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SPETTACOLI - “Spettri” di Henrik Ibsen al Teatro di Documenti di Roma
14.10.2026 14:35 di Napoli Magazine
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Dal 23 ottobre all’8 novembre 2026, il Teatro di Documenti di Roma ospita, in prima nazionale, “Spettri” di Henrik Ibsen, con la regia di Walter Pagliaro.

Una produzione del Centro Diaghilev di Bari e dell’Associazione Gianni Santuccio di Roma, con traduzione di Franco Perrelli, scene e costumi di Luigi Perego e un cast composto da Micaela Esdra, Fabio Maffei, Emanuele Vezzoli, Fabrizio Amicucci e Valeria Cimaglia.

Scritto nell’estate del 1881 tra Roma e Sorrento, Spettri è uno dei testi più rappresentativi della drammaturgia ibseniana e un’opera centrale del teatro moderno. Attraverso una vicenda familiare attraversata da segreti, rimorsi e conflitti irrisolti, il dramma indaga il modo in cui il passato continua a condizionare il presente, soffocando la libertà individuale e compromettendo ogni possibilità di riscatto.

Al centro della vicenda c’è Helene Alving, una donna che ha cercato di sottrarre il figlio Osvald all’influenza di un padre dalla condotta dissoluta. Dopo anni di lontananza, il giovane, ormai artista, torna a casa in occasione dell’inaugurazione di un istituto di beneficenza dedicato alla memoria paterna. Il ritorno riapre ferite mai rimarginate e porta progressivamente alla luce una realtà familiare costruita su omissioni, ipocrisie e verità negate. Il confronto tra madre e figlio si trasforma così in un passaggio drammatico, nel quale le colpe di ieri si proiettano inevitabilmente sul destino di domani.

Nella sua interpretazione, Walter Pagliaro propone una lettura «viva e astratta» del dramma, restituendone la forza tragica attraverso una riflessione sui condizionamenti che attraversano l’esistenza umana. Gli spettri evocati da Ibsen non sono presenze soprannaturali, ma convinzioni ereditate, pregiudizi, falsi pudori, rimorsi e paure che continuano ad agire nelle coscienze, anche quando si tenta di rimuoverli.

La famiglia diventa il luogo in cui si manifesta il conflitto tra apparenza e verità, mentre la borghesia si rivela una struttura capace di alimentare convenzioni e meccanismi di repressione. Per proteggere la propria reputazione, i personaggi costruiscono menzogne che finiscono per imprigionare proprio coloro che le hanno alimentate. La rispettabilità sociale si trasforma in una maschera dietro la quale si nascondono fragilità, egoismi e responsabilità inconfessate.

Come sottolinea il regista nei suoi appunti, Spettri è anche una tragedia classica riscritta attraverso una tecnica drammaturgica moderna, nella quale l’unità di luogo, azione e tempo concentra la tensione fino all’esito finale. Il confronto tra la giovane Regine e il falegname Engstrand, lo scontro ideologico tra il pastore Manders e la signora Alving e, infine, il duello psicologico tra madre e figlio costituiscono i tre grandi agoni su cui si sviluppa la vicenda.

La progressiva emersione della verità non coincide, tuttavia, con una liberazione. Al contrario, il riconoscimento delle colpe e delle responsabilità apre la strada a un epilogo nel quale il dolore individuale si intreccia con l’impossibilità di cancellare le conseguenze del passato. La menzogna si rivela la forza che governa i rapporti umani, mentre la paura della verità impedisce ai personaggi di sottrarsi alla prigione che hanno contribuito a edificare.

Il dramma conserva così tutta la sua attualità: gli spettri di Ibsen appartengono alla società del suo tempo, ma interrogano anche il presente. Perché ogni individuo, in misura diversa, si confronta con eredità culturali, convinzioni e paure che condizionano le proprie scelte. E perché, dietro l’apparente solidità delle relazioni e delle istituzioni, può celarsi un abisso che attende soltanto di essere svelato.

SPETTRI
di Henrik Ibsen

Regia: Walter Pagliaro
Traduzione: Franco Perrelli
Scene e costumi: Luigi Perego
Interpreti: Micaela Esdra, Fabio Maffei, Emanuele Vezzoli, Fabrizio Amicucci, Valeria Cimaglia
Aiuto regista: Silvia Micunco
Rapporti con il pubblico: Pinalba Di Pietro

Produzione: Centro Diaghilev di Bari e Associazione Gianni Santuccio di Roma

23, 27, 28, 29, 30 ottobre, 6 novembre ore 20.45

24, 31 ottobre, 7 novembre ore 19

25 ottobre, 1, 3, 4, 5 , 8 novembre ore 17

Costo biglietto: 20 euro, ridotto 15 euro, tessera 3 euro

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SPETTACOLI - “Spettri” di Henrik Ibsen al Teatro di Documenti di Roma

di Napoli Magazine

14/10/2026 - 14:35

Dal 23 ottobre all’8 novembre 2026, il Teatro di Documenti di Roma ospita, in prima nazionale, “Spettri” di Henrik Ibsen, con la regia di Walter Pagliaro.

