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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "L'orgoglio ritrovato del "Ringhio-Napoli", senza più timore di nessuno"
05.02.2020 17:44 di Napoli Magazine

NAPOLI - Mi sono tolto un bel peso dallo stomaco, e sì. Perché avevo giurato sulle capacità professionali di Gattuso e speso parole dolci per l'amico. Ed ecco che dopo un approccio difficile e jellato assai si cominciano a vedere i frutti di un lavoro sul campo che, credo, sia stato integrato da iniezioni di fiducia. Insomma, Ringhio personal trainer di tutti gli azzurri anche con un po' di mazze e panelle che, come si dice a Napoli, fanno 'e figli belli. Ed ora si vede una squadra senza paura di fare anche le giocate più ardite, a cominciare da Insigne che è tornato ad essere Lorenzo il Magnifico, stufo d'essere etichettato col nomignolo di Insignolo, l'ottavo nano. Che ha ritrovato efficienza fisica, garretti solidi. Che può contare su tutti gli effettivi e mi riferisco a Hysaj e Mario Rui che erano stati biasimati fino al limite dell'irriconoscenza. E Infine, una campagna di rafforzamento intelligente. E qui faccio i complimenti ad Aurelio Primo che spesso in passato avevo bacchettato. Per gli acquisti già in rosa e sul campo e per quelli che verranno, a cominciare da Petagna che, se segnasse più spesso, definirei il Lukaku bianco. E' bravo nel tenere palla, ha buona tecnica, è altruista, gioca divinamente di sponda. Riflettevo sulla qualità tecnica e numerica dei centrocampisti a disposizione di Ringhio ed ho la sensazione che poche squadre hanno un settore così assortito: il cagnaccio Demme, il fosforoso Lobotka, il talentuoso anche se atipico Fabiàn Ruiz, l'esperto rubapalloni Allan, il friccicariello Zielinski, il focoso Elmas, prezioso tra le linee. Un gruppo ritrovato che beneficerà nel finale di stagione di Mertens sempre più goleador principe e della buona tecnica di Politano sulle bande. E' come se fosse cominciata una nuova stagione nuova, una primavera azzurra, una squadra degna del recente passato e ch'era stata svilita dalla gens ancelottiana. Si può guardare al futuro prossimo con il giusto ottimismo. Ed entusiasmo. Per le semifinali dell'italica coppa nelle quali c'è da restituire all'Inter il maltolto, quei tre scivoloni che consegnarono alla Beneamata tre dannatissimi punti. Per le sfide in Champions con il Barcellona di Messi, sempre fortissimo ma non più imbattibile, nessuna squadra al mondo lo è. Per la scalata in campionato ad una classifica che dia il giusto merito alla compagine che s'era abbonata alle primissime piazze. Il ringhionapoli che ha battuto la Juve primadonna, la Lazio in coppa e che regalò partita e punti all'Inter (le prime tre della classifica) ha tutto per disputare un finale di stagione in un meraviglioso crescendo rossiniano. Senza più timore di nessuno. Con orgoglio ritrovato.

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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