Cultura & Gossip
INFO - Agenda settimanale degli spettacoli dal 26 gennaio al 1° febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano
23.01.2026 14:08 di Napoli Magazine
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Di seguito l'genda settimanale degli spettacoli dal 26 gennaio al 1° febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0823799612
Martedì 27 e mercoledì 28 gennaio, ore 21.00
 
Gli Ipocriti Melina Balsamo
presenta
 
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in
 
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
 
con
Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, 
Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
 
scena Luigi Ferrigno, 
Sara Palmieri
costumi Viviana Crosato, 
Antonietta Rendina
musiche Mario Autore
 
regia Domenico Pinelli
 
Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)
Checchina, Filumena Elena Starace
Teresa Murri, Anna Iodice
Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano
Luigi Strada, Mario Autore
Dottor Croce, Luigi Leone
Michele Murri, Domenico Pinelli
Evelina Altamura, Lucienne Perreca
Ettore De Stefano, Antonio Mirabella
Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano
Olga, Simona Pipolo
Saveria Gallucci, Laura Pagliara
Attilio Gallucci, Vittorio Passaro
 
 
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia. Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo. In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si! Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.
 
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
 
 
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia. La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
 
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
 
 
Eppure, continua:
 
 
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
 
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo. Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda". Domenico Pinelli.
 
 
Teatro Ricciardi di Capua
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0823963874
Mercoledì 28 gennaio, ore 20.30
 
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 0823885096 - 3333782429
Giovedì 29 gennaio, ore 20.45
 
Teatro Barone di Melito di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0813418905, 3278654469
Venerdì 30 e sabato 31 gennaio, ore 20.45
 
Biagio Izzo in
 
Finchè giudice non ci separi
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
 
con Adriano Falivene, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale
 
e la partecipazione straordinaria di Augusto Fornari
 
scene Massimo Comune, disegno luci Luigi Raia
costumi Federica Calabrese, musiche Gruppo SMP
 
regia Augusto Fornari
 
produzione A.G. Spettacoli
 
Mauro, Paolo, Roberto e Massimo sono quattro amici, tutti separati. Massimo, libraio antiquario, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.
 
 
Teatro Italia di Acerra
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 08118280134, 3333155417
Mercoledì 28 gennaio, ore 20.45
 
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0818030270, 3292180679
Giovedì 29 gennaio, ore 20.45
 
Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0815158061
Venerdì 30 gennaio, ore 20.45
 
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0815127683, 0818231622
Sabato 31 gennaio, ore 20.45
 
Peppe Iodice in
 
Ho visto Maradona!
di Peppe Iodice, Francesco Burzo e Marco Critelli
 
con Salvatore Catanese
 
scene Livio Sessa, costumi Rosy Orso
 
regia Francesco Mastandrea
 
una produzione Claudio Malfi
 
Cosa accadrebbe se Peppe Iodice per un giorno si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe Peppe di ritorno dal luogo dove ci sono tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere? Questo è l’incipit del nuovo spettacolo, grazie ad una serie di incontri soprannaturali, uno su tutti quello con il piede oro, patrono laico della città di Napoli, Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito, scoperto, tutti gli incontri che ha fatto e che gli hanno aperto finalmente gli occhi. Un gioco narrativo che permette al comico napoletano di essere ancora più libero, sincero, autentico, un meccanismo che innesca il talento di Iodice con una visione del mondo priva di ogni freno e convenzione.
Intorno a lui gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati che si erano riuniti per l’ultimo saluto e che invece si trovano di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fans.
 
 
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0814976267 
Venerdì 30, ore 21.00, e sabato 31 gennaio, ore 19.00
 
