Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818919620, 3478572222
Da mercoledì 7 a venerdì 9 gennaio, ore 20.45
Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815158061
Sabato 10 gennaio, ore 20.45
Teatro Minerva di Boscoreale
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 3396643227 - 3392401209 - 3381890767
Domenica 11 gennaio, ore 18.15
Francesco Procopio e Stefano Sarcinelli in
Grisù, Giuseppe e Maria
di Gianni Clementi
con Loredana Piedimonte
e Giosiano Felago, Carmen Landolfi
scene Alessandro Chiti, costumi Melissa De Vincenzo
regia Pierluigi Iorio
produzione I due della città del sole
Siamo negli anni Cinquanta, la guerra ha lasciato paura e miseria, ma è forte il desiderio di ricominciare a vivere. Il “boom economico” fa da contraltare all’analfabetismo e al fenomeno dell’emigrazione, ancora considerevolmente presente; la trasformazione strutturale dell’Italia corre molto più veloce del suo sviluppo culturale e sociale.
L’azione si svolge a Pozzuoli, provincia italiana pregna di quella cultura popolare tipica del mondo contadino, fatta di “scarpe doppie e cervello fino” e ruota attorno a Don Ciro, il parroco del paese che, tra confessioni sacramentate e non, è testimone involontario di una complicata vicenda che vede coinvolte due sorelle (Rosa, sposata con Antonio, emigrato all’estero, e Filomena, zitella) e il farmacista del paese.
A fare da sfondo un tragico fatto di cronaca: il disastro di Marcinelle, la miniera belga nella quale, l’otto agosto del ’56, per un incendio, persero la vita 262 persone, tra cui 136 immigrati italiani.
Note di regia
Grisù, Giuseppe e Maria è una divertentissima commedia di Gianni Clementi; un dichiarato omaggio alla drammaturgia partenopea il cui risultato è, a mio avviso, sorprendente.
La vitalità della storia è continuamente alimentata dal rapporto conflittuale che Don Ciro ha con Vincenzo, il suo sagrestano, avanti con gli anni e menomato (ha una mano di legno che copre con un guanto), la cui comicità, che oserei definire sfacciata, fa il paio con quella involontaria del parroco che s’immola, con “carità cristiana”, quale vittima di situazioni decisamente esilaranti.
Sono convinto che a teatro non ci si debba mai annoiare, per cui la messa in scena di questo spettacolo vive di ritmo gioioso e dialoghi serrati, garantendo sane e belle risate. Nel contempo, accende un focus sull’emigrazione e sulle misere condizioni alle quali erano costretti i nostri nonni per regalare un futuro migliore alle proprie famiglie (tema ancora tristemente attuale).
Questo nostro lavoro propone anche una riflessione sull’attuale perdita di alcuni valori, quei “sani principi” (a cominciare dall’educazione che s’impartiva ai ragazzi) che rappresentavano l’asse portante della vita sociale.
Teatro Verdi di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089662141
Da giovedì 8 a domenica 11 gennaio
(giovedì, venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
Valerio Mastandrea in
Migliore
scritto e diretto da Mattia Torre
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo.
Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815127683, 0818231622
Giovedì 8 gennaio, ore 20.45
Teatro Partenio di Avellino
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0825270961 - 3484072885
Sabato 10, ore 20.45, e domenica 11 gennaio, ore 18.00
Napoli nobilissima
due atti unici di Raffaele Viviani
Don Giacinto (1923), La musica dei ciechi (1928)
con
Don Giacinto
Daniele Galasso, Geppy Gleijeses , Massimiliano Rossi, Antonio Mattiello,
Chiara Baffi, Salvatore Felaco, Giuseppe Gaudino, Lorenzo Gleijeses,
Demi Licata, Giulia Turco, Maria Vittoria Grieco, Valentina Merlo
La musica dei ciechi
Geppy Gleijeses, Daniele Galasso, Fabiano Pappalardo, Guido Esposito,
Antonio Mattiello, Massimiliano Rossi, Giuseppe Gaudino, Lorenzo Gleijeses,
Chiara Baffi, Demi Licata, Maria Vittoria Grieco, Giulia Turco, Valentina Merlo
costumi Chiara Donato
scene Roberto Crea
direzione tecnica e light designer Francesco Grieco
aiuto regia Roberto Ingenito
regia Geppy Gleijeses
produzione Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Dear Friends
Raffaele Viviani è, con Eduardo De Filippo, il più grande autore teatrale napoletano. Ha esplorato, tranne che nell’ultimo periodo della sua attività, la strada e i suoi eroi, miserabili, povera gente, rifiuti della società (così come Eduardo, mio Maestro, penetrò i gangli più reconditi dell’animo umano).
