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GOLAZO
GOLAZO - Adolfo Mollichelli su "NM": "Napoli, giusto un po' di quiete"
17.02.2021 17:31 di Napoli Magazine

NAPOLI -  Un po' di quiete dopo la tempesta. Potenza della vittoria sulla Juve, eterna nemica che più spesso delle rivali storiche lascia le penne a Napoli. Vale la pena tornarci su, perché al di là dello sterile attaccare dei bianconeri, è parso ben chiaro il coraggio del Ringhio che ha schierato tutti insieme Osimhen, Insigne, Politano ed Insigne. Un avviso agli uomini di Pirlo: attenti che potremmo farvi del male. Consapevole che la squadra non sarebbe stata sbilanciata, per l'attitudine ai rientri di tutte le punte azzurre, per la capacità di Insigne e Politano in particolare di affiancare il duo di centrocampo. Ne è venuta fuori così una partita di quelle che si definiscono accorte, concedendo quel poco che andava concesso ad avversari che col trascorrere del tempo hanno perduto lucidità. Una prova che ha dimostrato - ma ce n'era bisogno? - quanto gli azzurri tengano al loro allenatore. Finalmente, Ringhio con baffo alla Zapata (Emiliano, eh!) ha potuto sorridere. Tre punti che valgono oro tenendo conto delle assenze rilevanti che la difesa ha dovuto sopportare. Buona comunque, la prova della coppia centrale Rrhamani-Maksimovic. Ed esemplare quella fornita da Meret che ha parato anche l'impossibile. Credo che Ringhio finirà col dare maggiore spazio tra i pali al giovin portiere che è un predestinato e non solo per il cognome che finisce in consonante: come Zoff e Buffon. In sintesi: Meret con i piedi di Ospina (auguri per una pronta guarigione) sarebbe il prototipo del grande portiere moderno. Perché oggi va di moda cominciare l'azione dal basso. Un'usanza che ritengo dannosa (opinione personale) e pericolosa. Un rischio in più che si ama correre. Inutilmente. Ossigeno per la classifica che deve avere come obiettivo minimo il quarto posto che assicura la zona Champions con i relativi ricchi premi e cotillon. Intanto, c'è da onorare l'Europa League che prevede la trasferta a Granada, la meravigliosa città dell'Alhambra. Puntare alla finale della seconda competizione è un obiettivo perseguibile. E da non sottovalutare dal punto di vista economico, di questi tempi. Certo che non è proprio un periodo fortunato sul piano degli infortuni: l'assenza di Lozano per un paio di settimane almeno è un'autentica jattura. Il messicano, rigenerato da Ringhio, è l'autentico uomo chiave della trama azzurra: micidiale nella partenza in dribbling, aduso al gol, prezioso nei ripiegamenti difensivi, un'arma tattica polivalente. Granada e Bergamo sono due tappe colme di insidie e di estrema importanza. Hanno il fascino delle imprese che possono spianare un futuro tutto da godere. Problemi di formazione ci saranno, certo. Ma sono fiducioso perché la squadra ha dentro di sé tutta la grinta di cui era dotato il Ringhio calciatore. Praticità, umiltà e passione. Prepariamoci ad assistere a due incontri ravvicinati di un certo tipo. E con fiducia, perché questa squadra sa stringere i denti e lottare, facendo di necessità virtù. Vogliamo concederlo un po' di merito a Gennarino?  Finisco con gli auguri ad Insigne per il centesimo gol azzurro, primo italiano nella speciale classifica dei superbomber di casa nostra. 

 

 

Adolfo Mollichelli

 

Napoli Magazine

 

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