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Evento, Napoli Teatro Festival Italia: il poeta Juan Carlos Mestre all’anteprima della Sezione Letteratura
20.05.2019 19:58 di Napoli Magazine

Prosegue l’anteprima della Sezione Letteratura del Napoli Teatro Festival Italia
 

IL POETA JUAN CARLOS MESTRE

in

LE STELLE A CHI LE LAVORA

 

con Silvio Perrella e Sergio Iagulli

 

Mercoledì 22 Maggio 2019 - ore 18:30
Istituto Italiano per gli Studi Filosofici
Napoli, Via Monte di Dio 14 - Palazzo Serra di Cassano 

  

Proseguono i Preludi della sezione Letteratura del Napoli Teatro Festival Italia, diretto da Ruggero Cappuccio, realizzato con il sostegno della Regione Campania e organizzato dalla Fondazione Campania dei Festival. Mercoledì 22 maggio all’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (ore 18.30), Juan Carlos Mestre, poeta e musicista, tra le voci più interessanti del panorama della poesia spagnola contemporanea, sarà protagonista dell’incontro “Le stelle a chi le lavora” e interpreterà i suoi versi accompagnandosi con l’immancabile suono della sua fisarmonica.

I Preludi sono un’anteprima a “Se”, il programma dedicato alla poesia curato da Silvio Perrella, che si svolgerà a giugno nell’ambito del Napoli Teatro Festival Italia nel Chiostro di Santa Caterina al Formiello, presso Made in Cloister (dal 20 al 26 giugno). L’anteprima prevede un ciclo di appuntamenti da aprile a giugno con ospiti internazionali, in collaborazione con la Casa della Poesia di Baronissi e l'Istituto Italiano degli studi Filosofici. 

Dopo gli incontri con la poetessa cinese-inuit americana Genny Lim e i poeti sloveni Josip Osti e Marko Kravos, Juan Carlos Mestre offrirà al pubblico il reading tratto da "Le stelle a chi le lavora" (Multimedia Edizioni), un viaggio cronologico nella sua produzione. Cantastorie visionario, artista in grado di intercettare simultaneamente la ruvida materialità del mondo e la sua dimensione invisibile, Mestre riesce a creare immagini nelle quali realtà e invenzione si intrecciano in atmosfere incantate.  

Bisogna restituire alle parole il loro significato, secondo Mestre, la poesia è un atto di disobbedienza, un'ultima possibilità di parola della coscienza civile. 

La sua opera realizza un punto di svolta, un’apertura delle tradizioni spagnole in un dialogo permanente e critico con le poetiche dell’avanguardia. La poesia di Juan Carlos Mestre è di una potenza inusuale, tanto nel suo carattere espressivo, quanto nella sua capacità di riunire e moltiplicare un tessuto simbolico e immaginario. 

 

ASSEMBLEA/Cari compagni carpentieri ed ebanisti,/vi porto il saluto solidale dei metafisici./Anche per noi la situazione è diventata insostenibile,/i soci rifiutano di continuare a pagare le quote./A partire da questo momento la lirica non esiste,/con il vostro permesso la poesia/ha deciso di dare per concluse le sue funzioni questo inverno./Non prendetela a male,/ma vorremmo ancora chiedervi una cosa,/miei vecchi compagni amici degli alberi/ricordatevi di noi quando canterete L’Internazionale. (J.C. Mestre)

 

 

Breve biografia

JUAN CARLOS MESTRE 

Poeta e artista visuale, è nato nel 1957 a Villafranca del Bierzo (Spagna). Davanti al miraggio dell’autore, “la poesia apre le sue porte affinché fantasmi e voci tornino vivi dalla catastrofe civile al luogo da cui furono espulsi (…). Questa poesia oscilla tra le più strazianti incarnazioni del profetico e la discontinuità della prosa del mondo; tra lo splendore del mito e la narrativa erratica dei successi immaginari oltre il crudele stupore dell’esperienza”, secondo le parole di Javier Bello.

È autore di “Siete poemas escritos junto a la lluvia” (1982); “La visita de Safo” (1983); “Antífona del otoño en el Valle del Bierzo” (Premio Adonáis, 1985; ripubblicato nel 2003 con un cd nel quale l’autore recita le sue poesie accompagnato da Amancio Prada e altri amici musicisti); “Las páginas del fuego” (1987); “La poesía ha caído en desgracia” (Premio Jaime Gil de Biedma, 1992); “La tumba de Keats” (Premio Jaén de Poesía, 1999, scritto durante un suo soggiorno a Roma); “El Universo está en la noche” (2006, singolare opera nella quale ricrea miti e leggende mesoamericani); “La casa roja” (2008, Premio Nacional de Poesía 2009); “La visita de Safo y otros poemas para despedir a Lennon” (2011, nella quale rivisita e amplia una sua opera giovanile); e infine “La bicicleta del panadero” (2012, Premio de la Crítica de poesía castellana). Una selezione di sue poesie è stata raccolta nel volume “Las estrellas para quien las trabaja” (2007) pubblicato in Italia (cura e traduzioni di Raffaella Marzano e Guadalupe Grande) da Multimedia Edizioni.  

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