Ma di Viviani ancora non si è esaminata fino in fondo la grandezza universale. Vicino a Bertolt Brecht, per tematiche e analisi umana (ma culturalmente lontanissimo non avendolo mai conosciuto o comunque preso a riferimento), Viviani, incredibilmente, pur non sapendo “scrivere” la musica -la fischiettava a un maestro-, e non conoscendo le sonorità di Weil e di Eisler, è a quella temperie musicale estremamente vicino, come se lui avesse scritto le musiche per Brecht, o Weil e Eisler per lui.
Ho già diretto e interpretato “Don Giacinto” nel 2000 per il Festival di Benevento (Franco Quadri scrisse una recensione intitolata “VIVIANI-GLEIJESES-MIRACOLO): è la storia agrodolce di un vecchietto dignitoso e a suo modo “nobilissimo”, bersagliato dalla dolente e variopinta umanità che lo circonda.
“La musica dei ciechi” è, a mio avviso, con “Sik Sik, l’artefice magico” il più bell’atto unico mai scritto da autore napoletano, paragonato, ma addirittura superiore a “I ciechi” di Maeterlinck, e narra la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi, guidati da un guercio, orchestrina il cui contrabbassista è Ferdinando, sposato con Nannina, che lo salvò dall’investimento di un Tram. Un pietoso ostricaro veglia sul destino dei poveri musicanti… IMMENSO…
Affronto questa meravigliosa avventura, avendo al mio fianco Lorenzo Gleijeses, mio figlio, e Chiara Baffi, una delle attrici migliori della sua generazione. E Peppe Lanzetta, artista splendido e poliedrico, vero protagonista di “Parthenope”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino (nel quale ben figurava anche Lorenzo).
Con noi altri 11 attori, anche freschi diplomati del Teatro Nazionale di Napoli, assoluta e virtuosa eccellenza del Teatro italiano, con cui mi onoro di collaborare. Le scene di Roberto Crea, i costumi di Chiara Donato, le luci di Luigi Ascione, miei abituali collaboratori ci aiuteranno ad immergerci nel mondo vivianeo. E naturalmente le musiche di Raffaele Viviani ci accompagneranno in questo viaggio nel mito del grande autore. Geppy Gleijeses
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0823799612
Giovedì 8 gennaio, ore 21.00
Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818843409
Domenica 11 gennaio, ore 18.00
Peppe Iodice in
Ho visto Maradona!
di Peppe Iodice, Francesco Burzo e Marco Critelli
con Salvatore Catanese
scene Livio Sessa
costumi Rosy Orso
regia Francesco Mastandrea
una produzione Claudio Malfi
Cosa accadrebbe se Peppe Iodice per un giorno si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe Peppe di ritorno dal luogo dove ci sono tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere?
Questo è l’incipit del nuovo spettacolo, grazie ad una serie di incontri soprannaturali, uno su tutti quello con il piede oro, patrono laico della città di Napoli, Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito, scoperto, tutti gli incontri che ha fatto e che gli hanno aperto finalmente gli occhi.
Un gioco narrativo che permette al comico napoletano di essere ancora più libero, sincero, autentico, un meccanismo che innesca il talento di Iodice con una visione del mondo priva di ogni freno e convenzione.
