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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Il vero Napoli ancelottiano con tanta praticità!"
19.12.2018 11:58 di Napoli Magazine

NAPOLI - Tre partite ravvicinate di un certo tipo autorizzano a confidare in un fine anno col botto, chiamiamolo petardino. Che consisterebbe nella possibilità di guardare un po' più da vicino il volto rugoso di Madama. Spal e Bologna in casa per gli azzurri, in mezzo la trasferta a Milano sponda Inter. Per la Juve, Roma e Sampdoria a Torino e in mezzo la visita alla Dea, l'Atalanta. Le difficoltà per il Napoli sono concentrate tutte nella visita alla città che opera e che lavora, contro la Beneamata che ha tifosi bauscia. Percorso uniforme per la Juve che però nasconde insidie: la Roma, seppur scassatella, rivale antica; l'orgogliosa pattuglia bergamasca; la Samp in ripresa del bomber ritrovato Quagliarella, un fior d'attaccante da sempre nonostante gli anni. Si vedrà. Intanto, un po' di sorte amica è venuta dal sorteggio per i sedicesimi dell'Europa League: lo Zurigo è davvero modesto. Bene. Si potrà cominciare in scioltezza l'impegno europeo di secondo grado che prevede due turni in più rispetto alla competizione che assegna la coppa con le orecchie, la competizione di primo grado abbandonata a Liverpool tra rosari di rimpianti. Carletto farà di tutto per tenere in vita il campionato e puntare alla finale della League. Entrambe le cose si possono fare. Specie ora che è sbocciata la rosa polacca, quel Milik che sta davanti a tutti nella lista dei bomber azzurri. Ho un debole per Arkadiusz perché ha saputo rinascere dopo tanta sofferenza. Sarà l'uomo in più, una sorta di acquisto doc ancor prima che cominci la sessione del mercato di gennaio. Naturalmente, è auspicabile che si sveglino dal letargo i piccoletti del gol perduto. Ci sarà bisogno di tutti per andare incontro con fiducia agli impegni che attendono gli azzurri, nel Paese del Var che non funziona (forse si vuole che sia così) e nell'Europa che freme per una finale tra Sarri ed Ancelotti. In verità fremono sia i sarristi, riuniti in una specie di setta, che gli ancelottiani. Nostalgici i primi, bonariamente paciosi i secondi. E però il Carletto quando alza il sopracciglio sinistro ad angolo isoscele significa che qualcosa non gli torna, non va. Non a caso, a Cagliari, aveva il volto disteso. Per il risultato d'accordo, ma soprattutto perché col sopracciglio alzato aveva dettato la formazione iniziale: con tanta Mamma Africa e i piccoletti lasciati a meditare sulla panca. Ho la sensazione che il vero Napoli ancelottiano sia concepito con tanta praticità in più e parecchi svolazzi in meno. Il tecnico supervittorioso di Reggiolo vorrà arrivare fino in fondo in una competizione (c'è anche la coppa Italia) perché ha competenza, orgoglio e tanta voglia di cantare 'o surdato 'nnammurato. Dopo aver alzato un trofeo. Diverse prove le fece, convinto, a Dimaro. Buon Natale a tutti.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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