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CULTURA & GOSSIP
ONLINE - Presentazione del libro “Le Ferite”: la libreria Io Ci Sto di Napoli per i cinquant’anni di MSF
20.04.2021 19:17 di Napoli Magazine

Giovedì 22 aprile alle 18.30 il gruppo di volontari di Medici Senza Frontiere (MSF) di Napoli organizza in collaborazione con la libreria di Napoli Io Ci Sto, la presentazione online del libro “Le Ferite” (Einaudi). Un’antologia di racconti regalati da quattordici grandi scrittori e scrittrici a MSF per i suoi 50 anni di azione medico-umanitaria, il cui ricavato andrà a favore dell’organizzazione medico umanitaria.

 

Saranno ospiti dell’evento Concetta Feo, psicologa e operatrice MSF, Diego De Silva e Antonella Lattanzi, autori di due dei racconti del libro. La lettura dei racconti sarà affidata a Enzo Salomone, attore, e modererà Titti Marrone, giornalista.

 

“Per me la ferita, quella vera, è quella che non si rimargina e che graffia la dignità. È quella che lascia un conto in sospeso, quella è la ferita” dice Diego de Silva, autore del racconto “Non passa lo straniero”.

 

Antonella Lattanzi, scrittrice e sceneggiatrice, ha donato a MSF il racconto intitolato “Chiara”. “Per me la ferita vera non è la ferità in sé ma l’effetto che questa ha su di noi. Ciò che la ferita cambia e la persona in cui ci trasforma” dice l’autrice.

 

“Il libro riesce a catapultare il lettore in diverse realtà e vissuti di ferite e cicatrici umanizzando il senso di dignità che queste portano via, proprio come il nostro lavoro umanitario, che ci permette di entrare in contatto con contesti spesso differenti tra loro ma che hanno in comune la sofferenza e le sue conseguenze umane che noi proviamo a restituire. Come psicologa che cura le ferite emotive degli altri, per me queste ferite sono volti, sguardi e nomi che inevitabilmente mi porterò sempre dentro, nella mente e nel cuore” dice Concetta Feo, psicologa che lavora con MSF da sette anni. Ha svolto missioni in diversi paesi, tra cui Etiopia, Repubblica Centrafricana, Iraq, Italia e Siria, da cui è tornata da pochi mesi e dove si è occupata di assistenza alla salute mentale per i rifugiati. La Siria è il paese con la più grande popolazione di sfollati interni al mondo, oltre 6 milioni. A 10 anni dallo scoppio della guerra, 13 milioni di persone hanno bisogno di assistenza umanitaria e migliaia di persone sono state uccise o ferite e centinaia di migliaia costrette a lasciare le loro case.

 

L’incontro rientra nelle iniziative per il cinquantesimo anniversario di MSF che si svolgeranno fino a dicembre su tutto il territorio italiano, per aiutare a raccontare i “50 anni di umanità” appena trascorsi e le tante sfide ancora aperte www.msf.it/50anni.

 

La partecipazione è gratuita e l’evento si può seguire a questo link.

 

– SCHEDA LIBRO “LE FERITE” –

 

“Le Ferite”: 14 racconti per i 50 anni di Medici Senza Frontiere

 

Marco Balzano, Diego De Silva, Donatella Di Pietrantonio, Marcello Fois, Helena Janeczek, Jhumpa Lahiri, Antonella Lattanzi, Melania G. Mazzucco, Rossella Milone, Marco Missiroli, Evelina Santangelo, Domenico Starnone, Sandro Veronesi e Hamid Ziarati. Einaudi Editore, 150 pg; prezzo di copertina: 17.50 euro.

 

Tutti gli autori hanno ceduto gratuitamente i loro racconti, la curatrice Caterina Bonvicini ha rinunciato al suo compenso. Il ricavato andrà a favore di MSF.

 

“Ancora oggi, quello che facciamo è prima di tutto curare ferite, del corpo e dell’anima. Ma dietro ogni ferita c’è la gioia di ogni guarigione”

 

Dr.ssa Claudia Lodesani, presidente di MSF

 

Il libro

 

Ci sono ferite profonde e insanabili, alcune restano sulla pelle e altre vengono taciute ma rimangono impresse nell’anima. Quattordici grandi scrittori e scrittrici hanno scelto la parola “ferita”, ciascuno interpretandola a suo modo in 14 racconti regalati a Medici Senza Frontiere (MSF) per i suoi 50 anni di azione medico-umanitaria, curando le ferite degli altri in tutto il mondo.

 

C’è chi parla di migrazione: Jhumpa Lahiri affronta il tema del razzismo e racconta quanto può ferire il rifiuto, Melania G. Mazzucco mette a nudo la lontananza dei mondi dentro una stanza di ospedale, Hamid Ziarati, attraverso un incontro fra fuggitivi, ci fa capire che la migrazione e anche solitudine, Evelina Santangelo cerca una nuova prospettiva per guardare il dolore, nel Mediterraneo come in una pandemia, Helena Janeczek ci porta in una terra lacerata linguisticamente e culturalmente, Diego De Silva, sbeffeggiando i luoghi comuni sovranisti, descrive la violenza di una società cieca e Marco Missiroli decide di scomparire per lasciare il posto alle parole vere di un naufrago morto in mare. C’è chi sceglie l’infanzia come luogo della ferita originaria. Domenico Starnone s’interroga sui limiti dell’empatia di fronte alla scoperta del dolore degli altri, Sandro Veronesi riflette sulla nostra stessa capacità di ferire, per dirci che la vita insegna a convivere col male che ci è stato fatto come con quello che abbiamo fatto noi, e Marco Balzano sulle cose perdute, fra cui la nostra innocenza. A volte sono i rapporti più stretti a ferire: Marcello Fois racconta un femminicidio, Antonella Lattanzi la follia della violenza domestica attraverso un’amicizia fra adolescenti, Rossella Milone il corpo e un dispetto meschino durante una separazione, Donatella Di Pietrantonio quanto sia difficile per una figlia adulta riconoscere la libertà di sua madre senza sentirsi tradita.

 

“Non avremmo mai immaginato di festeggiare un anniversario così importante in un periodo storico così particolare, toccati anche noi, le nostre famiglie, le nostre comunità e, naturalmente, i nostri pazienti. Cinquant’anni fa un manipolo di medici e giornalisti ha intrapreso una nuova strada nell’umanitario fatta di rotture col passato e visione del futuro. Ancora oggi, quello che facciamo è prima di tutto curare ferite, del corpo e dell’anima. Ma dietro ogni ferita c’è la gioia di ogni guarigione” dichiara la dr.ssa Claudia Lodesani, presidente di MSF. “Questo bellissimo progetto di Einaudi e i racconti degli scrittori e delle scrittrici aiuteranno il pubblico a riflettere sul dolore e sul bisogno di portare aiuto, anche quando è lontano e non si vede.”

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