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CULTURA & GOSSIP
SPETTACOLI - "Tavola tavola, chiodo chiodo" con Lino Musella al Teatro San Ferdinando di Napoli
30.11.2022 05:00 di Napoli Magazine

Torna in scena – dopo il grande successo registrato fin dal debutto e nei maggiori teatri italiani – Tavola tavola, chiodo chiodo… uno spettacolo di e con Lino Musella, talento tra i più apprezzati della nostra scena, vincitore del Premio Ubu 2019 come migliore attore.

 

Lo spettacolo sarà in scena al Teatro San Ferdinando – dove debuttò il 22 ottobre del 2020 – da giovedì 1 a domenica 11 dicembre.

 

Una ripresa per uno degli spettacoli più apprezzati e visti delle ultime Stagioni per il quale Lino Musella ha vinto il Premio Migliore Attore Le Maschere del Teatro 2022.

 

Musiche dal vivo Marco Vidino;   scene Paola Castrignanò; disegno luci Pietro Sperduti; suono Marco D’Ambrosio; ricerca storica Maria Procino; collaborazione alla drammaturgia Antonio Piccolo; costumi Sara Marino; foto di scena Mario Spada.

 

Una produzione ELLEDIEFFE e Teatro di Napoli-Teatro Nazionale.

 

Tavola tavola, chiodo chiodo… nasce da riflessioni di Musella sul mondo dello spettacolo e le sue sorti nei mesi bui della “pandemia”. «In quel periodo mi capitò – scrive Musella  nelle sue note – di rifugiarmi nelle parole dei grandi: poeti, scrittori, drammaturghi, filosofi, per cercare conforto, ispirazione o addirittura per trovare, in quelle stesse parole scritte in passato, risposte a un presente che oggi possiamo definire senza dubbio più presente che mai; nacque così in me il desiderio di riscoprire l’Eduardo capocomico e mano mano ne venne fuori un ritratto d’artista non solo legato al talento e alla bellezza delle sue opere, ma piuttosto alle sue battaglie donchisciottesche condotte instancabilmente tra poche vittorie e molti fallimenti».

 

«Tavola tavola, chiodo chiodo – continua Musella – sono le parole incise su una lapide del palcoscenico del San Ferdinando, lapide che Eduardo erige a Peppino Mercurio, il suo macchinista per una vita, che tavola dopo tavola, appunto, era stato il costruttore di quello stesso palcoscenico, distrutto dai bombardamenti nel ‘43…Questo grande artista è costantemente impegnato a ‘fare muro’ per smuovere la politica e le Istituzioni e ne esce spesso perdente, in parte proprio come noi in questo tempo, ma anche da lontano non smette mai di alzare la sua flebile, roboante voce e mi piace pensare che lo faccia proprio per noi».

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