Modo Minore
di Enzo Moscato
 
con Lalla Esposito
 
progetto, arrangiamenti e direzione musicale Pasquale Scialò
 
musicisti
Paolo Cimmino, Antonio Colica, Antonio Pepe, Claudio Romano
 
foto di scena Pino Miraglia
 
produzione Compagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo
 
Per la quarta edizione di We Love Enzo, rassegna dedicata al genio teatrale di Enzo Moscato, va in scena Modo Minore, che vede protagonista il talento poliedrico di Lalla Esposito, guidata dal Maestro Pasquale Scialò, ideatore del progetto e responsabile della direzione musicale, accompagnata da un raffinato ensemble composto da Claudio Romano chitarre e mandolino, Antonio Colica al violino, Antonio Pepe al contrabbasso e Paolo Cimmino alle percussioni. Lo spettacolo indaga il rapporto tra teatro e canzone. Scritto da Enzo Moscato, attraversa il repertorio musicale napoletano e internazionale degli ultimi decenni del Novecento. Le canzoni, arrangiate per un organico strumentale da camera, spaziano da Carosone a Tenco, da Dalida a Pino Mauro, passando per gemme dimenticate come Serenata arraggiata e Mandolino d’’o Texas. In questo viaggio tra i vicoli di Napoli e le atmosfere dei night club, Lalla Esposito, con la sua voce capace di unire leggerezza e intensità, dà vita a un racconto in musica intriso di memorie e emozioni.  «Non è stato facile per me entrare nella poesia musicale di Enzo Moscato fatta di piccolissimi segni, congiunzioni enormi come la sua anima, ma ancora una volta mi è venuto in soccorso il suo modo “minore”, dove il suo minimalismo sottraente, nel raccontare piccole storie apparenti, diventa carne viva e pulsante nell’affrontare anche la canzone» commenta l’artista. Pasquale Scialò, storico sodale di Moscato, aggiunge: «In questo incessante navigare, tra memoria episodica e continui stimoli dalle reti digitali, si delinea un bricolage sonoro da cui affiorano piccole perle dimenticate: da Serenata arraggiata di Mallozzi-Colosimo del 1958 a ‘O bar ‘e ll’università di Annona-Di Domenico del 1971, fino a un paradossale Mandolino d’’o Texas, in bilico tra creatività e luoghi comuni di Napoli».

 

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23/01/2026 - 14:08

Di seguito l'genda settimanale degli spettacoli dal 26 gennaio al 1° febbraio in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano.

Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0823799612
Martedì 27 e mercoledì 28 gennaio, ore 21.00
 
Gli Ipocriti Melina Balsamo
presenta
 
Mario Autore, Anna Iodice, Domenico Pinelli in
 
Ditegli sempre di sì
di Eduardo De Filippo
 
con
Gianluca Cangiano, Mario Cangiano, Luigi Leone, Antonio Mirabella, Laura Pagliara, 
Vittorio Passaro, Lucienne Perreca, Simona Pipolo, Elena Starace
 
scena Luigi Ferrigno, 
Sara Palmieri
costumi Viviana Crosato, 
Antonietta Rendina
musiche Mario Autore
 
regia Domenico Pinelli
 
Personaggi e interpreti (in ordine d’apparizione)
Checchina, Filumena Elena Starace
Teresa Murri, Anna Iodice
Don Giovanni Altamura, Mario Cangiano
Luigi Strada, Mario Autore
Dottor Croce, Luigi Leone
Michele Murri, Domenico Pinelli
Evelina Altamura, Lucienne Perreca
Ettore De Stefano, Antonio Mirabella
Vincenzo Gallucci, Gianluca Cangiano
Olga, Simona Pipolo
Saveria Gallucci, Laura Pagliara
Attilio Gallucci, Vittorio Passaro
 
 
Ricorrendo (nel 2024) il quarantesimo anniversario dalla scomparsa di Eduardo De Filippo, tra le moltitudini di artisti anch’io ho pensato di omaggiare in qualche modo quest’uomo che, seppure io non abbia mai conosciuto anche solo per motivi anagrafici, ha giocato un ruolo fondamentale nella mia formazione prima, nella mia esistenza poi.
Nasce così l’idea di mettere in scena Ditegli sempre di sì, una commedia divertentissima, retta da un meccanismo comico perfetto, nonché pregna di spunti riflessivi riguardo una materia estremamente affascinante che Eduardo, per certi aspetti epigono di Pirandello, studiò sicuramente bene: la pazzia. Se nello spazio interposto tra un’idea e la realizzazione di essa ci sta un oceano, tra quella stessa idea e la costruzione di un vero e proprio progetto su di essa, se non un oceano, ci sta comunque un mare. In primis devo ringraziare Tommaso De Filippo che ha creduto in me e nei miei compagni di viaggio, sposando immediatamente il progetto e dandomi l’occasione di lavorare su questo meraviglioso testo. In seguito a questa risposta che definirei “felice”, il passo seguente è consistito nel rendersi conto che senza una produzione – anche piccola – alle spalle, i costi di allestimento e le spese varie avrebbero di sicuro reso vano anche il primo passo. Ecco l’inciampo. Ci sono momenti, però, in cui una mano ti viene tesa e tu non puoi fare a meno di accettarla senza capire né come né perché – guai a chiederselo, penso io! – ritrovandoti una produzione come Gli Ipocriti Melina Balsamo che crede nella tua idea e decide di scommettere su una compagnia di attori giovani, diretti da un giovane attore alla sua prima vera esperienza da regista, che si propone di mettere su uno spettacolo tanto importante in una versione nuova e ambiziosa – seppure legata indissolubilmente alla tradizione – e portarlo in giro nei grandi teatri d’Italia: se non è già questa una follia … ditegli sempre di si! Abbiamo recitato per ventotto serate accompagnati da applausi calorosi, belle risate e anche qualche lacrima. Quest’anno le date sono triplicate e siamo pronti a raccogliere i frutti di ciò che abbiamo seminato, seminando ancora – naturalmente – con cura e tanto amore.
 
