Cultura & Gossip
SPETTACOLI - “Extra Moenia”: dalla tarantella contadina a Chopin, a Napoli la musica incontra la danza e gli ologrammi
15.10.2026 13:22 di Napoli Magazine
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Da rito popolare di guarigione a fonte d’ispirazione per la musica colta europea: la storia della tarantella diventa uno spettacolo che intreccia antropologia, musica classica, danza e innovazione tecnologica. Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 19, la Masseria Luce di San Pietro a Patierno ospita Tarantelle – Dal Rito alla Musica Classica. Storia, Mito e Passione, una produzione inedita realizzata per la quinta edizione di Extra Moenia – Il Centro esploso, progetto dell’Associazione Domenico Scarlatti con la direzione artistica del maestro Enzo Amato, nell’ambito della rassegna Affabulazione del Comune di Napoli (evento a ingresso gratuito, prenotazioni su www.extramoenia.cloud).
 
Il punto di partenza è il tarantismo, fenomeno radicato nella cultura popolare del Mezzogiorno, legato alla credenza che il morso della tarantola potesse essere curato attraverso la musica e la danza. Attorno alla persona colpita si riunivano musicisti e danzatori, in un rito collettivo nel quale il ritmo, il movimento e l’esaurimento fisico conducevano a una forma di liberazione e catarsi.
 
Da questa dimensione rituale lo spettacolo ricostruisce il viaggio di un linguaggio musicale capace di attraversare epoche e contesti, fino a incontrare le elaborazioni della tradizione classica europea, da Chopin e Liszt alle pagine del Novecento. Il tamburo a cornice e la pulsazione delle percussioni popolari dialogano con il pianoforte e gli strumenti a fiato, restituendo il legame tra le radici della musica meridionale e le sue successive trasformazioni artistiche.
 
A guidare il pubblico in questo percorso sarà Roberto Del Gaudio, attore e drammaturgo, attraverso una narrazione che intreccia fonti storiche, testimonianze e racconti popolari. La supervisione scientifica è affidata alla professoressa Francesca Marone dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con l’obiettivo di coniugare rigore storico-antropologico e divulgazione accessibile anche a chi non possiede conoscenze specifiche sull’argomento.
 
La particolarità della produzione risiede nell’incontro tra linguaggi artistici differenti. Accanto alla narrazione e alla musica eseguita dal vivo, lo spettacolo introduce effetti olografici interattivi con cui i danzatori dialogano direttamente durante la performance, dando vita a un confronto scenico tra corpi reali e figure virtuali.
 
Le coreografie di Dansemble, diretta da Brunella Cammuso, sono progettate in relazione agli spazi della Masseria Luce, in un dialogo continuo con i musicisti e le immagini digitali. La tecnologia non è soltanto un elemento scenografico, ma uno strumento per amplificare la dimensione simbolica del rito e avvicinare una tradizione antica alla sensibilità contemporanea.
 
Sul piano musicale, Mimmo Napolitano è al pianoforte, Giuseppe Di Colandrea ai fiati ed Emidio Ausiello alle percussioni. Quest’ultimo, insieme a Di Colandrea, guida anche l’Ensemble di Tamburi a Cornice, composto dai giovani partecipanti al laboratorio di percussioni tradizionali del progetto.
 
Proprio il coinvolgimento dei ragazzi rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: da allievi diventano protagonisti della scena, portando nello spettacolo la dimensione collettiva e ritmica da cui nasce la tradizione della tarantella. Un percorso formativo che si traduce in un’esperienza concreta di partecipazione culturale e valorizzazione delle competenze artistiche.
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SPETTACOLI - “Extra Moenia”: dalla tarantella contadina a Chopin, a Napoli la musica incontra la danza e gli ologrammi

di Napoli Magazine

15/10/2026 - 13:22

Da rito popolare di guarigione a fonte d’ispirazione per la musica colta europea: la storia della tarantella diventa uno spettacolo che intreccia antropologia, musica classica, danza e innovazione tecnologica. Venerdì 16 ottobre 2026, alle ore 19, la Masseria Luce di San Pietro a Patierno ospita Tarantelle – Dal Rito alla Musica Classica. Storia, Mito e Passione, una produzione inedita realizzata per la quinta edizione di Extra Moenia – Il Centro esploso, progetto dell’Associazione Domenico Scarlatti con la direzione artistica del maestro Enzo Amato, nell’ambito della rassegna Affabulazione del Comune di Napoli (evento a ingresso gratuito, prenotazioni su www.extramoenia.cloud).
 
Il punto di partenza è il tarantismo, fenomeno radicato nella cultura popolare del Mezzogiorno, legato alla credenza che il morso della tarantola potesse essere curato attraverso la musica e la danza. Attorno alla persona colpita si riunivano musicisti e danzatori, in un rito collettivo nel quale il ritmo, il movimento e l’esaurimento fisico conducevano a una forma di liberazione e catarsi.
 
Da questa dimensione rituale lo spettacolo ricostruisce il viaggio di un linguaggio musicale capace di attraversare epoche e contesti, fino a incontrare le elaborazioni della tradizione classica europea, da Chopin e Liszt alle pagine del Novecento. Il tamburo a cornice e la pulsazione delle percussioni popolari dialogano con il pianoforte e gli strumenti a fiato, restituendo il legame tra le radici della musica meridionale e le sue successive trasformazioni artistiche.
 
A guidare il pubblico in questo percorso sarà Roberto Del Gaudio, attore e drammaturgo, attraverso una narrazione che intreccia fonti storiche, testimonianze e racconti popolari. La supervisione scientifica è affidata alla professoressa Francesca Marone dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, con l’obiettivo di coniugare rigore storico-antropologico e divulgazione accessibile anche a chi non possiede conoscenze specifiche sull’argomento.
 
La particolarità della produzione risiede nell’incontro tra linguaggi artistici differenti. Accanto alla narrazione e alla musica eseguita dal vivo, lo spettacolo introduce effetti olografici interattivi con cui i danzatori dialogano direttamente durante la performance, dando vita a un confronto scenico tra corpi reali e figure virtuali.
 
Le coreografie di Dansemble, diretta da Brunella Cammuso, sono progettate in relazione agli spazi della Masseria Luce, in un dialogo continuo con i musicisti e le immagini digitali. La tecnologia non è soltanto un elemento scenografico, ma uno strumento per amplificare la dimensione simbolica del rito e avvicinare una tradizione antica alla sensibilità contemporanea.
 
Sul piano musicale, Mimmo Napolitano è al pianoforte, Giuseppe Di Colandrea ai fiati ed Emidio Ausiello alle percussioni. Quest’ultimo, insieme a Di Colandrea, guida anche l’Ensemble di Tamburi a Cornice, composto dai giovani partecipanti al laboratorio di percussioni tradizionali del progetto.
 
Proprio il coinvolgimento dei ragazzi rappresenta uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa: da allievi diventano protagonisti della scena, portando nello spettacolo la dimensione collettiva e ritmica da cui nasce la tradizione della tarantella. Un percorso formativo che si traduce in un’esperienza concreta di partecipazione culturale e valorizzazione delle competenze artistiche.