Il 31 gennaio e 1° febbraio al Teatro San Ferdinando va in scena Quando la finirai con Pina Bausch?, per la regia e drammaturgia di Giuseppe Sollazzo, una produzione che attraversa teatro e danza per interrogarsi sull’eredità artistica e umana di una delle figure più iconiche e rivoluzionarie della danza contemporanea.
Presentato in anteprima al Campania Teatro Festival 2025, lo spettacolo è una coproduzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival.
I movimenti coreografici sono firmati da Beatrice Libonati, storica collaboratrice di Pina Bausch.
In scena Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Aliberti, Simona Barattolo, Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi, Gabriele Carlo D’Aquino May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello De Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli.
Quando la finirai con Pina Bausch? è la storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi.
“Il colpo di fulmine”, scrive Giuseppe Sollazzo nelle sue note, “scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore, se 1980, Arien, o Kontakthof. A distanza di anni, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera, un palcoscenico coperto di garofani, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato, una donna vestita di soli palloncini rossi, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà”.
La drammaturgia dello spettacolo attinge a più fonti: “Da una parte – sottolinea il regista - le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York, all’infanzia nel ristorante dei genitori, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità.
La sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà, ma piuttosto una radiografia feroce, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. È nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla”.
QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?
regia e drammaturgia Giuseppe Sollazzo
movimenti coreografici Beatrice Libonati
con Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Aliberti, Simona Barattolo, Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi, Gabriele Carlo D’Aquino May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello De Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli
voci fuori campo Beatrice Libonati, Isabella Mosca Lamounier
costumi Maddalena Marciano
disegno luci Davide Gagliani
tecnico del suono Luigi Cardillo
creazione video Alessandro Papa, Emanuele Buonocore
elementi scenici Massimo Nota, Quintessenza
direttore di scena Pasquale Caputo
assistenza alla regia Salvatore Lonz
segreteria di compagnia Rosa Pelliccia
foto di scena Salvatore Pastore
relazioni internazionali e comunicazione Thea Raccuglia e Valentina Rippa
produzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival
di Napoli Magazine
26/01/2026 - 14:42
Il 31 gennaio e 1° febbraio al Teatro San Ferdinando va in scena Quando la finirai con Pina Bausch?, per la regia e drammaturgia di Giuseppe Sollazzo, una produzione che attraversa teatro e danza per interrogarsi sull’eredità artistica e umana di una delle figure più iconiche e rivoluzionarie della danza contemporanea.
Presentato in anteprima al Campania Teatro Festival 2025, lo spettacolo è una coproduzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival.
I movimenti coreografici sono firmati da Beatrice Libonati, storica collaboratrice di Pina Bausch.
In scena Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Aliberti, Simona Barattolo, Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi, Gabriele Carlo D’Aquino May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello De Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli.
Quando la finirai con Pina Bausch? è la storia di un amore, ma anche la storia di un sogno, un sogno d’amore per una donna mai conosciuta, ma ammirata sempre da lontano, nel silenzio e nel buio. Insieme a migliaia di altri occhi.
“Il colpo di fulmine”, scrive Giuseppe Sollazzo nelle sue note, “scattò a Parigi agli inizi degli anni ottanta. Non ricordo quale fu lo spettacolo rivelatore, se 1980, Arien, o Kontakthof. A distanza di anni, di un sogno non ti restano che immagini sparse. Beatrice Libonati che fa l’Eletta nella Sagra della primavera, un palcoscenico coperto di garofani, la Endicott alle prese con un ippopotamo innamorato, una donna vestita di soli palloncini rossi, un’altra che fa l’amore con un pianoforte. Evidentemente ci sono artisti che rappresentano punti di non ritorno. C’è un prima o un dopo di loro. Arrivano, creano meraviglie, e spezzano convenzioni che sembravano inossidabili, danno vita a nuovi modi di agire la scena. Niente è più come prima. Una di questi è Pina Bausch. I suoi spettacoli sono incomprensibili per chi cerca risposte e non domande, storie e non emozioni; ma ricchi di fascino per quelli capaci di far entrare in corto circuito immagini e pensieri consolidati. La coreografa tedesca racconta lo scarto tra l’immagine che vogliamo offrire di noi e ciò che siamo in realtà”.
La drammaturgia dello spettacolo attinge a più fonti: “Da una parte – sottolinea il regista - le suggestioni ispirate all’immaginario di Pina Bausch, dall’altra a frammenti della sua vita: dalla partenza per New York, all’infanzia nel ristorante dei genitori, ai rapporti con i danzatori. Dando ad una voce off il compito di restituire la semplicità e la profondità delle sue parole. In scena agisce un nucleo di attori e danzatori professionisti, ai quali si aggiungono interpreti non professionisti. Ognuno porta in dono allo spettacolo una parte del proprio mondo e della propria fragilità.
La sfida è quella di parlare di ciò che abbiamo dimenticato, delle cicatrici che credevamo cadute nell’oblio, ma che il teatro di Pina Bausch riporta alla luce con un semplice gesto, o con un’immagine. Perchè il teatro della coreografa tedesca non è lo specchio della realtà, ma piuttosto una radiografia feroce, che contiene una cassetta di pronto soccorso per le ustioni di secondo grado. È nello stesso tempo la ferita e l’unguento per guarirla”.
QUANDO LA FINIRAI CON PINA BAUSCH?
regia e drammaturgia Giuseppe Sollazzo
movimenti coreografici Beatrice Libonati
con Paolo Romano, Vincenza Modica, Tresy Aliberti, Simona Barattolo, Roberta Cacace, Laura Gagliardi, Ferdinando Gagliardi, Gabriele Carlo D’Aquino May Bevilacqua, Miriam della Corte, Annita Vigilante, Marisol Borgo, Roberto Cervone, Brunello De Feo, Rossana Abritta, Michele Romeo di Tuosto, Antonio Tomberli
voci fuori campo Beatrice Libonati, Isabella Mosca Lamounier
costumi Maddalena Marciano
disegno luci Davide Gagliani
tecnico del suono Luigi Cardillo
creazione video Alessandro Papa, Emanuele Buonocore
elementi scenici Massimo Nota, Quintessenza
direttore di scena Pasquale Caputo
assistenza alla regia Salvatore Lonz
segreteria di compagnia Rosa Pelliccia
foto di scena Salvatore Pastore
relazioni internazionali e comunicazione Thea Raccuglia e Valentina Rippa
produzione Associazione Jules Renard, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival – Campania Teatro Festival