“Il pazzo è un sognatore da sveglio” Immanuel Kant.
 
 
Eduardo scrive Ditegli sempre di sì (titolo originale “Chill’è pazzo!”) nel 1927 per la compagnia del fratellastro Vincenzo Scarpetta. Solo nel 1932 il drammaturgo, in occasione della nuova messa in scena affiancato dai fratelli, decide di modificare il testo riducendo il numero dei personaggi e rivedendo l’intreccio della storia. La pazzia che assume il ruolo centrale in questa vicenda costituisce uno dei topoi più efficaci della letteratura, come del teatro in funzione anche, e soprattutto, di espediente sia comico che tragico. In Ditegli sempre di sì la pazzia è il vero motore comico. Lo stesso autore, nel prologo della versione televisiva registrata nel 1962, esordisce così:
 
Eccomi a voi. Non c’è filosofia nella farsa che recito stasera,
ma un personaggio della vita vera,
un tal dei tali affetto da follia […]
 
 
Eppure, continua:
 
 
[…] Allora è un dramma, mi direte voi, io vi rispondo “è una tragedia nera,
ma non è nostra”. E la tragedia vera diventa farsa se non tocca a noi. […]
Divertitevi dunque, riflettendo che ognuno può trovarselo davanti
un vero matto, e accade a tutti quanti di
commuoversi e ridere piangendo […]
 
È quasi come se Eduardo invitasse, ora, gli spettatori ad una maggiore attenzione, a compiere quello stesso sforzo che poco prima aveva spacciato per superfluo. È chiaro, altresì, il riferimento a quell’aspetto della realtà codificato dal suo maestro, Pirandello: L’umorismo. D’altronde, qui a parlare è pur sempre Eduardo. Da questo punto parte l’idea di messa in scena: l’obiettivo è andare oltre. Trasformare questa “farsa” in vero e proprio “dramma”. Il punto di partenze è lo stimolo che Eduardo invia: prestare una maggiore attenzione al testo, ai personaggi, agli accadimenti; il punto di arrivo è la restituzione di una forma più complessa, articolata e cosciente del dramma attraverso lo studio approfondito della condizione umana di tutti i personaggi – meglio ancora se “persone” – attori di questa vicenda". Domenico Pinelli.
 
 
Teatro Ricciardi di Capua
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0823963874
Mercoledì 28 gennaio, ore 20.30
 
Teatro Auditorium Tommasiello di Teano
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 0823885096 - 3333782429
Giovedì 29 gennaio, ore 20.45
 
Teatro Barone di Melito di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0813418905, 3278654469
Venerdì 30 e sabato 31 gennaio, ore 20.45
 
Biagio Izzo in
 
Finchè giudice non ci separi
di Augusto Fornari, Toni Fornari, Andrea Maia, Vincenzo Sinopoli
 
con Adriano Falivene, Carla Ferraro, Roberto Giordano, Adele Vitale
 
e la partecipazione straordinaria di Augusto Fornari
 
scene Massimo Comune, disegno luci Luigi Raia
costumi Federica Calabrese, musiche Gruppo SMP
 
regia Augusto Fornari
 
produzione A.G. Spettacoli
 
Mauro, Paolo, Roberto e Massimo sono quattro amici, tutti separati. Massimo, libraio antiquario, è fresco di separazione e ha appena tentato il togliersi la vita. Il giudice gli ha levato tutto: la casa, la figlia e lo ha costretto a versare un cospicuo assegno mensile alla moglie. Con quello che resta del suo stipendio gli amici gli hanno trovato uno squallido appartamento, 35 mq. Massimo è disperato e i tre amici gli stanno vicino per rincuorarlo e controllare che non riprovi a mettere in atto l’insensato gesto. Ognuno dà consigli su come affrontare la separazione, questa nuova situazione e come ritornare a vivere una vita normale. Proprio quando i tre sembrano essere riusciti a riportare alla ragione il loro amico, un’avvenente vicina di casa suona alla porta. All’apparire dell’affascinante donna, gli amici hanno un guizzo. Ma la sorpresa sarà grande quando i 4 amici scopriranno chi è la donna misteriosa.
 
