Domani, domenica 11 gennaio, in prima serata su Italia1, torna l’appuntamento con “Le Iene” condotto da Veronica Gentili con Max Angioni. Ospiti in studio: Ilenia Pastorelli, Fabio Volo e Mariana Rodriguez.
Tra i servizi in onda:
Partendo dalla strage di Crans-Montana, in cui il primo gennaio 2026 hanno perso la vita 47 persone, quasi tutte minorenni, a causa di un incendio all’interno del locale Le Constellation, Stefano Corti, domanda: quanto sono sicuri i locali in cui andiamo a ballare? E, in caso di panico o di fughe di massa, come ci si deve comportare? L’inviato, con Alessandra Frigo, è andato sul campo insieme a un ingegnere esperto in sicurezza e prevenzione antincendi per verificare se discoteche e bar, in montagna e in città, rispettano le norme previste.
Nel servizio di Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, ulteriori testimonianze esclusive sul delitto di Garlasco, in cui venne uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Queste nuove dichiarazioni sembrerebbero confermare quanto già raccolto in precedenza dall’inviato della trasmissione e aggiungono nuovi elementi che potrebbero rivelarsi utili a ricostruire ciò che accadde quella mattina.
L’inchiesta di Cizco e Giovanni Fortunato racconta la storia di Anna Arnaudo, mezzofondista della Nazionale italiana, esclusa dai gruppi sportivi militari a causa del diabete mellito di tipo 1. A impedirle l’accesso non è il rendimento sportivo ma una legge del 1932 che, ancora oggi, vieta alle persone diabetiche di entrare nell’Esercito e nelle strutture militari, privandole così dello stipendio garantito agli atleti. Una norma che costringe Anna, come altri sportivi nella sua condizione, a sostenersi con lavori extra pur gareggiando ai massimi livelli. Nel servizio, l’inviato incontra l’atleta e porta la sua battaglia alle istituzioni, chiedendo se sia giusto che una legge così datata continui a determinare il futuro sportivo e professionale di chi convive con il diabete.
Perché mai un ragazzo che vuole partecipare a una delle tradizioni più antiche di Roma viene minacciato fisicamente per non tuffarsi nel Tevere? Il 1° gennaio, a mezzogiorno, dal ponte Cavour si ripete il rito del tuffo di Capodanno, una tradizione che va avanti dal 1946. Un gesto simbolico, seguito da turisti e curiosi. Ma ogni anno, dietro quel volo nell’acqua gelida, c’è una storia che nessuno racconta. C’è chi per tuffarsi non deve solo sfidare il freddo, ma anche pressioni e intimidazioni. Chi decide chi si può tuffare e chi no? In base a cosa? Una tradizione romana o una prova di forza? Nel servizio di Marco Occhipinti, Nicolò De Devitiis prova a fare chiarezza.
Dietro l’intelligenza artificiale che utilizziamo ogni giorno esiste una realtà poco conosciuta. L’inchiesta di Nicola Barraco e Riccardo Spagnoli descrive come il funzionamento dei sistemi di AI sia reso possibile dal lavoro di migliaia di persone in Africa, in particolare in Kenya, che insegnano all’intelligenza artificiale a riconoscere dati, comprendere la realtà e costruire le risposte che poi riceviamo. Per la prima volta, le telecamere della trasmissione sono entrate all’interno di una di queste società in Kenya, mostrando da vicino come si svolge questo lavoro invisibile. Secondo quanto emerso, questi lavoratori sarebbero impiegati con compensi molto bassi e in condizioni difficili, pur svolgendo un ruolo centrale nell’addestramento dell’intelligenza artificiale e nel suo funzionamento quotidiano.
L’ideatore del programma è Davide Parenti. In regia Antonio Monti.
di Napoli Magazine
10/01/2026 - 13:38
Domani, domenica 11 gennaio, in prima serata su Italia1, torna l’appuntamento con “Le Iene” condotto da Veronica Gentili con Max Angioni. Ospiti in studio: Ilenia Pastorelli, Fabio Volo e Mariana Rodriguez.
Tra i servizi in onda:
Partendo dalla strage di Crans-Montana, in cui il primo gennaio 2026 hanno perso la vita 47 persone, quasi tutte minorenni, a causa di un incendio all’interno del locale Le Constellation, Stefano Corti, domanda: quanto sono sicuri i locali in cui andiamo a ballare? E, in caso di panico o di fughe di massa, come ci si deve comportare? L’inviato, con Alessandra Frigo, è andato sul campo insieme a un ingegnere esperto in sicurezza e prevenzione antincendi per verificare se discoteche e bar, in montagna e in città, rispettano le norme previste.
Nel servizio di Alessandro De Giuseppe e Riccardo Festinese, ulteriori testimonianze esclusive sul delitto di Garlasco, in cui venne uccisa Chiara Poggi il 13 agosto 2007. Queste nuove dichiarazioni sembrerebbero confermare quanto già raccolto in precedenza dall’inviato della trasmissione e aggiungono nuovi elementi che potrebbero rivelarsi utili a ricostruire ciò che accadde quella mattina.
L’inchiesta di Cizco e Giovanni Fortunato racconta la storia di Anna Arnaudo, mezzofondista della Nazionale italiana, esclusa dai gruppi sportivi militari a causa del diabete mellito di tipo 1. A impedirle l’accesso non è il rendimento sportivo ma una legge del 1932 che, ancora oggi, vieta alle persone diabetiche di entrare nell’Esercito e nelle strutture militari, privandole così dello stipendio garantito agli atleti. Una norma che costringe Anna, come altri sportivi nella sua condizione, a sostenersi con lavori extra pur gareggiando ai massimi livelli. Nel servizio, l’inviato incontra l’atleta e porta la sua battaglia alle istituzioni, chiedendo se sia giusto che una legge così datata continui a determinare il futuro sportivo e professionale di chi convive con il diabete.
Perché mai un ragazzo che vuole partecipare a una delle tradizioni più antiche di Roma viene minacciato fisicamente per non tuffarsi nel Tevere? Il 1° gennaio, a mezzogiorno, dal ponte Cavour si ripete il rito del tuffo di Capodanno, una tradizione che va avanti dal 1946. Un gesto simbolico, seguito da turisti e curiosi. Ma ogni anno, dietro quel volo nell’acqua gelida, c’è una storia che nessuno racconta. C’è chi per tuffarsi non deve solo sfidare il freddo, ma anche pressioni e intimidazioni. Chi decide chi si può tuffare e chi no? In base a cosa? Una tradizione romana o una prova di forza? Nel servizio di Marco Occhipinti, Nicolò De Devitiis prova a fare chiarezza.
Dietro l’intelligenza artificiale che utilizziamo ogni giorno esiste una realtà poco conosciuta. L’inchiesta di Nicola Barraco e Riccardo Spagnoli descrive come il funzionamento dei sistemi di AI sia reso possibile dal lavoro di migliaia di persone in Africa, in particolare in Kenya, che insegnano all’intelligenza artificiale a riconoscere dati, comprendere la realtà e costruire le risposte che poi riceviamo. Per la prima volta, le telecamere della trasmissione sono entrate all’interno di una di queste società in Kenya, mostrando da vicino come si svolge questo lavoro invisibile. Secondo quanto emerso, questi lavoratori sarebbero impiegati con compensi molto bassi e in condizioni difficili, pur svolgendo un ruolo centrale nell’addestramento dell’intelligenza artificiale e nel suo funzionamento quotidiano.
L’ideatore del programma è Davide Parenti. In regia Antonio Monti.