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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, col Torino gara spartiacque"
23.12.2020 17:20 di Napoli Magazine

NAPOLI - Patapumfete! Ci si potrebbe fermare qui se non ci fosse da comprendere il perché dell'ennesimo flop al cospetto di una squadra non di bassa classifica. Cercare di comprendere, almeno. Buttato alle ortiche il credito che la squadra aveva avuto, a cominciare da me che avevo pronosticato il duello con il Milan in alte sfere. Mal me ne incolse, ahimé. Avevo ragionato in chiave di nobiltà. Per l'organico, per la qualità di molti, per il ringhio del Ringhio. E per le difficoltà evidenti dell'Inter a sciorinare un gioco decente. E per il necessario apprendistato dei novelli pirliani. M'ero sbagliato. Perché di riffe e di raffe, i contiani hanno scritto una striscia di vittorie consecutive. Perché Pirlo pare che abbia cucito il vestito giusto per la Madama. E quanto al Milan, ha dimostrato di sapersela cavare anche senza il totem Ibra. E il Napoli, che cosa ha fatto nel frattempo? S'è perduto, smarrito, confuso. Batoste su batoste. Per ragioni a volte incomprensibili - gli errori individuali inammissibili -, talaltre frutto di un girotondo nella scelta iniziale dei protagonisti. D'accordo che le forze vadano dosate in questo campionato malato e vorticoso, ma credo che vadano scelti alcuni punti fermi e vadano individuati gli alter ego. Il centrocampo è la forza - o la debolezza - di una squadra. E' barriera protettiva e trampolino di lancio. E' il reparto fondamentale per le fortune, o le sventure, di un team. Non è Xavi né Iniesta, ma Demme ad esempio ha dimostrato di essere un ottimo equilibratore della manovra. E credo che rinunciarvi in partenza sia un mezzo delitto. E più Bakayoko al suo fianco che Fabiàn Ruiz. A meno che non si ritorni al 4-3-3 e allora vanno bene tutti e tre insieme. Ma al di là degli inghippi di cui sopra, c'è un'altra considerazione da fare. Vista la concentrazione scarsa di molti azzurri, c'è qualcosa di strano che va ricercata nelle loro testoline. Le ragioni per cui non riescono più a giocare concentrati per l'intero match, i motivi per cui appaiono, da un po' di tempo a questa parte, interpreti forzati di un canovaccio smarrito. Credo che sia questa la ragione primaria per cui s'è deciso il "tutti in ritiro" dopo la sberla laziale ed in vista del Torino. Ma uno psicologo degno di tal nome nello staff c'è? Che almeno si faccia comprendere alla truppa che questa partita col Toro scornato di questi tempi - e comunque sbuffante d'ira - rappresenta lo spartiacque di un cammino che sembrava agevole e che s'è interrotto in malo modo. Tornerà Insigne dopo il vaffa milanese, ma sarebbe un errore credere che tutto possa dipendere dall'unico giocatore che comunque ci mette l'anima, sempre. E che non costituisca alibi alcuno elencare le tante assenze per forza. A cominciare da Lozano, l'unico ad avere avuto la sufficienza piena all'Olimpico sul mio taccuino personale. Gambe, cuore e testa. Confidando nell'orgoglio. E che non si agevolino gli avversari con assist contro natura. Vero, Mario Rui? Buon Natale a tutti. Anche se in maschera. E con Befana anticipata. Giustizia è stata fatta. Juventus-Napoli si giocherà. E sarà un bel vedere .

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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