Intorno a lui gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati che si erano riuniti per l’ultimo saluto e che invece si trovano di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fans.
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0814976267
Venerdì 9 gennaio, ore 19.00
nell’ambito di “Storie dell’Arte”
ciclo di incontri a teatro sull’arte contemporanea cura di Eduardo Cicelyn
Comm’è bella ‘a muntagna.
Quando l’opera di Paladino cambiò Piazza del Plebiscito
Trent’anni fa l’installazione nella piazza più grande e simbolica di Napoli di una grande opera di Mimmo Paladino creò scalpore in città e in tutto il mondo. Paladino all’epoca già artista celebrato nei musei internazionali conquistò in quei giorni una nuova fama imprevista. La Montagna di Sale fu l’epicentro di tante vicende: dal furto del sale, alle scalate dei bambini del quartiere, agli inseguimenti tra guardie e ladri. L’opera d’arte divenne romanzo popolare.
Teatro delle Arti di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089221807
Sabato 10, ore 20.45, e domenica 11 gennaio, ore 18.00
Romeo + Giulietta
uno spettacolo di Antonello Ronga
con
Alessandro Amatrudo, Giuseppe Catalano, Giuseppe Citarella, Gianni D’Amato,
Nadia D’Amico, Teresa Di Florio, Emanuele di Simone, Andrea Mauro,
Alessandro Musto, Aurora Renata Ronga, e Peter Zobel.
costumi Fiorella Iaccio, disegno scenico Antonello Ronga
immagini Marcello De Martino, luci e audio a cura di GFM Service
direzione di scena Francesco Maria Sommaripa
direzione palco Francesca Canale.
una produzione Compagnia dell’Arte
Romeo + Giulietta è una trasposizione post-moderna del celebre dramma di William Shakespeare, ispirata all’omonimo film del 1996. La storia delle due famiglie rivali, i Montecchi e i Capuleti, è ambientata in un contesto contemporaneo di magnati industriali in guerra, trasportando la tragica vicenda dei due amanti in un mondo di potere e conflitti.
La trama, pur mantenendo la struttura originale del dramma, si arricchisce di una lettura moderna e dinamica. Romeo, un giovane appartenente alla famiglia dei Montecchi, si intrufola a una festa dei Capuleti, dove incontra e si innamora di Giulietta, figlia dei suoi nemici.
Nonostante la loro relazione segreta e proibita, i due decidono di sposarsi con l’aiuto di frate Lorenzo, sperando di unire le due famiglie. Tuttavia, eventi tragici e fraintendimenti, tra cui la morte di Mercuzio e Tebaldo, porteranno Romeo all’esilio e alla morte, mentre Giulietta, svegliandosi troppo tardi, cercherà di impedire il suicidio del suo amato, decidendo infine di seguirlo nella morte.
Romeo + Giulietta non è solo una riflessione sulla tragedia degli amanti, ma un grido contro le divisioni, l’odio e i conflitti che ancora oggi segnano le nostre società. Un’opera che riesce a parlare al pubblico moderno con un linguaggio coinvolgente e una scenografia mozzafiato.
Una straordinaria occasione di vivere una delle storie d’amore più potenti di tutti i tempi in una versione completamente nuova e affascinante.
di Napoli Magazine
02/01/2026 - 22:38
Teatro Lendi di Sant’Arpino (CE)
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818919620, 3478572222
Da mercoledì 7 a venerdì 9 gennaio, ore 20.45
Auditorium Teatro S. Alfonso Maria de Liguori di Pagani
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815158061
Sabato 10 gennaio, ore 20.45
Teatro Minerva di Boscoreale
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 3396643227 - 3392401209 - 3381890767
Domenica 11 gennaio, ore 18.15
Francesco Procopio e Stefano Sarcinelli in
Grisù, Giuseppe e Maria
di Gianni Clementi
con Loredana Piedimonte
e Giosiano Felago, Carmen Landolfi
scene Alessandro Chiti, costumi Melissa De Vincenzo
regia Pierluigi Iorio
produzione I due della città del sole
Siamo negli anni Cinquanta, la guerra ha lasciato paura e miseria, ma è forte il desiderio di ricominciare a vivere. Il “boom economico” fa da contraltare all’analfabetismo e al fenomeno dell’emigrazione, ancora considerevolmente presente; la trasformazione strutturale dell’Italia corre molto più veloce del suo sviluppo culturale e sociale.
