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CULTURA & GOSSIP
LIBRI - In libreria il romanzo ritrovato: "La signorina e l'amore" di Giovanna Mozzillo
02.12.2021 16:34 di Napoli Magazine

La storia di un amore proibito e assoluto in epoca fascista fino al trauma della guerra. Sullo sfondo, una Napoli dalla bellezza struggente. Ritorna in libreria e negli store online il romanzo “La signorina e l’amore” di Giovanna Mozzillo (Collana “Il portico”, pagine 352, € 16,90), vent’anni dopo la prima uscita, grazie a un’iniziativa di Marlin editore, casa editrice fondata da Tommaso e Sante Avagliano, con introduzione del giornalista e storico Mario Avagliano. Un testo che non si lascia dimenticare perché, al tempo stesso, testimonianza su un passato prossimo spesso accantonato e commossa riflessione sull’amore e sulla morte.

 

 «Per anni una condizionante vicenda editoriale ha sconsigliato di riproporre il romanzo che nel 2001 ottenne un discreto successo, tale da farlo considerare un piccolo classico. Adesso l’iniziativa della Marlin rappresenta una ripartenza necessaria perché chi a suo tempo l’ha apprezzato si stupisce di non trovarlo in libreria», sottolinea con soddisfazione l’editore Sante Avagliano.

 

«Da dove nasce il mio romanzo? La mia prima esigenza è stata quella di far rivivere mia zia Rosella, che tanto mi ha dato. Un’altra esigenza è stata quella di raccontare la storia della mia famiglia e dei valori che mi ha trasmesso. E poi, soprattutto, ho voluto resuscitare la realtà di allora perché, anche se non è passato nemmeno un secolo, tutto attorno a noi è cambiato come se fossero trascorsi mille anni. Inoltre, desideravo rappresentare Napoli in tutta la sua incantata bellezza», spiega l’autrice. Da qui un romanzo storico che sa parlare all’oggi: «Questo inquieto inizio di millennio pare voler voltare le spalle al passato. E invece riconoscerlo, malgrado gli orrori che annovera e proprio in virtù delle consapevolezze che se ne traggono, è indispensabile per comprendere il presente e costruire il futuro», osserva Giovanna Mozzillo.

 

Scrive Mario Avagliano nella sua introduzione: «Quando un romanzo come “La signorina e l’amore” di Giovanna Mozzillo torna in libreria dopo vent’anni, dopo aver avuto varie ristampe, vuol dire che il suo linguaggio è ancora contemporaneo e che c’è voglia da parte del pubblico dei lettori di rivederlo in circolazione. Una voglia che trova la sua origine in varie ragioni. Innanzitutto, nel fatto che narra la storia di un grande amore, proibito, clandestino, battagliato, sofferto, ma al tempo stesso tenero, esaltante, divorante: perciò irrinunciabile. E di come, sull’onda di questo amore, la protagonista, Rosella, trovi il coraggio di non piegarsi alle convenzioni dell’epoca, anzi si trasformi da fanciulla ingenua e confusa in donna forte e consapevole della propria identità, in un mondo ancora sessista. Ancor più difficile sottrarsi al fascino della vicenda quando lo scenario in cui si svolge è la Napoli incontaminata degli anni ’30».

 

Di rilievo pure la riflessione del grande scrittore Raffaele La Capria: «Nel narrare di un amore proibito ma irrinunciabile nella Napoli del fascismo e della guerra, questo romanzo sa offrirci un ritratto, dolente o ammiccante, ma sempre verissimo, dell’epoca in cui la borghesia, benché arroccata nei propri privilegi, indulgeva senza remore al sentimentalismo delle canzoni del tenore Tito Schipa. Un libro in grado di riscattare quella carenza di “narrativa borghese” che caratterizza la letteratura partenopea».

 

Il libro

 

Storia di un amore all’ennesima potenza al tempo del fascismo e della guerra. Un amore tenero, appassionato, inebriante, ma vietato dalle convenzioni dell’epoca. E perciò intessuto di laceranti attese, di ansie, di struggimenti, ma, ciò nonostante, anche di tanta, tantissima felicità. Ne sono protagonisti Leonardo, conteso tra il bisogno di tenerezza e le ambizioni professionali e mondane, e Rosella che, benché fragile e vulnerabile, trova nella fedeltà alle ragioni del cuore il coraggio di sfidare i codici di comportamento imperanti.

 

Intorno a loro, Napoli, ancora radiosa nella sua intatta bellezza, con il mare incontaminato di Posillipo, i pranzi allo scoglio di Frisio, le feste al Giardino degli Aranci, le cene nelle trattorie di Antignano, le serate al San Carlo, lo “struscio” a Toledo, i concerti in Villa Comunale. E una schiera di personaggi che tutti si sottraggono ai luoghi comuni, con il vivacissimo ritratto di una borghesia arroccata nei propri privilegi, ma ammantata nel velo del sentimentalismo, e di un popolo ancora identico solo a sé stesso nelle forme della devozione e nella calda spontaneità. 

Sullo sfondo le parate di regime, gli echi dei conflitti d’Etiopia e di Spagna, i cortei di studenti che cantano “Giovinezza”, e poi la guerra, i bombardamenti e il trauma della quotidianità sconvolta dall’emergenza.

 

Biografia

Giovanna Mozzillo vive e lavora a Napoli. Ha pubblicato: Le alghe di Posillipo (1994, II ed. 2011), Tempo di cicale (1995), Recita napoletana (1999, Premio “Naples in the World”, da cui è stato tratto il lavoro teatrale “Tempo scaduto”, diretto e rappresentato da Gea Martire), La signorina e l’amore (2001, finalista al Premio Morante 2002, II ed. 2002), Lavinia e l’angelo custode (2003), Quell’antico amore (2004), La vita come un gioco (2007, finalista al Premio Melfi 2008), Malgrado tu sia altrove (2014). È coautrice del volume collettivo La guerra e le bambine: sedici nonne raccontano (2014). In edizione Marlin i romanzi storici Ritorno in Egitto (2017) e Il canto del castrato (2019). Collabora alle pagine culturali di vari quotidiani e riviste, tra cui “Corriere del Mezzogiorno” e “Leggendaria”.

 

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