfi ad Atrani e lì si celebrerà l'investitura del Magister di Civiltà Amalfitana, titolo dedicato quest’anno alla figura di Ezio Falcone autentico archeologo del gusto che con i suoi studi ha consentito di riportare alla luce usi, ricette e costumi delle cucine conventuali così come di quelle domestiche in epoca non solo medievale, attraverso cui si rievoca un'importante pagina di storia amalfitana. 

Il 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica, vedeva l'inizio dell'anno fiscale e giuridico nei territori dell'impero d’Oriente. Una prassi in voga dall'839, anno di nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l'istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino al periodo borbonico.

 

Ad aprire la rievocazione saranno gli Sbandieratori e Musici Città Regia che alle 18.30, si esibiranno in Piazza Duomo. Prima cioè della sfilata dell’imponente Corteo Storico, ancor più ricco di quello che si ammira in occasione della Regata Storica, lungo il percorso che da Amalfi porta al sagrato della Cappella San Salvatore de' Birecto ad Atrani, dove ha luogo la cerimonia di investitura del Magister di Civiltà Amalfitana. Il suggestivo Corteo Storico rievocativo, con oltre 100 figuranti in costume d’epoca, farà da cornice come sempre alla cerimonia di investitura, con l’affascinante rito medievale ispirato all'incoronazione dei Duchi di Amalfi, suggellato dalla presenza dell’Arcivescovo di Amalfi – Cava de’ Tirreni, monsignor Orazio Soricelli e dei Sindaci di Amalfi e Atrani, Daniele Milano e Michele Siravo. Al termine del Corteo, il Magister raggiungerà il suggestivo atrio della Cattedrale di S. Andrea ad Amalfi per un saluto alla cittadinanza e agli ospiti.

 

Il gran finale del XXVI edizione del Capodanno Bizantino è invece per mercoledì 2 Settembre 2026 nella nuova Piazza Municipio di Amalfi. Qui, Tosca, una delle voci più intense e raffinate della scena italiana, porterà alle ore 21.30 un progetto straordinario, intimo e potente dal titolo “Le Feminæ si fanno aspettare” nel corso del quale l’artista intreccerà un racconto musicale ed emozionale con cui intende celebrare la forza, la grazia e la determinazione delle donne. Attraverso canzoni, parole e melodie dal mondo, lo spettacolo di Tosca si annuncia come un viaggio poetico e civile, un omaggio all'universo femminile capace di incantare, commuovere e far riflettere. Ad accompagnarla, un quartetto d’eccezione con Giovanna Famulari al violoncello e pianoforte, Massimo De Lorenzi alla chitarra e Luca Scorziello alla batteria.

Tutti gli eventi del Capodanno Bizantino sono a ingresso gratuito.

LA STORIA DEL CAPODANNO BIZANTINO

Il Capodanno Bizantino è organizzato dal Comune di Amalfi in collaborazione con il Comune di Atrani ed il Centro di Cultura e Storia Amalfitana. 

Nato da un'idea del medievalista amalfitano Giuseppe Gargano intorno al 1980, il Capodanno Bizantino si incentra sulla rievocazione dell'inizio dell'anno fiscale e giuridico nei territori dell'impero d'Oriente, che corrispondeva al 1° settembre, giorno nel quale entravano in carica i comites, cioè i capi della repubblica marinara di Amalfi nella sua fase aristocratica. 

Una prassi in voga dall'anno 839, nascita della repubblica autonoma, alla prima parte del X secolo, per poi essere ripresa con l'istituto dell’elezione annuale dei rappresentanti delle Università della Costa d'Amalfi nel 1266, in epoca angioina, e proseguire fino all’epoca borbonica. 

Fin dalla sua fase progettuale, la manifestazione ha coinvolto i Comuni di Amalfi e di Atrani, le uniche civitates della Repubblica Amalfitana almeno sino alla metà dell’XI secolo; teatro principale della rievocazione, la Chiesa del S. Salvatore de Birecto di Atrani, cappella palatina e sede dell'incoronazione dei duchi di Amalfi, quindi luogo di pubbliche assemblee dei sindaci delle Università. 

La prima edizione del Capodanno Bizantino si è svolta nel 1999 ed è proseguita fino ad oggi con una pausa tra il 2008 e il 2010, che ha segnato un cambio di passo e una svolta nella sua storia. Se nei primi anni, infatti, il focus della manifestazione era incentrato sui temi del diritto e della giurisprudenza, con il clou nell'assegnazione del titolo di “Duca di Amalfi – Maestro del Diritto" a nomi di spicco del mondo della giurisprudenza, tra cui Giovanni Conso e Paolo Grossi. Nel 2011 la manifestazione venne ripresa quale rievocazione storica, senza l’attribuzione di riconoscimenti. Dal 2012 si è deciso di allargare il campo alle personalità che hanno dato lustro alla storia della nazione amalfitana con l'investitura del "Magister di Civiltà Amalfitana".