L’azione si svolge a Pozzuoli, provincia italiana pregna di quella cultura popolare tipica del mondo contadino, fatta di “scarpe doppie e cervello fino” e ruota attorno a Don Ciro, il parroco del paese che, tra confessioni sacramentate e non, è testimone involontario di una complicata vicenda che vede coinvolte due sorelle (Rosa, sposata con Antonio, emigrato all’estero, e Filomena, zitella) e il farmacista del paese.
A fare da sfondo un tragico fatto di cronaca: il disastro di Marcinelle, la miniera belga nella quale, l’otto agosto del ’56, per un incendio, persero la vita 262 persone, tra cui 136 immigrati italiani.
Note di regia
Grisù, Giuseppe e Maria è una divertentissima commedia di Gianni Clementi; un dichiarato omaggio alla drammaturgia partenopea il cui risultato è, a mio avviso, sorprendente.
La vitalità della storia è continuamente alimentata dal rapporto conflittuale che Don Ciro ha con Vincenzo, il suo sagrestano, avanti con gli anni e menomato (ha una mano di legno che copre con un guanto), la cui comicità, che oserei definire sfacciata, fa il paio con quella involontaria del parroco che s’immola, con “carità cristiana”, quale vittima di situazioni decisamente esilaranti.
Sono convinto che a teatro non ci si debba mai annoiare, per cui la messa in scena di questo spettacolo vive di ritmo gioioso e dialoghi serrati, garantendo sane e belle risate. Nel contempo, accende un focus sull’emigrazione e sulle misere condizioni alle quali erano costretti i nostri nonni per regalare un futuro migliore alle proprie famiglie (tema ancora tristemente attuale).
Questo nostro lavoro propone anche una riflessione sull’attuale perdita di alcuni valori, quei “sani principi” (a cominciare dall’educazione che s’impartiva ai ragazzi) che rappresentavano l’asse portante della vita sociale.
Teatro Verdi di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089662141
Da giovedì 8 a domenica 11 gennaio
(giovedì, venerdì e sabato ore 21.00, domenica ore 18.00)
Valerio Mastandrea in
Migliore
scritto e diretto da Mattia Torre
produzione Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
Migliore è la storia comica e terribile di Alfredo Beaumont, un uomo normale che in seguito a un incidente (di cui è causa, di cui sente la responsabilità e per cui sarà assolto) entra in una crisi profonda e diventa un uomo cattivo.
Improvvisamente, la società gli apre tutte le porte: Alfredo cresce professionalmente, le donne lo desiderano, guarisce dai suoi mali e dalle sue paure. Migliore è una storia sui nostri tempi, sulle persone che costruiscono il loro successo sulla spregiudicatezza, il cinismo, il disprezzo per gli altri. E sul paradosso dei disprezzati, che di fronte a queste persone chinano la testa e - affascinati - li lasciano passare.
