Anno XXI n° 9
martedì 27 febbraio 2024, ore
CULTURA & GOSSIP
PROGRAMMA - Il "Castigamatti" e musiche del ‘700 napoletano all’ex Ospedale della Pace
04.12.2023 11:14 di Napoli Magazine

Il ‘Castigamatti’ e musiche del ‘700 napoletano all’ex Ospedale della Pace

 

Il 6 e 7 dicembre alle 19.00 nella Sala del Lazzaretto

 

 

Un mini festival dedicato al Settecento napoletano il 6 e 7 dicembre nella Sala del Lazzaretto dell’ex Ospedale della Pace in via dei Tribunali 227 a Napoli. L’evento è prodotto dall’Associazione Giano Bifronte su ideazione e coordinamento di Massimiliano Sacchi.

 

Il mini festival sarà presentato dal prof Gennaro Rispoli, direttore scientifico del Museo di Arti Sanitarie che racconterà dei matti agli Incurabili e del rapporto tra medicina e musica, connubio che ha ispirato l’iniziativa.

 

Si parte mercoledì 6 dicembre alle 19.00 con Il Castigamatti, opera buffa in forma di concerto ispirata a fatti storici e ambientata nell’ospedale degli Incurabili di Napoli dove il ‘Castigamatti’ (Mastro Giorgio, figura popolare anche nell’uso lessicale partenopeo che ricorda il medico del Seicento Giorgio Cattaneo, noto per i suoi traumatici e sferzanti metodi di ‘cura’ per le malattie mentali) e la sua serva Teresa incontrano via via inquieti personaggi reclusi nel nosocomio e spesso calati nel pozzo per ridurli alla ragione. Il Castigamatti, di Massimiliano Sacchi e Giulio Fazio su libretto del poeta Francesco Forlani, con la drammaturgia di Rosario Sparno.

 

“Vogliamo mettere insieme Musica e Medicina: un connubio inscindibile, in un luogo di sofferenza ma anche di cura quale il Lazzaretto e dove i pastori malati, facenti parte del Presepe ‘scientifico’ raccontano la malattia attraverso i segni del corpo” dice il prof. Gennaro Rispoli, direttore scientifico del Museo delle Arti Sanitarie di Napoli.

 

Giovedì 7 dicembre alle 19.00 sarà la volta del Concerto di musiche del Settecento napoletano, eseguito dai Baroquebeats, ensemble di musica antica del Conservatorio S. Pietro a Majella, con Tommaso Rossi, solista al flauto dolce e traversiere.

 

Ingresso gratuito

 

Per prenotazioni: info@ilfarodippocrate.it

 

Tel. 081- 440647

 

Due giorni di musica al Lazzaretto
 
6 dicembre: Il castigamatti, opera buffa in forma di concerto
 
7 dicembre: Concerto di musiche del Settecento napoletano, eseguito dai Baroquebeats, ensemble di musica antica del Conservatorio S. Pietro a Majella, con Tommaso Rossi, solista al flauto dolce e traversiere.
 
È un vero e proprio mini-festival dedicato al Settecento napoletano quello che va in scena, con la Produzione dell'Associazione Giano Bifronte su ideazione e coordinamento di Massimiliano Sacchi, presso il complesso monumentale di S. Maria della Pace, il Lazzaretto, uno spazio restituito alla città grazie all'opera dell'Associazione Il faro di Ippocrate che ne ha fatto la sede di una mostra quanto mai attuale sulle epidemie nel corso dei secoli oltre che di un presepe del tutto unico nel suo genere: Il Presepe dei Pastori Malati, allestito nel Lazzaretto dell'Ospedale della Pace per il Natale 2023, mette in scena scogli e pastori raffiguranti individui colti dalla vita della Napoli del Settecento e scelti per i segni che la malattia aveva lasciato sui loro corpi. Le fonti storiche utilizzate per la riproduzione dei pastori sono stati i dipinti del Sei-Settecento, le cronache medico-sanitarie del XVIII secolo e la letteratura.
 