Una produzione del Centro Diaghilev di Bari e dell’Associazione Gianni Santuccio di Roma, con traduzione di Franco Perrelli, scene e costumi di Luigi Perego e un cast composto da Micaela Esdra, Fabio Maffei, Emanuele Vezzoli, Fabrizio Amicucci e Valeria Cimaglia.

Scritto nell’estate del 1881 tra Roma e Sorrento, Spettri è uno dei testi più rappresentativi della drammaturgia ibseniana e un’opera centrale del teatro moderno. Attraverso una vicenda familiare attraversata da segreti, rimorsi e conflitti irrisolti, il dramma indaga il modo in cui il passato continua a condizionare il presente, soffocando la libertà individuale e compromettendo ogni possibilità di riscatto.

Al centro della vicenda c’è Helene Alving, una donna che ha cercato di sottrarre il figlio Osvald all’influenza di un padre dalla condotta dissoluta. Dopo anni di lontananza, il giovane, ormai artista, torna a casa in occasione dell’inaugurazione di un istituto di beneficenza dedicato alla memoria paterna. Il ritorno riapre ferite mai rimarginate e porta progressivamente alla luce una realtà familiare costruita su omissioni, ipocrisie e verità negate. Il confronto tra madre e figlio si trasforma così in un passaggio drammatico, nel quale le colpe di ieri si proiettano inevitabilmente sul destino di domani.

Nella sua interpretazione, Walter Pagliaro propone una lettura «viva e astratta» del dramma, restituendone la forza tragica attraverso una riflessione sui condizionamenti che attraversano l’esistenza umana. Gli spettri evocati da Ibsen non sono presenze soprannaturali, ma convinzioni ereditate, pregiudizi, falsi pudori, rimorsi e paure che continuano ad agire nelle coscienze, anche quando si tenta di rimuoverli.

La famiglia diventa il luogo in cui si manifesta il conflitto tra apparenza e verità, mentre la borghesia si rivela una struttura capace di alimentare convenzioni e meccanismi di repressione. Per proteggere la propria reputazione, i personaggi costruiscono menzogne che finiscono per imprigionare proprio coloro che le hanno alimentate. La rispettabilità sociale si trasforma in una maschera dietro la quale si nascondono fragilità, egoismi e responsabilità inconfessate.

Come sottolinea il regista nei suoi appunti, Spettri è anche una tragedia classica riscritta attraverso una tecnica drammaturgica moderna, nella quale l’unità di luogo, azione e tempo concentra la tensione fino all’esito finale. Il confronto tra la giovane Regine e il falegname Engstrand, lo scontro ideologico tra il pastore Manders e la signora Alving e, infine, il duello psicologico tra madre e figlio costituiscono i tre grandi agoni su cui si sviluppa la vicenda.

La progressiva emersione della verità non coincide, tuttavia, con una liberazione. Al contrario, il riconoscimento delle colpe e delle responsabilità apre la strada a un epilogo nel quale il dolore individuale si intreccia con l’impossibilità di cancellare le conseguenze del passato. La menzogna si rivela la forza che governa i rapporti umani, mentre la paura della verità impedisce ai personaggi di sottrarsi alla prigione che hanno contribuito a edificare.

Il dramma conserva così tutta la sua attualità: gli spettri di Ibsen appartengono alla società del suo tempo, ma interrogano anche il presente. Perché ogni individuo, in misura diversa, si confronta con eredità culturali, convinzioni e paure che condizionano le proprie scelte. E perché, dietro l’apparente solidità delle relazioni e delle istituzioni, può celarsi un abisso che attende soltanto di essere svelato.

SPETTRI
di Henrik Ibsen

Regia: Walter Pagliaro
Traduzione: Franco Perrelli
Scene e costumi: Luigi Perego
Interpreti: Micaela Esdra, Fabio Maffei, Emanuele Vezzoli, Fabrizio Amicucci, Valeria Cimaglia
Aiuto regista: Silvia Micunco
Rapporti con il pubblico: Pinalba Di Pietro

Produzione: Centro Diaghilev di Bari e Associazione Gianni Santuccio di Roma

23, 27, 28, 29, 30 ottobre, 6 novembre ore 20.45

24, 31 ottobre, 7 novembre ore 19

25 ottobre, 1, 3, 4, 5 , 8 novembre ore 17

Costo biglietto: 20 euro, ridotto 15 euro, tessera 3 euro