Teatro Umberto di Nola
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0815127683, 0818231622
Giovedì 8 gennaio, ore 20.45
Teatro Partenio di Avellino
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0825270961 - 3484072885
Sabato 10, ore 20.45, e domenica 11 gennaio, ore 18.00
Napoli nobilissima
due atti unici di Raffaele Viviani
Don Giacinto (1923), La musica dei ciechi (1928)
con
Don Giacinto
Daniele Galasso, Geppy Gleijeses , Massimiliano Rossi, Antonio Mattiello,
Chiara Baffi, Salvatore Felaco, Giuseppe Gaudino, Lorenzo Gleijeses,
Demi Licata, Giulia Turco, Maria Vittoria Grieco, Valentina Merlo
La musica dei ciechi
Geppy Gleijeses, Daniele Galasso, Fabiano Pappalardo, Guido Esposito,
Antonio Mattiello, Massimiliano Rossi, Giuseppe Gaudino, Lorenzo Gleijeses,
Chiara Baffi, Demi Licata, Maria Vittoria Grieco, Giulia Turco, Valentina Merlo
costumi Chiara Donato
scene Roberto Crea
direzione tecnica e light designer Francesco Grieco
aiuto regia Roberto Ingenito
regia Geppy Gleijeses
produzione Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Dear Friends
Raffaele Viviani è, con Eduardo De Filippo, il più grande autore teatrale napoletano. Ha esplorato, tranne che nell’ultimo periodo della sua attività, la strada e i suoi eroi, miserabili, povera gente, rifiuti della società (così come Eduardo, mio Maestro, penetrò i gangli più reconditi dell’animo umano).
Ma di Viviani ancora non si è esaminata fino in fondo la grandezza universale. Vicino a Bertolt Brecht, per tematiche e analisi umana (ma culturalmente lontanissimo non avendolo mai conosciuto o comunque preso a riferimento), Viviani, incredibilmente, pur non sapendo “scrivere” la musica -la fischiettava a un maestro-, e non conoscendo le sonorità di Weil e di Eisler, è a quella temperie musicale estremamente vicino, come se lui avesse scritto le musiche per Brecht, o Weil e Eisler per lui.
Ho già diretto e interpretato “Don Giacinto” nel 2000 per il Festival di Benevento (Franco Quadri scrisse una recensione intitolata “VIVIANI-GLEIJESES-MIRACOLO): è la storia agrodolce di un vecchietto dignitoso e a suo modo “nobilissimo”, bersagliato dalla dolente e variopinta umanità che lo circonda.
“La musica dei ciechi” è, a mio avviso, con “Sik Sik, l’artefice magico” il più bell’atto unico mai scritto da autore napoletano, paragonato, ma addirittura superiore a “I ciechi” di Maeterlinck, e narra la vicenda di un’orchestrina ambulante di ciechi, guidati da un guercio, orchestrina il cui contrabbassista è Ferdinando, sposato con Nannina, che lo salvò dall’investimento di un Tram. Un pietoso ostricaro veglia sul destino dei poveri musicanti… IMMENSO…
Affronto questa meravigliosa avventura, avendo al mio fianco Lorenzo Gleijeses, mio figlio, e Chiara Baffi, una delle attrici migliori della sua generazione. E Peppe Lanzetta, artista splendido e poliedrico, vero protagonista di “Parthenope”, l’ultimo film di Paolo Sorrentino (nel quale ben figurava anche Lorenzo).
Con noi altri 11 attori, anche freschi diplomati del Teatro Nazionale di Napoli, assoluta e virtuosa eccellenza del Teatro italiano, con cui mi onoro di collaborare. Le scene di Roberto Crea, i costumi di Chiara Donato, le luci di Luigi Ascione, miei abituali collaboratori ci aiuteranno ad immergerci nel mondo vivianeo. E naturalmente le musiche di Raffaele Viviani ci accompagneranno in questo viaggio nel mito del grande autore. Geppy Gleijeses
Teatro Garibaldi di Santa Maria Capua Vetere
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0823799612
Giovedì 8 gennaio, ore 21.00
Teatro Gloria di Pomigliano d’Arco
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0818843409
Domenica 11 gennaio, ore 18.00
Peppe Iodice in
Ho visto Maradona!
di Peppe Iodice, Francesco Burzo e Marco Critelli
con Salvatore Catanese
scene Livio Sessa
costumi Rosy Orso
regia Francesco Mastandrea
una produzione Claudio Malfi
Cosa accadrebbe se Peppe Iodice per un giorno si trovasse a contatto con l’aldilà? Cosa racconterebbe Peppe di ritorno dal luogo dove ci sono tutte le verità che forse non vediamo, o non vogliamo vedere?
