Debutta al Teatro Serra di Napoli “Le clementi” trilogia di testi brevi di Maria Porzio a cura di Hirondelle sulle donne nella Bibbia il primo dei quali, “L’immacolata” è “Migliore Spettacolo” alla Golden Crown di MaxArt&Co e “Migliore Testo” e “Migliore Spettacolo” al Festival “InCorti da Artemia” dell’omonimo centro romano, gemellato con lo spazio flegreo. Dal 7 al 9 marzo in Via Diocleziano 316 (venerdì ore 21:00, sabato ore 19:00, domenica ore 18:00).
“Portiamo in scena l’epica tragica delle donne nelle Sacre Scritture, il loro rapporto con la Religione, la Chiesa e l’idea di morale che ci è stata trasmessa” dice l’autrice. Pure, caste, immonde, peccaminose, sante, le donne nella Bibbia sono da sempre un corpo nudo su cui le dita degli uomini hanno scarabocchiato eterne definizioni. Una condanna aggettivale che le rinchiude in gabbie concettuali che non lasciano altra possibilità che essere (e sentirsi) ‘sante’ o ‘meretrici’.
Vergine col velo bianco o Eva nuda e tentatrice: disprezzo e beatificazione, due facce della stessa medaglia, due lati della stessa pietra tonda, adatta alla lapidazione. Il primo dei segmenti narrativi, “L’immacolata” per l’appunto, ha come protagonista una donna, una figlia, che affronta il suo senso di colpa al cospetto della madre; Madonna, Chiesa e Madre di tutti noi. Temi principali sono il peccato carnale e la spontaneità del suo manifestarsi. Ad interpretarla, un uomo dall’aspetto tetro, una matrona partenopea abbandonata dalla figlia. I due ulteriori corti, inediti, mettono in scena altre peculiarità del modo in cui la Bibbia racconta la donna, immonda per natura, doppiamente immonda se partorisce una bambina, invece di un maschio. Da lapidare e fare a pezzi per adulterio, anche solo presunto.
di Napoli Magazine
26/02/2025 - 23:16
Debutta al Teatro Serra di Napoli “Le clementi” trilogia di testi brevi di Maria Porzio a cura di Hirondelle sulle donne nella Bibbia il primo dei quali, “L’immacolata” è “Migliore Spettacolo” alla Golden Crown di MaxArt&Co e “Migliore Testo” e “Migliore Spettacolo” al Festival “InCorti da Artemia” dell’omonimo centro romano, gemellato con lo spazio flegreo. Dal 7 al 9 marzo in Via Diocleziano 316 (venerdì ore 21:00, sabato ore 19:00, domenica ore 18:00).
“Portiamo in scena l’epica tragica delle donne nelle Sacre Scritture, il loro rapporto con la Religione, la Chiesa e l’idea di morale che ci è stata trasmessa” dice l’autrice. Pure, caste, immonde, peccaminose, sante, le donne nella Bibbia sono da sempre un corpo nudo su cui le dita degli uomini hanno scarabocchiato eterne definizioni. Una condanna aggettivale che le rinchiude in gabbie concettuali che non lasciano altra possibilità che essere (e sentirsi) ‘sante’ o ‘meretrici’.
Vergine col velo bianco o Eva nuda e tentatrice: disprezzo e beatificazione, due facce della stessa medaglia, due lati della stessa pietra tonda, adatta alla lapidazione. Il primo dei segmenti narrativi, “L’immacolata” per l’appunto, ha come protagonista una donna, una figlia, che affronta il suo senso di colpa al cospetto della madre; Madonna, Chiesa e Madre di tutti noi. Temi principali sono il peccato carnale e la spontaneità del suo manifestarsi. Ad interpretarla, un uomo dall’aspetto tetro, una matrona partenopea abbandonata dalla figlia. I due ulteriori corti, inediti, mettono in scena altre peculiarità del modo in cui la Bibbia racconta la donna, immonda per natura, doppiamente immonda se partorisce una bambina, invece di un maschio. Da lapidare e fare a pezzi per adulterio, anche solo presunto.