Il connubio Musica e Medicina prosegue il suo cammino nel solco della programmazione di attività realizzate nel 2023 dall'Associazione Il Faro di Ippocrate al fine di promuovere la conoscenza della cultura della Scienza in dialogo con la cultura della Musica e dell'Arte nel prolifico Settecento Napoletano animato da un spirito ancora visibile nelle strade del centro storico della città, negli antichi ospedali dei decumani e nelle sonorità partenopee. Un omaggio a Napoli e ai grandi maestri della sua antica civiltà musicale. Un inno simbolico e attualissimo al potere taumaturgico del canto e delle melodie che possono guarire dai mali della mente e del cuore. Ma - anche - una ricerca raffinata di respiro europeo nel cuore del Sei-Settecento napoletano, sulle tracce di una tradizione recuperata e rivisitata con esiti coinvolgenti e di forte impatto emotivo soprattutto per i temi modernissimi che veicola. Il Presepe dei Pastori Malati, allestito nel Lazzaretto dell'Ospedale della Pace per il Natale 2023, mette in scena scogli e pastori raffiguranti individui colti dalla vita della Napoli del Settecento e scelti per i segni che la malattia aveva lasciato sui loro corpi.
 
Le fonti storiche utilizzate per la riproduzione dei pastori sono stati i dipinti del Sei-Settecento, le cronache medico-sanitarie del XVIII secolo e la letteratura. Il connubio Musica e Medicina prosegue il suo cammino nel solco della programmazione di attività realizzate nel 2023 dall'Associazione Il Faro di Ippocrate al fine di promuovere la conoscenza della cultura della Scienza in dialogo con la cultura della Musica e dell'Arte nel prolifico Settecento Napoletano animato da un spirito ancora visibile nelle strade del centro storico della città, negli antichi ospedali dei decumani e nelle sonorità partenopee.
 
6 dicembre Il castigamatti, di Massimiliano Sacchi e Giulio Fazio su libretto del poeta Francesco Forlani, con la drammaturgia di Rosario Sparno.
 
 
In scena un protagonista del calibro di Massimiliano Foà nei panni (recitati e cantati) di Mastro Giorgio, affiancato da giovani artisti di talento (Chiara Di Girolamo, Teresa; Cristina D’Alessandro, Nina; Domenico Nappi, Don Chisciotte; Luca De Lorenzo, Socrate) e dai Baroquebeats, l'ensemble di musica antica del Conservatorio S. Pietro a Majella diretti dal Maestro Massimiliano Sacchi: i quali danno vita a una suggestiva Opera sperimentale, liberamente ispirata a fatti storici e ambientata nell’ospedale degli Incurabili di Napoli dove il “castigamatti” (Mastro Giorgio, appunto: figura popolare anche nell’uso lessicale partenopeo che ricorda il medico del Seicento Giorgio Cattaneo, noto per i suoi traumatici e sferzanti metodi di “cura” per le malattie mentali) e la sua serva Teresa incontrano via via inquieti personaggi reclusi nel nosocomio e sottoposti alla insostenibile pena del pozzo. Figure tragicomiche che rappresentano altrettante declinazioni della follia: dalla sventurata Nina pazza per amore a Don Chisciotte fino al Socrate immaginario, vecchio compagno di scuola di Mastro Giorgio. E se la lingua del testo è una complessa ma efficace ibridazione tra italiano e napoletano, francese e spagnolo, è nella ricerca musicologica legata alla partitura che emergono poi nitidamente tre omaggi espliciti a Giovanni Paisiello, per Sacchi «figura di riferimento, sia per quello che riguarda le caratteristiche del teatro musicale che proponeva, rendendolo uno degli operisti più richiesti d'Europa (oltre a Napoli, operò a Vienna, a Pietroburgo, a Parigi), esponente di un teatro che a partire da La serva padrona di Pergolesi rivoluzionò il dramma in musica, sia per quello che riguarda i temi trattati, sia ancora per la vocazione drammatica e duttile, affatto moderna, del suo linguaggio musicale». E quanto ai temi presenti nelle sue opere, spiega ancora Sacchi, «è interessante la presenza del tema della Follia, che esiste ne La Nina pazza per amore, il Don Chisciotte, il Socrate immaginario e Il mondo della luna, non a caso ispiratori dei personaggi, delle arie e dei recitativi del nostro Mastro Giorgio». Non solo. Alla base dell’idea, concepita da Sacchi mentre analizzava anche la figura di Giulio De Ficis - musicista allievo di Francesco Durante presso il Conservatorio San Pietro a Majella, che fu preso a servizio come Maestro di Cappella proprio agli Incurabili, con la precisa intenzione di usare la musica per curare i malati di nervi – anche un misconosciuto testo medico francese del 1748, il Trattato sugli effetti della musica sul corpo umano di J.L. Roger: un lavoro che – aggiunge Sacchi - «unendo lo scientismo lluminista ad una vasta e bizzarra aneddotica ancora di sapore premoderno, si presenta com un riferimento tuttora valido per molte delle idee che presenta, e non a caso è ancora oggi pubblicato in Francia». Già. Una ragione in più per auspicare che questa fiaba allegorica in musica sul Mastigophoros, ossia il portatore di frusta contro le “furie” dei picchiatelli, possa essere replicata, soprattutto tra i più giovani: per l’efficacia dei messaggi che veicola (l’ottusità insensibile della violenza, la forza maieutica trasformante dell’amore, la magia pedagogica, inclusiva e guaritrice della musica), senza facili didascalismi ma con leggerezza e profondità. Durata 60 min.
 