Questo è l’incipit del nuovo spettacolo, grazie ad una serie di incontri soprannaturali, uno su tutti quello con il piede oro, patrono laico della città di Napoli, Iodice ci rivela tutto ciò che ha visto, capito, scoperto, tutti gli incontri che ha fatto e che gli hanno aperto finalmente gli occhi.
Un gioco narrativo che permette al comico napoletano di essere ancora più libero, sincero, autentico, un meccanismo che innesca il talento di Iodice con una visione del mondo priva di ogni freno e convenzione.
Intorno a lui gli amici di sempre, ma anche ospiti indesiderati che si erano riuniti per l’ultimo saluto e che invece si trovano di fronte un Peppe Iodice più vivo che mai, pronto a scatenarsi e a divertire ancora una volta i suoi tantissimi fans.
Teatro Nuovo di Napoli
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
Info 0814976267
Venerdì 9 gennaio, ore 19.00
nell’ambito di “Storie dell’Arte”
ciclo di incontri a teatro sull’arte contemporanea cura di Eduardo Cicelyn
Comm’è bella ‘a muntagna.
Quando l’opera di Paladino cambiò Piazza del Plebiscito
Trent’anni fa l’installazione nella piazza più grande e simbolica di Napoli di una grande opera di Mimmo Paladino creò scalpore in città e in tutto il mondo. Paladino all’epoca già artista celebrato nei musei internazionali conquistò in quei giorni una nuova fama imprevista. La Montagna di Sale fu l’epicentro di tante vicende: dal furto del sale, alle scalate dei bambini del quartiere, agli inseguimenti tra guardie e ladri. L’opera d’arte divenne romanzo popolare.
Teatro delle Arti di Salerno
stagione teatrale 2025/2026 a cura del Teatro Pubblico Campano
info 089221807
Sabato 10, ore 20.45, e domenica 11 gennaio, ore 18.00
Romeo + Giulietta
uno spettacolo di Antonello Ronga
con
Alessandro Amatrudo, Giuseppe Catalano, Giuseppe Citarella, Gianni D’Amato,
Nadia D’Amico, Teresa Di Florio, Emanuele di Simone, Andrea Mauro,
Alessandro Musto, Aurora Renata Ronga, e Peter Zobel.
costumi Fiorella Iaccio, disegno scenico Antonello Ronga
immagini Marcello De Martino, luci e audio a cura di GFM Service
direzione di scena Francesco Maria Sommaripa
direzione palco Francesca Canale.
una produzione Compagnia dell’Arte
Romeo + Giulietta è una trasposizione post-moderna del celebre dramma di William Shakespeare, ispirata all’omonimo film del 1996. La storia delle due famiglie rivali, i Montecchi e i Capuleti, è ambientata in un contesto contemporaneo di magnati industriali in guerra, trasportando la tragica vicenda dei due amanti in un mondo di potere e conflitti.
La trama, pur mantenendo la struttura originale del dramma, si arricchisce di una lettura moderna e dinamica. Romeo, un giovane appartenente alla famiglia dei Montecchi, si intrufola a una festa dei Capuleti, dove incontra e si innamora di Giulietta, figlia dei suoi nemici.
Nonostante la loro relazione segreta e proibita, i due decidono di sposarsi con l’aiuto di frate Lorenzo, sperando di unire le due famiglie. Tuttavia, eventi tragici e fraintendimenti, tra cui la morte di Mercuzio e Tebaldo, porteranno Romeo all’esilio e alla morte, mentre Giulietta, svegliandosi troppo tardi, cercherà di impedire il suicidio del suo amato, decidendo infine di seguirlo nella morte.
Romeo + Giulietta non è solo una riflessione sulla tragedia degli amanti, ma un grido contro le divisioni, l’odio e i conflitti che ancora oggi segnano le nostre società. Un’opera che riesce a parlare al pubblico moderno con un linguaggio coinvolgente e una scenografia mozzafiato.
Una straordinaria occasione di vivere una delle storie d’amore più potenti di tutti i tempi in una versione completamente nuova e affascinante.