 
Teatro Italia di Acerra
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 08118280134, 3333155417
Mercoledì 28 gennaio, ore 20.45
 
Teatro Magic Vision di Casalnuovo
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0818030270, 3292180679
Giovedì 29 gennaio, ore 20.45
 
Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0815158061
Venerdì 30 gennaio, ore 20.45
 
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0815127683, 0818231622
Sabato 31 gennaio, ore 20.45
 
Peppe Iodice in
 
Ho visto Maradona!
di Peppe Iodice, Francesco Burzo e Marco Critelli
 
con Salvatore Catanese
 
scene Livio Sessa, costumi Rosy Orso
 
regia Francesco Mastandrea
 
una produzione Claudio Malfi
 
Cosa accadrebbe se Peppe Iodice per un giorno si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe Peppe di ritorno dal luogo dove ci sono tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere? Questo è l’incipit del nuovo spettacolo, grazie ad una serie di incontri soprannaturali, uno su tutti quello con il piede oro, patrono laico della città di Napoli, Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito, scoperto, tutti gli incontri che ha fatto e che gli hanno aperto finalmente gli occhi. Un gioco narrativo che permette al comico napoletano di essere ancora più libero, sincero, autentico, un meccanismo che innesca il talento di Iodice con una visione del mondo priva di ogni freno e convenzione.
Intorno a lui gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati che si erano riuniti per l’ultimo saluto e che invece si trovano di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fans.
 
 
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano 
Info 0814976267 
Venerdì 30, ore 21.00, e sabato 31 gennaio, ore 19.00
 
Modo Minore
di Enzo Moscato
 
con Lalla Esposito
 
progetto, arrangiamenti e direzione musicale Pasquale Scialò
 
musicisti
Paolo Cimmino, Antonio Colica, Antonio Pepe, Claudio Romano
 
foto di scena Pino Miraglia
 
produzione Compagnia Teatrale Enzo Moscato/Casa del Contemporaneo
 
Per la quarta edizione di We Love Enzo, rassegna dedicata al genio teatrale di Enzo Moscato, va in scena Modo Minore, che vede protagonista il talento poliedrico di Lalla Esposito, guidata dal Maestro Pasquale Scialò, ideatore del progetto e responsabile della direzione musicale, accompagnata da un raffinato ensemble composto da Claudio Romano chitarre e mandolino, Antonio Colica al violino, Antonio Pepe al contrabbasso e Paolo Cimmino alle percussioni. Lo spettacolo indaga il rapporto tra teatro e canzone. Scritto da Enzo Moscato, attraversa il repertorio musicale napoletano e internazionale degli ultimi decenni del Novecento. Le canzoni, arrangiate per un organico strumentale da camera, spaziano da Carosone a Tenco, da Dalida a Pino Mauro, passando per gemme dimenticate come Serenata arraggiata e Mandolino d’’o Texas. In questo viaggio tra i vicoli di Napoli e le atmosfere dei night club, Lalla Esposito, con la sua voce capace di unire leggerezza e intensità, dà vita a un racconto in musica intriso di memorie e emozioni.  «Non è stato facile per me entrare nella poesia musicale di Enzo Moscato fatta di piccolissimi segni, congiunzioni enormi come la sua anima, ma ancora una volta mi è venuto in soccorso il suo modo “minore”, dove il suo minimalismo sottraente, nel raccontare piccole storie apparenti, diventa carne viva e pulsante nell’affrontare anche la canzone» commenta l’artista. Pasquale Scialò, storico sodale di Moscato, aggiunge: «In questo incessante navigare, tra memoria episodica e continui stimoli dalle reti digitali, si delinea un bricolage sonoro da cui affiorano piccole perle dimenticate: da Serenata arraggiata di Mallozzi-Colosimo del 1958 a ‘O bar ‘e ll’università di Annona-Di Domenico del 1971, fino a un paradossale Mandolino d’’o Texas, in bilico tra creatività e luoghi comuni di Napoli».