 
7 dicembre

Panharmonikon

La musica strumentale degli operisti napoletani del ‘700
Alessandro Scarlatti (1660-1725)
Concerto XII in do minore per flauto, due violini e basso continuo
Moderato
Fuga
Largo
Andante
Andante
Michele Caballone (1692-1740)
Concerto n. 1 in sol maggiore per due violini e basso continuo
[Allegro]
Largo
Baletto
Leonardo Vinci (1690 o 1696 – 1730)
Concerto in la minore per flauto dolce, due violini e basso continuo
Andante
Adagio
Allegro
Michele Caballone
Concerto n. 4 in do minore
[Allegro]
Fuga
Affettuoso
Baletto
Giuseppe Sellitto (1700-1777)
Concerto in sol maggiore per flauto traversiere , due violini e basso continuo
Allegro
Andante
Presto
Ensemble di strumenti antichi del Conservatorio San Pietro a Majella
Tommaso Rossi, flauto dolce e traversiere
Eleonora Amato e Antonietta De Chiara, violini
Giulia Massa, violoncello
Cristiano Pennone, contrabbasso
Marco Palumbo, clavicembalo
Progetto in collaborazione con il Dipartimento di Musica Antica del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli
 
 
Il grande patrimonio della musica strumentale di scuola napoletana viene sempre più scandagliato in questi anni e numerosi studiosi affinano sempre più la conoscenza di straordinarie pagine legate allo sviluppo di specifici strumenti : il violoncello, il violino , il flauto dolce e traverso, ma anche il fagotto, il salterio, il mandolino oltre che naturalmente il clavicembalo e l’organo furono strumenti di elezione su cui si concentrò l’interesse di quasi tutti i più grandi compositori operanti nel Regno di Napoli tra la fine del XVII secolo e il XVIII secolo, assecondando da un lato la richiesta didattica che proveniva dai Conservatori, dall’altra la fervente committenza privata e nobiliare. Questa attività compositiva, che a prima vista appare di secondo piano rispetto alla magniloquente produzione operistica e sacra, in realtà mostra una faccia interessantissima del mondo musicale partenopeo, ancora forse da definire a tutto tondo, auspicando che le biblioteche del mondo possano rivelare quanto prima altri negletti tesori. La musica strumentale infatti, con i suoi temi accattivanti, i sui ritmi a volte sorprendenti, ma anche a volta la sua concettosa aulicità, sempre frammista a slanci piacevoli e a nuances garbate, è specchio del talento drammatico di moltissimi compositori, del loro imprescindibile riferimento alla scena e al teatro. Un teatro degli affetti senza parole, un condensato di espressività che parla a noi con il suono degli strumenti musicali. Il concerto riunisce insieme alcuni gioielli di autori che alla scena dedicarono gran parte della loro vita artistica (alcuni con una chiara predilezione per l’opera buffa) è il frutto del lavoro realizzato nel corso di musica d’insieme per strumenti antichi, tenuto da Tommaso Rossi presso il Conservatorio San Pietro a Majella, e riunisce insieme studenti di biennio e del master di musica antica del Conservatorio di Napoli
 

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