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G-FACTOR
G-FACTOR - G. Lucariello su "NM": "Piedi per terra, calma e gesso"
02.01.2021 19:24 di Napoli Magazine

NAPOLI - Piedi per terra, calma e gesso: Napoli senza attacco anche a Cagliari? Non è proprio così. Nell’isola rossoblù ancora senza Mertens e Osimhen, questo sì. Il belga è ancora fuori con qualche problemino alla caviglia non del tutto a posto mentre l’attaccante centrale più costoso nella storia del Napoli e che è rientrato in sede due giorni ed in fase riabilitativa alla spalla destra, è risultato positivo al covid. Chiamatela come volete ma di certo la buonasorte non sta accompagnando il cammino della squadra di Gattuso, questo sì. Tuttavia non è il caso di strapparsi i capelli sulla testa, per il semplice motivo che la rosa del Napoli a giudizio universale risulta nel suo complesso piuttosto competitiva, pur se con le situazioni attuali che vanno valutate. In prima linea ad esempio, non ci sono mica dei brocchi, attenzione. Parlando dei singoli c’è da dire che capitan Insigne è un calciatore non indifferente per qualità e capacità di risolvere le situazioni e l’ha dimostrato. Lì davanti c’è Petagna, recentemente bersagliato dalla critica. In pochissimi hanno comunque sottolineato che quello della punta centrale, stretto talvolta tra tre difensori come contro il Torino, non è il ruolo appropriato e ideale per un possente carro armato come lui che nella sua carriera le cose migliori le ha fatto vedere nella difesa della palla e nel raccordare e far salire la squadra, un po’ dappertutto sul terreno di gioco. Insomma non è quello di cui può dirsi un bomber. C’è Politano, una furia scatenata nella prima parte della stagione ma che poco per volta si è spento dopo prestazioni talvolta perfino brillanti e risolutive: lasciava l’avversario sul posto andando alla conclusione o fornendo assist importanti ai compagni nella battuta a rete. Su tutti per fortuna c’è Irving Lozano, frutto sacrosanto del lavoro di recupero svolto da Gattuso. In lista di sbarco alla fine della scorsa stagione per il mister è diventato una questione personale. Oltre ad aver evitato un buco nel bilancio della società per gli abbattimenti del costo record iniziale del cartellino, Gattuso si è ritrovato un calciatore di primissimo livello che incanta con i suoi numeri ad alta velocità, con gli avversari diretti mandati in manicomio. Lozano è anche il capocannoniere della squadra con sei reti in campionato. Resta Llorente, ripescato dal letargo, giusto per completare il numero degli attaccanti a disposizione. Con Milik lo scontro è ormai totale, il polacco e il patron azzurro regoleranno i loro conti in tribunale. Osservazioni sulla difesa sono relative, ma vanno segnalate almeno per quanto riguardo lo stato di forma scadente di Di Lorenzo e i vuoti sulla fascia sinistra, dove Hysaj, Mario Rui e l’alternante Ghoulam non hanno offerto soddisfacenti le varie soluzioni. Tuttavia la difesa nel suo insieme regge e bene, giacchè quella del Napoli è la meno perforata della serie A. Ciò che invece non convince è il centrocampo con un modulo di gioco con due formule alternative ma non in linea per quanto riguarda il supporto da offrire alla squadra, attraverso due o tre centrocampisti. Il rebus non ancora risolto coinvolge soprattutto due calciatori di qualità, ma non di continuità e di relativa forza fisica, Zielinski e Fabian Ruiz, giocatori bravi tecnicamente ma senza un’identità precisa, spesso ritenuti doppioni tra loro. Al momento lo spagnolo, considerato in patria un fenomeno, probabilmente secondo il giro delle voci, sarà l’oggetto prezioso del Napoli nel capitolo dell’attuale o del prossimo calciomercato. Giova però ritornare sul tema dell’attacco. Se c’è un problema lì davanti è solo quello dell’incisività e della spietatezza che gli azzurri mai hanno mostrato tra le loro carte. Risolvendo questo problema arriveranno gol a raffica. Inutile e superfluo aggiungere che a Cagliari si va per vincere, tra presenti e assenti. L’ultima nota legata al tic e toc, inutile, superfluo, stancante possesso palla che non serve a nulla se non a favorire soltanto la squadra avversaria che arretra e si attrezza nella fase di non possesso mentre gli azzurri perdono tempo e possibilità con noiosi passaggi e passaggetti senza senso e finalità. Qualcuno può spiegare il perché?

 

 

Gianfranco Lucariello

 

Napoli Magazine

 

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